Dante, Inferno Benigni

Tutti abbiamo studiato la Divina Commedia a scuola.

Poi qualcuno si é appassionato ma mai in modo totale olistico ma non sono in molti.

Le frasi che ho sentito sono sempre le stesse non é attuale, non é scritto in italiano che si capisce non serve a nulla. Poi fare ciò con professori che dicono solo leggere e commentare da terzina 1 a 33 diventa veramente qualcosa di odiabile, un nemico da uccidere, da annientare e da non risuscitare mai più.

Poi abbiamo scoperto, Benigni

un tutto uno con la commedia un fulmine, un terremoto che legge Dante con la pancia ovvero con tutto se stesso, ci fa entrare nel personaggio ce lo attualizza, ci fa sentire pulsanti le parole, ci indica la via e il perché ha scritto quella terzina e non un altra , perché in due parole ci fa sentire microbi quanto un uomo normale ci impiegherebbe 3 pagina Dante in rima ci rende magico il mondo in tre strofette.

Non scatenatevi ma mandate Benigni a insegnare ai professori come dare un senso profondo nella lettura della divina Commedia perché come dice il comico toscano la divina commedia "dopo averla letta non si guardano più le persone nello stesso modo perché ci insegna che ognuno di noi è protagonista di una storia irripetibile"

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