jean baudrillard
il sogno della merce

 

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Video delle mie brame

Il ragazzo che scivola sulla tavola a rotelle con il walkman, lintellettuale che lavora al word-processor, il rapper del Bronx che volteggia freneticamente al Roxy o in un altro locale, il jogger, il body-builder: dappertutto la stessa bianca solitudine, dappertutto lo stesso rispecchiamento narcisista, riferito al corpo o alle facoltà mentali.

Il miraggio del corpo è ovunque straordinario. E il solo oggetto sul quale valga la pena di concentrarsi, non come fonte di piacere o di sesso, ma come oggetto di cui farsi carico con infinita sollecitudine, nellossessione della défaillance e della prestazione negativa. Il corpo è vezzeggiato nella perversa certezza della sua inutilità, nella totale certezza della sua non resurrezione. Infatti il corpo che si pone il problema della propria esistenza è per metà già morto: il suo culto attuale, tra lo yoga e lestasi, è dunque una preoccupazione funebre. La cura che ci si prende di lui mentre è in vita prefigura il maquillage delle imprese funebri, col sorriso fissato sulla faccia della morte.

Tutto consiste nellessere fissati su qualcosa. Non si tratta di essere – e nemmeno di avere – un corpo, ma di essere fissati sul proprio corpo. Fissati sul sesso, fissati sul proprio desiderio. Concentrati sulle proprie funzioni come su dei differenziali denergia o su degli schermi video. Edonismo come fissazione: il corpo è uno scenario la cui curiosa melopea igienista corre fra innumerevoli stabilimenti del culturismo, di muscolarismo, di stimolazione e di simulazione che vanno da Venezia a Trupanga Canyon, e che descrivono unossessione collettiva asessuata.

E a questossessione fa da contrappunto laltra, di essere fissati sul proprio cervello. Quel che la gente contempla o crede di contemplare sullo schermo del word-processor o del computer sono le operazioni del proprio cervello. Oggi non è più nel fegato o nelle visceri, e nemmeno nel cuore o nello sguardo che si cerca di leggere, ma semplicemente nel cervello, di cui si vorrebbe rendere visibili i miliardi di connessioni, e assistere al loro svolgimento come in un videogame. Quel che ci affascina è lo spettacolo offerto dal cervello e dal suo funzionamento. Ci piacerebbe poter vedere lo svolgimento superstizioso dei nostri pensieri. E anche questa è una superstizione.

 

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