concorso narrativa

20 luglio 2007-Un concorso per rilanciare la passione per la letteratura e la parola scritta nell’era di Internet. La vincitrice della prima edizione del concorso è stata Elena Emanuela Ferraro con il racconto “I Sogni”. Giornalista pubblicista, nata a Salerno e residente a Vallo della Lucania, Elena Emanuela Ferraro ha conseguito la laurea in Lettere Moderne presso l’Istituto Univ.io Orientale di Napoli, autrice del romanzo "Mi lasci? Ok, ciao!" per il quale è stata premiata, nel 2005, per il primo romanzo, al concorso letterario nazionale “Letizia Isaia” nella sezione narrativa. “Il nostro sito – ha sottolineato il direttore responsabile di “New Press” Massimiliano Santoro – anche in questa circostanza ha voluto seguire le indicazioni dei propri lettori, che, nel corso di questi mesi, hanno riservato grande attenzione ai testi ben scritti e alle materie letterarie. Questa mattina abbiamo proceduto alla premiazione di Elena Emanuela Ferraro a cui vanno i compimenti di tutta la nostra redazione”. “Ringrazio la redazione di “New Press” per il riconoscimento consegnatomi quest’oggi- ha affermato la vincitrice Elena Emanuela Ferraro-. La scrittura è stata una mia passione fin da quando ero bambina ed ho appreso con grande entusiasmo l’opportunità di poter scrivere un micro-racconto nell’affascinante era di Internet”. Prossimamente sarà possibile vedere, nella sezione "Le interviste di New Press", la video-intervista alla vincitrice Elena Emanuela Ferraro.

http://www.newpressonline.it/

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SPAZZATURA

Riunione ieri al Commissariato per risolvere lemergenza al Corisa 4. Incendiata

nel pomeriggio la vecchia discarica di Ceraso


Accordo a Napoli, verso la



rimozione di 300



tonnellate di



rifiuti dal Cilento


SALERNO Agropoli li­berata dai rifiuti. Dopo lemergenza dei giorni scor­si la cittadina cilentana e gli altri quarantotto comu­ni della costa che fanno par­te del Corisa4 saranno ripu­liti dalle oltre trecento ton­nellate ammassate lungo le strade solo nellultimo weekend. Da oggi la rimo­zione parte da Agropoli do­ve sarà bonificato anche il sito di stoccaggio ormai sa­turato da 4.500 tonnellate di immondizia impilate in ecoballe.

Ieri mattina lincontro a Napoli in prefettura convo­cato da Gianfranco Mascazzini del Ministero per lAm­biente per discutere e stabi­lire il benefit ambientale su Serre: circa sei milioni di eu­ro per il ripristino ambien­tale e la ripiantumazione degli alberi. Una riunione che, però, ha subito cambia­to indirizzo quando, oltre al sindaco di Serre, Palmiro Cornetta e il sindaco di Po­stiglione, Mario Pepe, insie­me allassessore allambien­te della Provincia di Saler-no. Angelo Paladino, è arri­vato anche il presidente del Corisa4, Erminio Signorini con il carico della crisi in cui versa la cittadina cilen­tana. Preoccupazione e sde­gno quelle esternate dallas­sessore provinciale, alla presenza del prefetto vica­rio: «La soluzione trovata durante lincontro non ri­solve il problema commen­ta Paladino i comuni della costa cilentana, durante il periodo estivo, raddoppia­no la popolazione. Ad Agro­poli arrivano soprattutto napoletani non vorrei che ri­puliamo Napoli e sommer­giamo la provincia di Salerno».

I rifiuti saranno divisi tra il tritovagliatore di Sardone che già riceve 100 tonnel­late al giorno, e il sito di Macchia Soprana dove sa­ranno conferite le ecoballe.

Intanto a Macchia Sopra­na ogni giorno centinaia di camion restano in coda per ore lungo la statale. Un ser­pentone di tre chilometri che blocca la viabilità: «Il disagio è creato da una cat­tiva gestione dei flussispiega Paladino il sito re­sta aperto dodici ore duran­te le quali 102 camion sversano. Il disagio è creato dal­la cattiva gestione dei flus­si affidata alla Fibe».

Nel tardo pomeriggio di ieri sera, infine, un misterio­so incendio si è verificato nel Cilento, a Ceraso, in lo­calità lorio, in una discari­ca dismessa da circa dieci anni. Sono occorse due ore ai vigili del fuoco di Vallo della Lucania, coadiuvati dagli uomini della Foresta­le e della Comunità Monta­na, per spegnere le fiamme. Allarrivo dei pompieri i luc­chetti del cancello dellex discarica erano aperti, se­gno che probabilmente qualcuno si era da poco in­trodotto nellarea, peraltro sorvegliata e vigilata dal Co­mune per evitare il deposi­to abusivo di rifiuti e desti­nata provvisoriamente allo stoccaggio di rifiuti ingom­branti da parte del Consor­zio di raccolta Yele.

Sul luo­go della vecchia discarica comunale era presente an­che il sindaco di Ceraso Gennaro Maione. «Per que­starea ha spiegato Maio­ne il comune ha presenta­to allinizio dellanno un progetto alla Provincia di Salerno per ottenere un con­tributo per la bonifica dei terreni, ma ancora non ci è pervenuta risposta».

Bartolomeo Ruggiero

Angelica Tafuri


corriere del mezzogiorno pagina 5 mercoledì 18 luglio 2007

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le leggende su internet

di Manuel Castells

In questultimo periodo tv e giornali hanno dato molto risalto a una ricerca condotta dallUniversità della Catalogna che si è appe­na conclusa dopo sei anni di lavoro. Devo dire che si tratta di uno degli studi più approfonditi mai fatti sulluso di internet. E sulla nascita di una nuova società della rete.

Quello che però mi sembra più importante non è tanto la ricerca in sé che potrete leggere sul sito delluniversità e nei sette volumi in via di pubblicazione ma la sorpresa che ha suscitato, e che si è riflessa nei titoli dei giornali, con una con­clusione molto banale: cioè che internet non isola ne aliena, ma rende le persone più socievoli e attive in ogni campo. Lho definita una conclusione banale perché è quella a cui è arriva­ta la stragrande maggioranza degli studi e delle inchieste più rigorose sulluso di internet nel mondo.

La rete è uno spazio di relazione sociale e di comunicazione direttamente legato a quello che facciamo nella nostra vita. È uno strumento sem­pre più fondamentale della nostra socialità, del lavoro, delle aziende, del sistema educativo, delle istituzioni, usato da tutti tranne che dalle perso­ne più anziane.

Insomma, le persone che usano più spesso e più intensamente internet sono più socievoli, hanno più amici, hanno rapporti familiari più intensi, più iniziativa professionale, meno tendenza alla de­pressione e allisolamento, mostrano più autonomia, più ric­chezza comunicativa e una maggiore partecipazione alla vita civile e politica rispetto agli altri. Questo sia in Catalogna sia nel resto del mondo.

Siamo molto lontani dallimmagine dellutente di internet che si è fatta la società, e anche i mezzi di comunicazione, visto come un individuo fuori dalla realtà, isolato nel suo mondo virtuale, incapace di avere una vita di relazioni normale, quin­di un po svitato e potenzialmente pericoloso.

La stessa sensazione di pericolo si avverte anche nei con­fronti della rete vista come un universo popolato di virus, spam, pornografia, false identità, hacker e pirati.

Il fatto che, nonostante tutte le prove contrarie, questim­magine deformata e sbagliata sia così diffusa, in un mondo in cui gli utenti di internet sono più di un miliardo, implica un grande sfasamento tra la realtà della società in cui viviamo eia percezione che ne abbiamo.

Prendiamo per esempio la Catalogna, dove gli utenti di in­ternet sono circa il 54 per cento della popolazione, 188 per cento tra i minori di 25 anni e il 60 per cento tra chi ha meno di quarantanni.

Da cosa nasce questa percezione distorta?

Da una parte cè la tendenza dei giornali a pubblicare solo notizie allarmanti, come quella secondo cui il nostro equili­brio mentale e quello dei nostri figli sarebbe messo gravemen­te in pericolo dalla tecnologia.

Ma non possiamo dare la colpa ai giornalisti, che riflettono solo i sentimenti della società e le affermazioni di una serie di pseudoesperti da salotto televisivo.

In realtà siamo di fronte a qualcosa di profondo: il rifiuto della tecnologia, della cultura e della società dei giovani da parte degli anziani, delle élite al potere, delle isti­tuzioni e delle organizzazioni della vecchia socie­tà. Internet è, innanzitutto, uno strumento di li­bertà e uno spazio di comunicazione autonoma. E poiché il potere è da sempre fondato sul con­trollo della comunicazione e dellinformazione, lidea di perdere questo controllo è semplice­mente insopportabile. E lo è sia per la politica sia per i mezzi di comunicazione di massa (soprat­tutto la tv tradizionale) sia per lindustria dellin­trattenimento che ricava i suoi profitti dal monopolio dei prodotti culturali. Ma siccome non si può fare a meno di internet, si cerca di limitarne luso e di delegittimarne le nuove forme, sempre più potenti, come YouTube o Second Life. Anche a costo di andare a cerca­re, con scarsi risultati, sistemi per censurarle e reprimerle. E visto che gli anziani non si sentono sicuri in un mondo in cui la comunicazione e linformazione dipendono da tecnologie che non conoscono, ma che sono lambiente naturale dei loro nipoti, molti si lasciano facilmente influenzare dai racconti dellorrore su internet.

In effetti la nostra ricerca dimostra che ad avere paura di internet sono soprattutto quelli che non lhanno mai usata. È questa paura dellignoto sostenuta dagli interessi commer­ciali e politici che internet mette in discussione con la sua au­tonomia e libertà che alimenta il timore della virtualizzazione della nostra vita e trasforma in titolo da prima pagina il ri­sultato più banale della ricerca. Cioè che la nostra esistenza è al tempo stesso virtuale e reale, che le due dimensioni si in­trecciano in tutte le nostre abitudini e che lampliamento delle nostre possibilità di espressione aumenta e arricchisce la no­stra socialità.

Benvenuti in un mondo che è già il nostro, benvenuti nella cultura della virtualità reale.

Manuel Castells è un sociologo spagnolo. Collabora con il quo­tidiano La Vanguardia di Barcellona.

Settimanale Internazionale numero 701 13/19 luglio 2007 pag 17

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Disabile non ammesso agli esami di maturità per un cavillo tecnico

Per saperne di più http://www.associazioneabc.it/index_flash.html

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Vallo della Lucania: il padre ricorre al Tar

Disabile non ammesso agli esami di maturità per un cavillo tecnico

VALLO DELLA LUCANIA – Non ammesso agli esami. Respinto per aver seguito un percorso didattico troppo distante dai programmi mi­nisteriali. È in sostanza la motivazio­ne con cui è stato escluso dalle pro­ve di maturità un ragazzo disabile iscritto allIstituto distruzione Su­periore "Parmenide" di Vallo della Lucania, classe V sezione Scienze Sociali. Aniello, ventanni, cerebrole­so dalla nascita,non ha potuto acce­dere allesame di maturità per un mero tecnicismo. Nel verbale del consiglio di classe del 6 giugno 2007 firmato dal preside dellistituto, è precisato: «Non ammesso perché ha seguito un percorso didattico dif­ferenziato che si è scostato nel cor­so degli anni notevolmente dai pro­grammi ministeriali e perché allo stesso non è stato mai attribuito il credito scolastico». Ma il genitore del ragazzo non ci sta, reclama per suo figlio e per quanti si trovino nel­la stessa condizione la possibilità di sostenere lesame di maturità. «An­che gli alunni portatori di handicap – fa notare Aldo Tambasco, padre di Aniello e presidente dellAbc (Asso­ciazione bambini cerebrolesi) Cam­pania – in considerazione del Percor­so educativo individuale, avrebbero diritto a sostenere gli esami, ovvia­mente con una commissione specia­le, tutor o insegnanti di sostegno e lutilizzo dei metodi della comunica­zione facilitata»". E così Tambasco, proprio nellanno Europeo dedicato alle Pari Opportunità, promette bat­taglia. Ha illustrato il caso allUfficio scolastico regionale e al sottosegre­tario allhandicap del Ministero del­lIstruzione, chiesto parere allo Snals e, in ultimo, è pronto al ricor­so al Tar nonostante i chiarimenti del preside del Parmenide, Giovan­ni Carro. "Non avendo attribuito al­cun credito scolastico, necessario per accedere agli esami, per nessu­no degli anni precedenti – spiega il dirigente scolastico – il consiglio di classe ha dovuto determinare la non ammissione del ragazzo».
B.R.

Corriere del mezzogiorno di martedì 3 luglio 2007


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