Giochiamo a fare i poeti

c Bisogno conoscerlo Aldo Tambasco.
E Soprattutto suo figlio Aniello. Per capire cosa è l'amore tra un padre ed un figlio.
Ma partiamo dall'inizio. Aniello è un ragazzo cerebroleso. Ma questo non ha scoraggiato il padre Aldo che invece ha creato la sezione Campania dell'Associazione Bambini Cerebrolesi diventandone il Presidente.

Ma questo è stato solo l'iniziodella nostra storia, perchè il vulcanico Aldo comincia a pensare prima come fare per comunicare e far comunicare il figlio. Così scopre un sistema che permette di comunicare tra diversamente abile e persone comuni e fa di tutto per promuoverlo sponsorizzarlo e comunicarlo agli altri. Poi si inventa di sana pianta un concorso di poesia. A questo punto vado a trovarlo. Aldo mi dice “Lo sai cosa fanno i bambini cerebrolesi?” “No” gli dico tra lo stupefatto e l'interrogativo. “Vivono si emozionano hanno sentimenti e tutto quello che hanno che fanno gli esseri umani ….. solo che hanno i loro tempi che sono leggermente diversi dai nostri di tempi.” Tempi che noi “comuni”crediamo migliori se non fossero accelerati caotici confusionari e a volte brevi fugaci e approssimativi.
disabileLo guardo e domando ad Aldo come ha fatto ad andare avanti. Non è stato facile finchè non abbiamo studiato il metodo americano Doman. Si tratta di un metodo americano studiato negli U.S.A. atto a favorire il recupero dei bambini cerebrolesi, denominato 'metodo Doman' dal nome del suo fondatore, Glenn Doman di Philadelphia (U.S.A). La peculiarità di questa terapia, consiste nel fatto, che tutto viene svolto a casa del bambino, quindi nel suo ambiente familiare. La sua palestra, la ginnastica, l'istruzione, il tutto avviene all'interno delle mura domestiche, ed il programma sotto stretta e continua sorveglianza degli esperti americani, viene svolto dalla stessa famiglia, con l'aiuto di amici, parenti, e comuni volontari che offrono qualche ora del loro tempo libero per mettersi a disposizione del bambino.

Così si sono affidati al “metodo americano Doman” che non da certezze ma che rende sereni tutti, e aiuta a capire. “E’ un viaggio in se stessi” continua Aldo “Un continuo avvicinamento ai reali valori dell’uomo nella sua interezza. Se io credo in mio figlio, anche gli altri crederanno in lui” Con queste parole Aldo spinge il suo cammino della vita, la sua forza la sua volontà per aiutare gli altri. Ed è con questo spirito che ha organizzato il concorso nazionale di poesia giochiamo a fare i poeti. Oggi arrivato alla decima edizione, e che sabato 28 agosto si avvia alla premiazione. Una delle poche manifestazioni del sud Italia ad essere ad essere premiata con la medaglia di riconoscimento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L'ultima domanda ad Aldo “qual'è lo scopo di questa manifestazione”. E lui mi ha risposto “Quasi tutti i bambini cerebrolesi hanno problemi di linguaggio, scopo del concorso è far conoscere le potenzialità creative che essi riescono ad esprimere attraverso il metodo della comunicazione facilitata (o comunicazione aumentativa facilitata) che ha offerto loro l'opportunità di comunicare con l'ausilio di genitori ed insegnanti, i più intimi pensieri e affetti e stati d'animo, recuperando rispetto e dignità”. L'intervista è finita guardo Aldo poi Aniello .. mi sorridono ……li sorrido …..giochiamo a fare i poeti…….

ne ho già scritto qui

maggiori informazioni
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3 Replies to “Giochiamo a fare i poeti”

  1. Voglio leggermi 'sto post con la dovuta attenzione, intanto ti digito solo il mio apprezzamento per quanto hai scelto di evidenziare e il mio invito: perchè non sistemi su Word tutto 'sto ben di Dio per un articolo per "Agire"??Su, non dirmi di no.

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