scuola nel cilento

camporaCorriere del Mezzogiorno di giovedì 14 giugno 2007

il ministero elimina la materna in un piccolo centro. Disagi per gli alunni

Cilento senza più scuole

Campora lancia lallarme

Pochi bimbi, chiude lasilo. Il sindaco non ci sto

CAMPORA —Il comune di Campora, nel cuore del Cilento, conta oggi 550 abitanti, ap­pena cinquantanni fa erano il doppio. È uno di quei piccoli centri interni dove lsos demo­grafico è stato lanciato da tem­po, ma qui come altrove, le so­luzioni per invertire il trend latitano.

A maggior ragione se pure la scuola del­linfanzia, il primo ba­luardo per trattenere in paese i nuovi nati e i loro genitori, rischia di sparire. Già, per­ché lasilo del posto, sei bambini frequen­tanti nellultimo an­no, da settembre prossimo non dovrebbe più esistere. Col­pa dei freddi numeri: troppo pochi, pure in prospettiva, tré o quattro neonati allanno, per tenere in vita la scuola. Così lo sparuto gruppetto di bambini camporesi dovrà, a quanto pa­re, sobbarcarsi svariati chilo­metri di curve stradali e quarantacinque minuti di viaggio ogni mattina per andare e veni­re dagli asili di Vallo della Lu­cania.

Ma il sindaco del paese Giu­seppe Vitale non ci sta e lancia il suo ap­pello. «Non si può ri­durre listruzione, un diritto costituzionalmente riconosciutodice Vitale -, al sem­plice rapporto costi-ricavi e ad esigen­ze di razionalizzazione, nel caso, irrispet­tose del patrimonio morale e culturale dei piccoli paesi». Sta di fatto però che la delibera del circolo didattico di Vallo della Lucania, di cui Camperà fa parte recita te­stualmente: «a partire da set­tembre 2007 la scuola dellinfanzia con lattuale unica se­zione non potrà essere più funzionante a seguito del de­creto di soppressione definiti­vo dallanagrafe del Miur del plesso di Campora per man­canza di un numero sufficien­te di alunni».

Eppure il dirigente scolastico, la dot­toressa Donata Fe­nda,. lo scorso anno era riuscita a salva­guardare lasilo dirottando abilmente uninsegnante da Vallo a Camperà. Ma per il prossimo anno scolastico ha lorganico decurta­to, per cui niente insegnante per Camperà e niente asilo. Un caso emblematico, questo, se a patrocinarlo scende in cam­po addirittura un onorevole, il deputato della Margherita Ti­no Iannuzzi, sostenitore della campagna a favore della cosid­detta Italia minore, come pro­motore della legge di sostegno e valorizzazione dei piccoli co­muni, approvata dalla Camera lo scorso aprile e ora in attesa di essere discussa in Senato. «Va invertita la tendenza spiega Iannuzzi i picco­li comuni sono una ri­sorsa preziosa e inso­stituibile, una realtà peculiare e diversa da non trattare con i freddi indici mate­matici. Nel caso spe­cifico di Campora so­no pronto a sollecita­re lufficio scolastico regionale e se neces­sario pure il ministero del­lIstruzione per evitare la chiu­sura della scuola: sono convin­to che mai come in questo ca­so le norme vadano interpreta­te con estrema flessibilità».

Bartolomeo Ruggiero

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