segreto cilentano

Secondo i ricercatori dell’Università di Roma “La Sapienza” e dell’Università della California, un abitante su ogni 60 di Acciaroli ha almeno 90 anni.

La notizia è apparsa qui

http://www.ondanews.it/cilento-ed-segreto-della-longevita-al-jazeera-punta-riflettori-sui-centenari-del-posto/

e inoltre qui

https://www.infocilento.it/2017/04/18/anche-al-jazeera-punta-riflettori-sui-centenari-del-cilento/#null

“Qual è il segreto dei centenari cilentani? Forse la dieta? Forse i prodotti locali e freschi? Le erbe, l’aria o la comunità?”, si chiede Al Jazeera.

Lo stile di vita sano dei cilentani è diventato, dunque, un fenomeno internazionale che continua ad affascinare ed incuriosire.

Centenari cilento cilentani

nunziodigitale citato da wikipedia


Notiziona

nunziodigitale citato da  wikipedia guardare per credere

 

alla voce Ancel Keys dell'enciclopedia online nelle note viene citato questo sito.

Nunziodigitale ne ha scritto qui

Grazie a tutti e soprattutto al redattore della voce in questione

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dieta mediterranea e sport

ancel keys
LA NUOVA SFIDA della “DIETA MEDITERRANEA” nella PATRIA del MC DONALD’S: LUNEDI’ 18 luglio alle ORE 11 la FIRMA del PROTOCOLLO d’INTESA alla CAMERA di COMMERCIO di SALERNO

 

La sperimentazione di una studentessa salernitana dell’Università di Camerino: per 6 mesi sottoporrà l’alimentazione mediterranea, con i prodotti tipici della provincia di Salerno, agli schermidori statunitensi tesserati con il prestigioso “New York Athletic Club”

 

Il protocollo d’intesa per far volare la Dieta Mediterranea negli Stati Uniti d’America, alla conquista dei campioni della scherma a stelle e strisce in forza al New York Athletic Club verrà sottoscritto lunedì 18 luglio, alle ore 11, nel salone di rappresentanza della Camera di Commercio di Salerno, in via Roma.

 

Tante le Istituzioni coinvolte nel progetto: il Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano-Alburni, l’Università degli Studi di Camerino, la Regione Campania, la Provincia di Salerno, il Comune di Pollica, l’Ente Provinciale per il Turismo di Salerno, la Confesercenti Salerno e la Camera di Commercio di Salerno.

 

 

La nuova grande sfida della Dieta Mediterranea, che il 16 novembre scorso è stata riconosciuta “patrimonio culturale immateriale dell’Unesco”, prende corpo dal progetto della studentessa e schermitrice Letizia Pepe, salernitana, laureanda in Farmacia presso l’Università degli Studi di Camerino, che sotto la guida scientifica del professor Pierluigi Pompei, docente dell’ateneo marchigiano ed esperto di fama internazionale nel settore della nutrizione sportiva, sperimenterà l’effetto che l’alimentazione basata sui prodotti della nostra provincia avrà sui campioni della scherma americana che parteciperanno ai prossimi Campionati del Mondo dello sport della “nobile arte” in programma ad ottobre 2011 a Catania.

 

Il gemellaggio sull’asse Salerno – New York, che durerà sei mesi (dal prossimo settembre a febbraio 2012), nasce proprio dal grande spirito di collaborazione immediatamente instauratosi tra le varie realtà che concorrono alla realizzazione di un’iniziativa che non conosce precedenti ed aspira invece ad avere un grande futuro. La sfida del Presidente del Parco Amilcare Troiano è “battere Mc Donald’s ‘in trasferta’!”.

 

 

Fonte Parco del Cilento e Vallo di Diano

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Cilento tra mito sirene e natura

 

REPORTAGE

Nel Cilento dei miti e delle sirene

 
In una regione come la Campania, devastata dalla cementificazione e dai disastri ambientali, il Cilento conserva una sua originaria e incontaminata bellezza. Il suo mare, che nei tratti di costa rocciosa, da Camerota a Scario, è di un seducente colore che inclina al verde intenso e smeraldino, interessa gli scienziati per le sue rare riserve di fauna e di flora. Qui Omero ambientò il mito delle Sirene e Virgilio quello di Palinuro. Alle spiagge cilentane sono approdati nomi celebri: ad Acciaroli si affacciò Ernest Heminguay; a Pioppi fu Ancel Keys, colui che studiò e lanciò la dieta mediterranea; a Castellabate giunse Alexandre Dumas padre, in veste di trafficante garibaldino. L’interno è misterioso, collinare e montuoso, punteggiato da borghi arroccati su crinali e pendii di roccia carsica (nel Cilento sono le più belle grotte d’Italia, tra cui quelle, notissime, di Pertosa e Castelcivita), dove interi paesi franano lentamente, come Roscigno, il villaggio 'fantasma', che fu abbandonato ai primi del Novecento. La vegetazione è più fitta verso la Lucania, con boschi di faggio e leccio, più rada a Nord, segnata dalle macchie d’argento degli uliveti e dal bianco e metafisico colore della pietra calcarea.

«Quando si parla di Cilento, soprattutto da lontano, si pensa a un qualcosa di monolitico e compatto. In realtà esistono molti Cilenti – dice il critico e poeta Vincenzo Guarracino, che vive a Como, ma è nato a Ceraso – : quello delle selvagge dorsali montuose e quello dei litorali marini; quello dei paesini isolati dell’interno e quello dei centri più grandi ( Vallo, in primo luogo, poi Agropoli e Sapri, ma anche Piaggine e Laurino). Situazioni e attitudini diversissime, per le quali non è facile trovare un denominatore comune, se non l’orgoglio dell’appartenenza». I cilentani hanno infatti un forte senso di identità locale, che si delinea a partire dalle tradizioni popolari e contadine, «sebbene tale identità si parcellizzi nella chiusura di piccole comunità e manchi una progettualità coesa e condivisa», aggiunge il giornalista Giuseppe Liuccio, che guarda con inquietudine ai recenti fatti di Pollica.

Terra di penurie in passato, resa poverissima dalle migrazioni. «Scabra ride nel sole/ come nell’occhio venuto da Corinto/ la montagna, madre che stende/ il grembo e l’amore ci apprende/ di tornare a lucere qui nato/ porto sui gorghi un fiore allucinato», scrive intensamente Pasquale Maffeo (Capaccio, 1933), poeta e narratore, autore tra l’altro di un piccolo best-seller, Cilento, rivisitazione visionaria compiuta in compagnia del redivivo Ferdinando II di Borbone. La sua storia è antica. I Sibariti, discendenti degli Achei, vi giunsero nel VII secolo a. C., fondando Posidonia (ribattezzata Paestum in epoca romana); dall’Asia Minore vennero invece i Focesi, che costruirono Elea ( la successiva Velia), dove poi sorse la Scuola Eleatica, che si ritiene fondata da Senofane, caratterizzata dal pensiero di Parmenide e Zanone. La Scuola Medica Salernitana ebbe là i suoi inizi. I monaci basiliani vi giunsero a cavallo dei secolo VIII e IX, dando vita a numerosi monasteri. Qui si incontrarono con i benedettini, convivendo con essi fino agli anni intorno al Mille, in un simbolico abbraccio tra Oriente e Occidente. La storia recente registra, come è noto, lo sbarco nei pressi di Sapri del patriota mazziniano Carlo Pisacane.

Il Cilento è una terra di paesi. Quelli montani sono talora di poche centinaia di abitanti, come Serramezzana che ne ha 368 ed è uno dei più piccoli comuni d’Italia. I municipi sono in collina, anche quelli costieri: retaggio dell’arretramento della popolazione verso le alture durante le invasioni saracene. Radicatissime sono le tradizioni popolari, soprattutto quelle religiose. Antico è il culto delle sette Madonne, alcune nere, a cui si associano i pellegrinaggi votivi lungo i tragitti che ricalcano quelli degli antichi tratturi di transumanza. Di essi il più noto è quello al Sacro Monte, nei pressi di Novi Velia, sul Monte Gelbison ( 1705 metri, tra i più alti del Cilento, assieme al Cervati, agli Alburni e al Motola), che rimanda a culture delle popolazioni bulgare. Tra i più bei luoghi sacri, la Badia di Pattano, edificata da basiliani intorno al Mille, dove era collocata una rara statua in legno di san Filadelfo, oggi nel Museo Diocesano di Vallo; e la grandiosa Certosa di San Lorenzo a Padula, nel Vallo di Diano, fondata da Tommaso San Severino nel 1306, che ospita oggi il Museo Archeologico della Lucania. La canzone popolare, riproposta dal conosciuto cantautore Aniello De Vita e interpretata in chiave moderna dalla bellissima voce di Piera Lombardi, che ha reso la 'pizzica' cilentana nota in tutto il mondo, ha una pronuncia accorata e malinconica, è la voce dei migranti. «Terra dei tristi» fu infatti denominato il Cilento in epoca risorgimentale. Ma gli emigrati da qualche tempo tornano assiduamente. Ed è nuova vita.

DAL PARCO NATURALE PIU' GRANDE D'ITALIA ALLA ROSA DI PAESTUM
A dare identità geografica e fisica al territorio cilentano è il Parco del Cilento e del Vallo di Diano, patrimonio dell’Unesco, con i siti archeologici di Velia e Paestum e la celebre Certosa di Padula. Occupa ampia parte della Provincia di Salerno, confinando con la Basilicata ad est e a sud e a nord con gli Alburni. È parco per la tutela dell’ambiente e delle biodiversità, è l’area protetta più grande d’Italia, con i suoi 180mila metri quadrati, che ricomprendono 95 comuni. Dal giugno scorso è anche Riserva mondiale della biosfera. «È un Parco in espansione – dice il presidente, Amilcare Troiano -. In aprile scorso si sono aggiunte due aree marine, quella di Castellabate e quella della Costa degli Infreschi e della Masseta, a testimoniare l’attenzione del Ministero per una realtà naturalistica che è unanimemente considerata uno dei territori più incontaminati del Mediterraneo».
Quali sono le ragioni storiche di questa preservazione?
«Il Cilento è tutto sommato territorio impervio. Al di là dei suoi cento chilometri di costa, nonostante le recenti costruzioni viarie, l’interno è raggiungibile a fatica. La stessa cultura locale ha giocato un ruolo importante nel clima di autonomia e di profondo legame con le tradizioni».
Quali sono le risorse della costa?
«La fascia costiera del Cilento è meta di un turismo vivace, ma anche riserva marina. Da Camerota fino a Scario, è  raggiungibile in molti tratti solo dal mare ed esistono oltre cinquanta grotte marine, che per la loro fauna interessano ricercatori di molte università».
Quali sono i progetti di valorizzazione promossi dal Parco?
«Stiamo incentivando, d’intesa con le Soprintendenze, i luoghi archeologici e soprattutto stiamo cercando di creare stabili collegamenti con l’interno, con bus che portino i turisti della spiaggia a conoscere la vita dei borghi e delle campagne. Ciò per superare l’impasse di una economia frammentata e dare unità al territorio». Si sta inoltre lavorando per far diventare la dieta mediterranea patrimonio immateriale dell’Unesco. Un progetto di ricerca è stato ancora avviato a Paestum, dove la Soprintendenza ci ha consegnato tre aree protette presso i celebri templi per poter avviare una coltivazione della famosa rosa di Paestum, cantata da Virgilio».

Giorgio Agnisola

info

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Vallo: presentazione guida oli extravergini 2009

extravergini

Il Parco Nazionale del Cilento ospiterà a Vallo della Lucania, sabato 16 e domenica 17 maggio prossimi, la presentazione della Guida agli Extravergini 2009 di Slow Food Editore.

Per la due giorni, appositamente pensata e organizzata per promuovere la pubblicazione e la migliore produzione olivicola italiana dellannata 2008-2009, è stato scelto uno scenario che si presta alla riuscita di una manifestazione che mette lolio di qualità in primo piano anche attraverso un banco dassaggio aperto al pubblico.

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Studio sul genoma cilentano per scoprire il segreto della longevità

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Che nel Cilento si vivesse meglio – e più a lungo – che altrove, non è una novità. Basta sfogliare "Eat well and stay well – The mediterranean way" di Ancel Keys, padre della "dieta mediterranea", che per anni, insieme alla compagna Margaret Haney, ha vissuto a Pioppi, eletta sua patria dadozione. Mentre la costa cilentana celebra lo scopritore delle sue virtù con un museo, progettando un festival per esaltare le proprietà dellolio doliva genuino e delle verdure senza concimi, nellentroterra, da otto anni, grazie ad una felice intuizione della scomparsa Graziella Persico, dirigente di ricerca dellIstituto internazionale genetica e biofisica, si studia il genoma cilentano.


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