Finestra Jazz 2010 James Senese

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finestra jazz vallo 30 agosto

 

 

Per la rassegna Finestra Jazz 2010 il 30 agosto un vero artista, James Senese al secolo Gaetano,

si è esibito a Vallo della Lucania in una Piazza San Caterina infreddolita dal vento ma riscaldata dal sassofono di James Senese e dagli altri componenti della band Napoli Centrale Rino Calabritto al basso, Freddy Malfi alla batteria, Ernesto Vitolo tastiere .

 

Non si risparmia James sia nella voce che nei virtuosismi con il sax in quasi due ore di autentica spettacolo caratterizzato dall'unione di sonorità tradizionali e di jazz unito alla sua profonda voce rigorosamente in napoletano.

Nato all'ombra del Vesuvio James è stato un personaggio chiave per la rinascita del blues e del jazz-rock napoletano. Ha suonato con le migliori band ed artisti napoletani come Pino Daniele, Tullio de Piscopo, Tony Esposito profondendo in quaranta anni di attività tutta la sua sensibilità di cantante napoletano che unisce il classico suono del sax americano alla babele della musica popolare con i suoi mille dialetti mista allo swing di Renato Carosone, alla musica di John Coltrane, al blues e al jazz d'oltreoceano. 

Un canto ruvido, il suo. Sia quello della voce, che porta dentro di sé gli umori laceranti e plurisecolari di un popolo che non ha mai avuto vita facile, sia quello del sax, che a volte si perde tra linee melodiche limpide e (apparentemente) serene, altre in vorticose e torbide impennate.

Una serata indimenticabile in cui il gusto si confonde al meglio dello scenario musicale in una babele degna del nome del gruppo Napoli Centrale ovvero la denominazione della stazione ferroviaria del capoluogo campano ad indicare il via-vai di gente, corpi e volti diversi in un incontro popolare-culturale che è poi la base da cui parte la musica di Senese, anche esso "figlio della guerra".

Informazioni finestra jazz 2010

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Una storia cilentana: da trombettiere di Garibaldi alla battaglia di Little Bighorn

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Da trombettiere di Garibaldi a trombettiere del generale Custer

una storia Cilentana……………… Con Garibaldi che accelera, precede le truppe, entra in città da solo in carrozza tra la folla in delirio. E, poiché siamo sulla strada, è tempo che vi dica la storia di John Martin, alias Giovanni Martino di Sala Consilina,

Giovan Crisostomo Martino – ecco l'anagrafe di questo figlio dell'Italia grecanica – ha otto anni quando nella piazza di Sala arriva l'arcangelo biondo in marcia su Napoli. Lo vede e urla come un'aquila che gli vuole parlare. Garibaldi lo sente e dice: "che cosa vuoi da me, ragazzo?". Giovan chiede di partire con lui ma il generale dice: "sei troppo piccolo, non puoi sparare ancora". Risposta: ma no, io voglio solo suonare la tromba. Allora l'uomo col poncho promette: "quando sarai più grande verrai con me". E difatti accade. Nel 1866, Martino quattordicenne suona la carica di Bezzecca, unica vittoria italiana della terza guerra d'indipendenza.

 

continua

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Giochiamo a fare i poeti

c Bisogno conoscerlo Aldo Tambasco.
E Soprattutto suo figlio Aniello. Per capire cosa è l'amore tra un padre ed un figlio.
Ma partiamo dall'inizio. Aniello è un ragazzo cerebroleso. Ma questo non ha scoraggiato il padre Aldo che invece ha creato la sezione Campania dell'Associazione Bambini Cerebrolesi diventandone il Presidente.

Ma questo è stato solo l'iniziodella nostra storia, perchè il vulcanico Aldo comincia a pensare prima come fare per comunicare e far comunicare il figlio. Così scopre un sistema che permette di comunicare tra diversamente abile e persone comuni e fa di tutto per promuoverlo sponsorizzarlo e comunicarlo agli altri. Poi si inventa di sana pianta un concorso di poesia. A questo punto vado a trovarlo. Aldo mi dice “Lo sai cosa fanno i bambini cerebrolesi?” “No” gli dico tra lo stupefatto e l'interrogativo. “Vivono si emozionano hanno sentimenti e tutto quello che hanno che fanno gli esseri umani ….. solo che hanno i loro tempi che sono leggermente diversi dai nostri di tempi.” Tempi che noi “comuni”crediamo migliori se non fossero accelerati caotici confusionari e a volte brevi fugaci e approssimativi.
disabileLo guardo e domando ad Aldo come ha fatto ad andare avanti. Non è stato facile finchè non abbiamo studiato il metodo americano Doman. Si tratta di un metodo americano studiato negli U.S.A. atto a favorire il recupero dei bambini cerebrolesi, denominato 'metodo Doman' dal nome del suo fondatore, Glenn Doman di Philadelphia (U.S.A). La peculiarità di questa terapia, consiste nel fatto, che tutto viene svolto a casa del bambino, quindi nel suo ambiente familiare. La sua palestra, la ginnastica, l'istruzione, il tutto avviene all'interno delle mura domestiche, ed il programma sotto stretta e continua sorveglianza degli esperti americani, viene svolto dalla stessa famiglia, con l'aiuto di amici, parenti, e comuni volontari che offrono qualche ora del loro tempo libero per mettersi a disposizione del bambino.

Così si sono affidati al “metodo americano Doman” che non da certezze ma che rende sereni tutti, e aiuta a capire. “E’ un viaggio in se stessi” continua Aldo “Un continuo avvicinamento ai reali valori dell’uomo nella sua interezza. Se io credo in mio figlio, anche gli altri crederanno in lui” Con queste parole Aldo spinge il suo cammino della vita, la sua forza la sua volontà per aiutare gli altri. Ed è con questo spirito che ha organizzato il concorso nazionale di poesia giochiamo a fare i poeti. Oggi arrivato alla decima edizione, e che sabato 28 agosto si avvia alla premiazione. Una delle poche manifestazioni del sud Italia ad essere ad essere premiata con la medaglia di riconoscimento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L'ultima domanda ad Aldo “qual'è lo scopo di questa manifestazione”. E lui mi ha risposto “Quasi tutti i bambini cerebrolesi hanno problemi di linguaggio, scopo del concorso è far conoscere le potenzialità creative che essi riescono ad esprimere attraverso il metodo della comunicazione facilitata (o comunicazione aumentativa facilitata) che ha offerto loro l'opportunità di comunicare con l'ausilio di genitori ed insegnanti, i più intimi pensieri e affetti e stati d'animo, recuperando rispetto e dignità”. L'intervista è finita guardo Aldo poi Aniello .. mi sorridono ……li sorrido …..giochiamo a fare i poeti…….

ne ho già scritto qui

maggiori informazioni
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vallo: finestra jazz 2010

Finestra_jazz_logo

La rassegna internazionale Finestra jazz, alla sua nona edizione, torna dal 28 Agosto al 1 settembre a Vallo della Lucania. Di seguito il calendario delle serate.

 

28 agosto 2010 – Danilo Rea Trio

Sgt. Papper’s lonely hearts club band – Tribute The Beatles

Piazzetta Pinto – ore 21.30

 

29 agosto – Biseo-Sanjust Quartet

Evergreens – Napoli swing

Piazzetta Pinto – ore 21.30

 

30 agosto – James Senese

James Senese e Napoli Centrale

Piazza S. Caterina – ore 21.30

 

31 agosto – PFM in Concerto

Progetto Emozioni di un viaggio – EPT Salerno

Piazza Vittorio Emanuele – ore 22.00

 

1 settembre – Eddy Palermo Trio

Eddy Palermo Samba Jazz Trio Guest Ondina Sannino

Piazzetta Spio – ore 21.30  

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Il web è morto viva il web

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Il web è morto viva il web

 

In questi giorni si sta suonando la messa requiem web.

Le maggiori riviste del settore ci stanno indicando la sua fine ovvero la fine dell'espansione della consultazione del web tradizionale fatto di pagine web e consultabile da tutte le parti del mondo da tutti senza confini e condizionamenti di sorta ma soprattutto senza gerarchia tra pagine di professionisti e improvvisati.

Come tutte le cose umane e soprattutto come tutte le cose del III millennio non sappiamo dove è la verità e se il web è veramente morto, se dobbiamo gioire per o maledire la fine del web.

Sappiamo che anche per colpa nostra ha fallito la sua missione: ogni individuo povero ricco di qualsiasi nazione popolo età genere connesso nella possibilità di leggere e scrivere di dire la propria e ascoltare l'idea e i pensieri degli altri. Per fare ciò il web doveva essere libero, facile, gratuito alla portata di tutti, democratico, infinito.

 

In teoria il web è stato tutto questo finché le major non hanno contabilizzato il web finché non si sono chiesti che valore poteva avere una singola applicazione e soprattutto come poteva essere sfruttato per fare soldini.

E così l'ala che voleva in web libero con software libero e preparazione per consultare e scrivere è stata messa in minoranza dalle major che hanno cannibalizzato il web con prodotti già pronti.

Naturalmente sono pochissimi quelli che vogliono sapere come realmente funzionano le cose che vogliono mettersi in gioco per imparare un nuovo sistema operativo, se esiste una soluzione economica o gratuita al problema, la notizia che possiamo avere tutto pagando ha avuto il sopravvento e forse questo ci fa sentire forti, capaci di dominare e forse questo è vero. Noi, nel mio piccolo, diciamo “speriamo che ce la caviamo” …… e quindi dico lunga vita al web!

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