Buon Anno !!!!!!!!

http://link.rai.it/x/vod/news/08dic/asx/20081229210334mpo40jftg1_ed__20_00_29_12__calendari-rainet.asx

E IN ARRIVO il nuovo anno naturalmente impazzano calendari i cosiddetti lunari. Una volta era prerogativa dei santi e dei frati fare e regalare calendari oggi non è più così. Eccovi un video del grandissimo Vincenzo Mollica sui calendari più stravaganti del 2009.

Auguri a tutti di Buon anno e buona visione

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Buon Natale!!!!!!

Buon Natale

di

Aniello De Vita


A lo

paese mio

fano lo focaro

a Natale e aspettano

ca nasce lo Bammino. E

sienti le campane quanno

ntocca mezzanotte. La gente

ca sabbrazza e la stella ca camina.

Buon Natale a na mamma caspetta,

Buon Natale a chi arriva a la festa. Buon

Natale a chi è sulo e a chi soffre. Buon Natale

a chi parte e a chi resta. Buon Natale a chi crere

a lamore. Buon Natale co tutto lo core.

BU

ON

NA

TA

LE


grazie  al dottore Aniello De Vita

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le-learning stenta a decollare

http://link.rai.it/x/vod/tgr/clip_neapolis/08dic/asx/200812191110-tgrd0pp-avanti_piano.asx

Gli iscritti ai corsi di laurea a distanza offerti dagli atenei italiani sono in aumento, eppure il fenomeno dell’e-learnig stenta a decollare.


Lo sostiene il consorzio Omniacom, che ha presentato a Roma un rapporto sulle lauree a distanza per l’anno accademico 2007/2008. Sono diversi i fattori che frenano lo sviluppo della formazione universitaria online. Primo tra tutti l’accesso a internet e alla banda larga, che in Italia resta ancora al di sotto della media europea. Un dato sorprendente, invece, è che a offrire insegnamenti a distanza sono per l’80 per cento le università tradizionali, e non quelle telematiche.(Marcello Giacomantonio, Omniacom). Le classi di laurea con il maggior numero di iscritti sono quelle politico-sociali, seguite da quelle ingegneristiche. Diminuiscono le matricole mentre crescono gli studenti che abbandonano i piani di studio tradizionali. Resta poi un problema da risolvere, quello di come sostenere gli esami di un corso seguito a distanza. (Marcello Giacomantonio, Omniacom)


maggiori informazioni

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NEL CILENTO UNA SCUOLA APERTA ALLE CULTURE DI TUTTO IL MONDO

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Nel Cilento una scuola aperta alle culture di tutto il mondo. E’ questo l’obiettivo del progetto realizzato dai docenti dell’Istituto scolastico omnicomprensivo di Laurino e presentato agli studenti e alle istituzioni locali ieri mattina nel corso di una conferenza. Si tratta di un corso di formazione istituito nell’ambito dei fondi strutturali Pon denominato “l’italiano per tutti”. Il corso, coordinato dalla professoressa Battistina Longo è stato rivolto al personale docente di ogni ordine e grado e ha visto coinvolti esperti di livello nazionale ed internazionale. Tra questi spuntano i nomi di don Guglielmo Manna, intellettuale di notevole spessore culturale, la professore Giusi Rinaldi, esperta in didattica applicata e don Remigio Bellizio, vice rettore dell’Università del Vaticano. Tutti hanno arricchito con le loro competenze il bagaglio culturale degli studenti di Laurino, sia dal punto di vista filosofico-pedagogico, sia dal punto di vista metodologico didattico. Dunque l’insegnamento dell’italiano inquadrato in un’ottica dell’intercultura della mondialità, dell’incontro tra culture e religioni diverse. Ha aperto i lavori direttamente il preside dell’Istituto Comprensivo di Laurino Gennaro Di Marco. Durante il convegno moderato dal professore Alfonso Marino si è parlato a lungo di scuola, territorio e intercultura. I relatori hanno analizzato il modo in cui i docenti si pongono nella pratica scolastica quotidiana di fronte a questione di integrazione di alunni provenienti da contesti culturali diversi. Obiettivo del progetto è proprio quello di stimolare i docenti e gli alunni a concepire una scuola come laboratorio di intercultura dove è possibile favorire l’incontro tra identità culturali diverse.

Maggiori notizie

fonte (Vincenzo Rubano)

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Nasce l?Osservatorio locale per l?innovazione, è il primo in Campania

Tavola Rotonda  Innovare al quadrato

È una sfida a favore della competitività delle piccole e medie imprese ma anche delle pubbliche amministrazioni che si basa sulla diffusione di strumenti innovativi in grado di ottimizzare l’organizzazione aziendale e la gestione amministrativa, razionalizzando i costi e accedendo alle contribuzioni disponibili. Unica realtà nel suo genere in regione Campania, l’Osservatorio locale per l’innovazione è una sfida promossa dalla Sistema Cilento scpa, agenzia locale di sviluppo dei Comuni del Cilento, grazie al supporto di un’ampia partnership che comprende 11 realtà rappresentative dell’associazionismo, della ricerca e dell’imprenditoria provinciale e regionale.
Sono la Sistema Cilento scpa, in qualità di soggetto capofila, la Provincia di Salerno, Cerict srl (Centro regionale Itc), Ente Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Confapi Campania (Confederazione italiana della piccola e media industria privata), Confindustria Salerno, Fondazione Carisal, Anci (Associazione nazionale Comuni italiani), Ance (Associazione nazionale costruttori edili), Fondazione Alario per Elea Velia onlus, Centro Iside srl (centro di monitoraggio e controllo).

Il neocostituito Osservatorio, che entrerà a pieno regime nel 2009, anno europeo della creatività e dell’innovazione, rappresenta un riferimento per la valutazione e la programmazione sinergica di proposte di innovazione che provengono da enti pubblici, piccola e media impresa e associazioni di categoria. Senza contare che la programmazione nazionale e regionale 2007-2013 riserva importanti spazi ed elevate contribuzioni proprio ai soggetti pubblico-privati che investono in innovazione.
«Il territorio del Cilento è caratterizzato da tanti piccoli Comuni e microimprese – spiega il presidente della Sistema Cilento, ing. Aniello Onorati – Per poter fare il salto di qualità, dunque, necessita di un importante investimento in innovazione da realizzare in forme differenti, ovvero ricerca e sviluppo, ma anche adeguamento delle procedure di produzione, individuazione e sfruttamento di nuovi mercati, utilizzo di nuovi approcci organizzativi e di commercializzazione e altro ancora».

Nello specifico, l’Osservatorio supporterà le PA nei processi di governance interna ed esterna, nell’individuazione e gestione di servizi integrati, formazione e trasferimento tecnologico in settori come l’energia, il monitoraggio e controllo del territorio, la comunicazione, la sicurezza, i rifiuti.
Le pmi troveranno invece un supporto per migliorare i propri processi decisionali e gestionali attraverso strumenti operativi di governance, investimento in azioni di ricerca, formazione e trasferimento tecnologico, internazionalizzazione e ricerca di fondi, con positive ricadute in termini di competitività sul mercato.


Link: sistemacilento osservatorio innovazione

info su facebook

fonte: comunicato

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Le bolle virtuali in cui viviamo.

bolle di sapone DSC02791

Le bolle virtuali in cui viviamo.


Oramai siamo abituati e dire che viviamo in una bolla virtuale ci sembra tutto naturale e vivo.

Ma se piano piano ci riflettiamo scorgiamo sia delle piccole vittorie che delle piccole sconfitte.

Cominciamo la televisione: è una grossa bolla che ci invade ci indica cosa guardare e in che modo, abbiamo avuto con il tempo modo di scoprire le magagne che ci propinano o le risate e gli applausi falsi ad uso e consumo dei telespettatori, i numeri falsi dellauditel che dovrebbe contare le teste di chi guarda la pubblicità invece conta i telespettatori che guardano i programmi che a loro volta sono a traino della pubblicità. Telespettatori che nel momento della pubblicità.

Il marketing è unaltra bolla virtuale.

Viene considerata lanima del commercio anche se non si capisce bene come mai gli sbagli dei direttori marketing vengono pagati da persone «che non hanno capito bene il marketing».

Nasce così un mondo che non esiste o che viene spacciato come vero anche se guardando bene …… non è proprio così.

Altre bolle sono le emergenze create a d arte per specularci sopra e per mischiare le acque al fine di specularci sopra.

Prendiamo leconomia. Attualmente tutti ci stanno propinando il dilemma che la recessione è uguale a quella successa nel 1929. Ora nessuno mette in dubbio che siamo come a quella del 29 ma siamo sicuri che il prodotto interno lordo o i consumi che facciamo nel 2008 sono uguali a quelli  del 29?

Le persone hanno i redditi del 29 e soprattuto soddisfano i bisogni che avevano le persone del 1929? Domandate alle vostre nonne cosa spendevano e in che modo spendevano nel 1929. Mia madre, che è nata una ventina di anni dopo, ha sempre raccontato che per i primi 25 anni di vita aveva due vestiti uno per la domenica e uno per tutti i giorni e non era lunica, aveva solo un paio di scarpe e non erano la famiglia  più povera del paese.

Forse qualche differenza cè, ….. forse la più importante e che viviamo nelle bolle virtuali, oserei dire quasi in bolle di sapone.

Ps Si, lo so adesso avrò contro tutti quelli che non arrivano a fine mese e che vivono nella vita reale, ma è proprio perchè credo che lo scollamento tra vita reale e bolla virtuale si è fatto sempre più netto che non si riesce ad andare avanti. Anche se è più difficile proviamo a vivere nel reale, giorno per giorno, forse non si vivrà su di giri ma la vita è fatta di risvegli e di routine quotidiana, ……… tutto il resto è vita.

Doppio ps Potrebbe anche essere che io sia una grande bolla virtuale. A Voi le scelte, a voi i commenti,

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chip elettronico che ripara il computer in 5 minuti

http://link.rai.it/x/vod/tgr/rubriche/08dic/asx/2008120916063909_12_2008_neapolis.asx

 

 

Nasce a Salerno per risolvere in breve tempo i problemi di cattivo funzionamento dei computer e dei sistemi informatici in genere, l’invenzione di Donato Pace e Marco Trucillo: Sbiancamento.


Un chip elettronico in grado di riparare in pochi minuti, senza l’aiuto di un esperto, il proprio computer. Basta inserirlo nella porta Usb per individuare e risolvere i problemi legati agli hard-disk, alle memorie ed all’hardware in generale, ripulendo il sistema dai virus e dalle installazioni selvagge di programmi e aggiornamenti che troppo spesso rallentano la produttività dei computer. Intervista Donato Pace – inventore Sbiancamento. Il chip Sbiancamento non è un software, quindi non è legato alla partenza di un sistema operativo che potrebbe non avviarsi in modo regolare, ma un firmware, un’entità a parte non influenzabile da cause esterne, in grado di autoripararsi in caso danneggiamento e in grado di fare test approfonditi su tutti i componenti del computer ed di inviduarne in tempo reale i difetti.

continua

sito dei costruttori

info

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«Sacrifici e tanta passione» La ricetta di Maria Teresa Carlone

Nuova immagine

Sacrifici e tanta passione» La ricetta di Maria Teresa Carlone

Vallo della Lucania. Si chiama "Ecodanza" il centro professionale, diretto brillantemente da Maria Teresa Carlone, sito a Vallo della Lucania. Vero prestigio della cittadina cilentana, la scuola è nata per passione e dai sogni, molti dei quali diventati realtà, di una giovane ballerina, che partendo dai suoi studi affidati all’esperienza e talento della prima danzatrice del teatro San Carlo di Napoli, Pina Testa, ha poi meritato successo e prosieguo nell’attività formativa. • Oggi "Ecodanza" conta molti iscritti, ma non solo tra le attività tradizionalmente riconosciute nel percorso che porta al balletto. Tra i corsi infatti spiccano pilates, yoga e bioenergetica. Accanto viaggiano lezioni di danza classica – repertorio, passo a due, storia della danza, modern – jazz, contemporaneo, hip – hop, oltre a corsi di gioco – danza, propedeutica.

Il lavoro dunque che la direttrice artistica Maria Teresa Carlone ha scelto di seguire con i suoi ragazzi, è vasto e variegato, rivolto ad ogni età e stile di danza, senza per questo smarrire i pilastri che immancabilmente sorreggono un corretto lavoro: professionalità e alta formazione. Partendo da esperienze personali, come quella vissuta a Firenze all’etá di diciotto anni per perfezionare la tecnica presso il "Centro Studi Danza, Scuola del Balletto di Toscana", sotto la guida di Barbara Baer, Lilia Bertelli, Cristina Bozzolini del teatro comunale della stessa città, Maria Teresa ha imparato che aprire le proprie conoscenze a scambi culturali e confronti con l’infinito mondo del palcoscenico, è elemento sicuro per far crescere le proprie classi. • E quindi il centro organizza stage in sede con Vincenzo Capezzuto e Lisa Martini, solisti di Aterballetto a Reggio Emilia, Lorella Rapisarda, coreografa di danza contemporanea, dal metodo Laban/Bartenieff di New York, che svolge seminari di tecnica ed improvvisazione, Sonia Nifosi, Vincenzo Canzonieri del Conservatorio Coreutico di Roma. Uno staff che piacevolmente integra il lavoro quotidiano della direttrice stessa e di Alessandra Castellano e Rita Ranauro. Per "Ecodanza" non mancano, è evidente, gli incontri con il pubblico, rassegne e spettacoli, spesso elementi di motivazione ulteriore per gli allievi. • La particolare capacitá coreografica di Maria Teresa Carlone, ha sempre reso merito agli spettacoli realizzati dalla scuola di Vallo della Lucania, capaci di attrarre un pubblico sempre folto. (Giuliana Giannattasio)

fonte: Città di Salerno


"Un pensiero fisso, una passione cresciuta nel tempo". E’ così, signora Maria Teresa Carlone che parla della danza, ma quanto le è costato? • Sono stata molto ostacolata durante il percorso, eppure ho saputo affrontare ogni cosa con spirito di sacrificio e le mie sole forze, con il desiderio insormontabile di riuscire a liberare l’anima all’unisono col corpo, fino a diventare e restare una vera, sentita scelta di vita. Con questo stesso spirito ho cominciato ad insegnare, nel ’92 . Lavoriamo con rigida professionalità, anche se ben sappiamo che non tutti gli allievi vorranno essere dei danzatori per mestiere. Ma mi sento in dovere, nei confronti dell’arte della danza, di proporre i programmi accademici completi a tutti, futuri ballerini e non. Ho un’attenzione particolare sulla salute psico – fisica e muscolo scheletrica di bambini ed adulti. Se si sta bene con il corpo e la mente, si può affrontare qualsiasi problema e difficoltà tecnica nel corso degli anni di studio. •

Com’è proseguito il suo percorso di formazione dopo la scuola di Pina Testa? • Ho continuato a studiare con insegnanti abilitati presso l’Accademia Nazionale di Roma e partecipato a diverse rassegne come "Danza Primavera" presso il Teatro di Grassina, curato da Maria Grazia Nicosia. Nel tempo mi sono sempre più avvicinata alla danza moderna, studiando all’Imago con Emanuela Salvini, Susan Sentler (tecnica Graham), Simona Bucci (tecnica Nikolais) e altri maestri di chiara fama, ospiti del centro di danza contemporanea. •

Quali sono stati i momenti di svolta della sua carriera? • Un momento importante è stato quando ho vinto una borsa di studio presso la scuola di Renato Greco a Roma. Di lì numerosi stages di danza contemporanea con Larrio Ekson, Richard Haisma, Paolo Mereu, Bruno Collinet, Renata Calichaeska, Alessandra Sini, Michele Pogliani, Monica Francia. Quindi ho studiato a New York presso la Martha Graham School of Contemporary Dance e presso la scuola di Erik Hawkins. Poi nel 1992 ho fondato "Ecodanza" dedicandomi all’insegnamento e realizzando, inoltre, numerosi lavori coreografici. Sono iscritta all’Associazione Insegnanti Danza e all’albo insegnanti della Lega Danza U.I.S.P. Ho conseguito l’abilitazione all’insegnamento, ultimando i corsi di formazione con i maestri Alain Asti, Gabriella Stazio, Mario Piazza, Sofia Nifosi, Claudio Malangone con il quale ho realizzato diverse coreografie e video. Seguo aggiornamenti per l’insegnamento presso la Scala di Milano ed Aterballetto. Non ci si ferma mai

continua


dove si trova

Il "Centro Professionale Ecodanza", diretto da Maria Teresa Carlone, si trova in via San Crescenzo,1315 a Vallo della Lucania. Ai suoi iscritti la scuola propone corsi di gioco – danza, propedeutica, danza classica – repertorio, passo a due, storia della danza, modern – jazz, contemporaneo, hip – hop, yoga, pilates (ginnastica posturale) e bioenergetica. Inoltre il centro organizza stage in sede con Vincenzo Capezzuto e Lisa Martini, solisti di Aterballetto a Reggio Emilia ed esami finali. Tra i maestri ospiti: Lorella Rapisarda; Sonia Nifosi, Vincenzo Canzonieri. I docenti abituali della scuola sono Maria Teresa Carlone, Alessandra Castellano, Rita Ranauro e il posturologo Giuseppe Torres. Info: 09742111 e 3383028165 –www.ecodanza.net.

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Tra blog, idee risorgimentali, stampe clandestine… e diritti conquistati

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Durante il periodo cosiddetto risorgimentale italiano nacquero e si diffusero molti periodici che pubblicavano articoli sui concetti di libertà, democrazia, italianità sovranità autodeterminazione e che chiedevano a grande voce lunione dellItalia.

Soprattutto si scrivevano di diritti, di rivoluzioni di industrializzazione, di nazioni e oppressori. Nacquero le prime gazzette, volantini fogli scritti, nuclei di persone colte scrivevano e discutevano sulle rivoluzioni e sugli accadimenti del mondo europeo, sui fermenti che scuotevano lEuropa, il Nuovo Mondo.

Alcuni club che diffondevano idee allora considerate innovative oggi considerate normalissime: diritto di esporre il proprio pensiero, la libertà di insegnamento la libertà di domicilio, la segretezza della corrispondenza, il diritto di riunirsi .

Penso ad alcuni periodici come il Conciliatore, il Caffè, lIlluminatore, Minerva napoletana, Sentinella subalpina, Giovane Italia, Risorgimento, lIndicatore Genovese.

la caratteristica che li accomuna è che erano allepoca considerate clandestine ovvero opere che non potevano essere pubblicate perché mancavano le autorizzazioni necessarie.

Sono passati circa duecento anni da quei fogli considerati clandestini. Oggi i mezzi di comunicazione sono un pochino più sofisticati.

Tra questi ricordiamo i blog ovvero idee e diario messi in comunicazione nella rete. Cioè alla portati di tutti. Come tutte le cose umane in questa circolazione di idee, pensieri e cose della vita esiste tutto le scibile umano, formato da tonnellate di situazioni che possiamo catalogare grosso modo in cose che succedono in quanto viviamo e di relazioniamo con gli altri e cose di pensiero profondo , cose che abbiamo sentito o visto e che fino a qualche tempo fa erano considerate private e non pubblicabile o visibili.

Ora in tutto questo marasma circolano anche pensieri degni di nota e idee che altrimenti finirebbero per non circolare in modo veloce.

Ma una cosa è rimasta uguale in circa due secoli: la paura della circolazione delle idee. No non stiamo parlando di idee sovversive per lincolumità pubblica e la sicurezza dei cittadini e pericolose (Da condannare e perseguire legalmente sempre e comunque), stiamo parlando di idee da provare e confutare di opinioni di giudizi con il diritto di replica fatte tra persone civili (il bello del blog è che si può rispondere tramite un commento). Lunica cosa che non si dovrebbe invocare è la clandestinità o la promessa di rendere clandestino il dibattito.

La rete dovrebbe servire a ciò, o almeno potremmo provarci, e forse al suo interno ha già i suoi anticorpi: la capacità critica si acquisisce solo provando, solo con il confronto anche duro potremo migliorare e se tutto ciò non va bene ai governanti……. potranno dire la loro e ognuno potrà trarre le proprie conclusioni.



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Introduciamo in Italia le divisioni canadesi!!!

Introduciamo in Italia le divisioni canadesi!!!

Anche se abbiamo una fortissima tradizioni nelle scienze matematiche, in linea generale come italiani siamo propensi ad  studiare scienze umane e letterarie. Forse la colpa non è tutta della nostra pigrizia, una buona dose di incoerenza è data anche dai metodi utilizzati. Prendiamo per esempio la divisione. Ci viene spiegata con un metodo complicatissimo, forse corretto da punto di vista stilistico, ma poco pratico dal punto di vista della mera esecuzione.

Litaliano medio dopo aver studiato la divisione si fa prendere dal panico e automaticamente elimina dal suo armamentario delle cose che sa fare la procedura della divisione. (Ecco come viene spiegata la divisione su wikipedia italia.)

divisione

Lìitaliano medio ad un certo punto pensa “Tanto ci sono le calcolatrici”.

Solo che l’altro italiano medio, quello dei furbi, ha pensato bene di inserire nei concorsi pubblici e negli entry test universitari proprio le divisioni.

E qui casca l’asino, perchè a questo punto (nei concorsi pubblici é vietato utilizzare le calcolatrici)  possiamo sentire frasi del tipo “Sono operazioni di terza elementari, ed il 60 percento dei partecipanti non ha superato neanche la metà delle divisioni proposte: è una indecenza.”

(vedi articolo)

Così facciamo la figura dei perfetti ignoranti (persone che ignorano le cose).

Nel momento in cui il problema si gonfia, ecco stuoli di convegni frotte di sociologi, di psicologi, formatori e matematici che ci informano, che studiano, che progettano come fare per superare il problema. Naturalmente il problema delle divisioni non viene risolto ( se vogliamo dirla tutta producono altre divisioni tra schieramenti e fans) e nelle statistiche ufficiali risultiamo sempre nei posti più bassi della classifica anche se…. abbiamo un numero superiore di ore di matematica rispetto alle altre scuole europee.

I soliti americani ci dicono che il problema non esiste. Ovvero è superabile. E solo un problema di metodo. Problema che è stato risolto dai…. canadesi.

Ora non pensate che i canadesi siano particolarmente portati per la matematica, anzi erano piuttosto scarsi, ma come si dice hanno dovuto fare di necessità virtù.

 

Ora i primi abitanti europei che si sono trasferiti in Canada erano dei semplici cacciatori i trappers che cacciavano animali di grandi taglie per rifornire leuropa della loro pelliccia. per ricordarci i trapper vi ricordo il famoso il fumetto comandante mark  logo_mark_copia_2

i Trappers non erano molto avvezzi con i calcoli ma riuscirono a trovare un metodo veloce efficace e pratico per imballare le pellicce e spedirle.

Essendo molto scarsi nelle tabelline  hanno trasformato le divisioni …… in semplici sottrazioni.

Il tutto è  diventato più semplice ed umano.

Ancora tuttoggi in America e in Canada si utilizza questo metodo semplice ma efficace.

Ecco l’esempio.divisione canadese

Così con un metodo differente diventeremo tutti fenomeni in matematica, anzi nelle divisioni con la buona pace di tutti quelli che stanno studiando come far salire gli italiani nelle classifiche europee delle scienze matematiche.

Provare per credere

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