Vallo: ecodanza saggio spettacolo di fine anno

eco

Si è svolto giorno 4 giugno presso il cine-teatro la Provvidenza di Vallo della Lucania il saggio spettacolo, organizzato dal Centro professionale danza di Maria Teresa Carlone Ecodanza, dal titolo “Sognavo…. che non ero bambino”

favola poetica musicale e danzante liberamente tratta da il soldatino di piombo la favola di H. C. Andersen.

"bisogna avere del caos in sè per far nascere una stella danzante"
Friedrich Nietzsche

 

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La storia è semplice ma allo stesso tempo ricercata e particolareggiata. Una bambina è la protagonista di un sogno fantastico, che sembra così reale: diventare una ballerina, per poi ritrovarsi in una favola con tanti personaggi tra cui il soldatino di piombo e il suo battaglione. In questo bailamme la ballerina è contenta di fare quello che ha sempre sognato: ballare.

E quello che succede in questo spettacolo allietato dalle musiche di Frank Sinatra, di Shostakovich, di Prokofiev, di Brahms, di Edith Piaf, di Bach, di Ravel di Stravinsky, di John Williams.

In un istante il palco si illumina di luce, i movimenti si intersecano in un cammino quasi comune; la particolarità della danza di Maria Teresa Carlone è limmedesimazione di tutti gli spettatori. Si ha limpressione che tutti danzino insieme ai propri figli e alle proprie maestre; genitori amici e persone che guardano i suoi spettacoli sono anche loro sul palco, sanno ballare o si illudono di poterlo fare con gla stessa grazia movimento e leggerezza dei loro figli.IMG_2078

E questa illusione non dura un momento ma per tutto lo spettacolo di ben tre ore corposo snodato in un interminabile carrellata post-moderna dove antico e moderno si intersecano nella linea dei ricordi e dei sentimenti più puri, dove una trentina di allieve e allievi affaccendati dai problemi della vita quotidiana quali i compiti, i giochi, i genitori, la televisione, le partite le chiacchiere, le amicizie trovano il tempo il gusto la bellezza di confrontarsi di inserirsi nei pensieri di Maria Teresa Carlone e si fanno trasportare nelle ali dei ricordi, delle fantasie, delle fatiche per andare allunisono, per trotterellare in modo squisito e divino sulle punte delle loro scarpette di danza, volteggiare leggiadre e veloci su ogni tipo di musica disponibile, infilarsi tra i gradini di una scala che rappresenta il nulla eterno, strisciare, e rialzarsi come se in ogni allieva ci fosse non una persona ma due distinte ognuna con un proprio daimon vitale.

Scorgiamo in lontananza il sogno, le realtà, la fantasia il movimento a volte spezzato, mai asincrono ma sempre preciso quasi maniacale, concepito ballato e ideato per rendere umano il volto indecifrabile delle miserie umane.

 

 

 

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Lo spettacolo diviso in due parti con 10 scene di classico nella prima e cinque passi di danza moderna nella seconda parte è stato intervallato da poesie e aforismi di vario genere che hanno creato il giusto pathos, ci lascia con un amaro interrogativo siamo solo soldatini in una guerra in miniatura…subito intervallato dal messaggio di speranza: nel buio dellesperienza anche la più sofferta può nascere una energia così intensa da spingere a cercare la luce più pura.

 

Maggiori informazioni

 

 

 

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