Pisciotta: frane e notizie

Una strada-scandalo, in pieno Parco del Cilento. Piloni scheletrici che mostrano il cemento nel cuore della campania più verde e protetta. Una strada-scandalo che doveva essere realizzata in due anni e che da 21 continua a mostrare i suoi «moncherini» di calcestruzzo in mezzo ad ulivi secolari

continua


Stesso tratto di strada chiusa per frana. Pisciotta isolata per chi viene da Ascea.


Vedi qui


ps Vorrei un pochino di normalità nella vita quotidiana di Pisciotta e non solo emergenze. Riusciremo? Di natura sono otttimista.

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Pisciotta: paese da favola

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foto di biagio fioretti

La piazza di Pisciotta

Un poeta contemporaneo ha definito Pisciotta il borgo delle favole.

Sono convinto che tutto ciò sia vero. Figlio di pisciottani, quanto posso vado volentieri a Pisciotta.

Pisciotta è il borgo delle favole perché rappresenta un luogo fantastico dove il reale si mischia con l’immaginario….e alcune volte, nelle mente dei pisciottani, è l’immaginario che fa compiere le azioni alle persone .

Questo non vuol dire che i pisciottani siano fuori dal mondo o cose del genere, semplicemente che se nasci a Pisciotta, se ti intrufoli nei vichi, ti penetra nelle ossa un non so che di particolare.

Se poi aggiungiamo che sei a due passi dal mare e dalla città di Elea patria di Parmenide e Zenone, finisci che ti senti anche all’unisono un po poeta , un po filosofo, un po attore, un po pensatore del mondo, un po sindaco, un po allenatore, un po Presidente della Repubblica, un po direttore d’orchestra.

Se poi ti eserciti nella professione di socializzare, chiacchierare, discutere intrattenerti sviluppare convincere informarti, in parole povere vivere da pisciottano e tutto ciò lo fai giorno dopo giorno, nella piazza di Pisciotta diventi a tua volta filosofo del vivere, ti impregni di tutto una serie di situazioni immaginarie, quasi da favola.

Come una favola fantastica è sedersi nella piazza di Pisciotta.

La storia mi è stata raccontata da una coppia di turisti e la voglio raccontare .

Una coppia di turisti giunge a Pisciotta nel mese di aprile. Si siedono presso un tavolino di uno dei bar che sono nella piazza. Arriva il barista. I due turisti del nord Italia assuefatti dalla legge di città “se ti siedi al tavolino sei obbligato ad ordinare e ti facciamo pagare il doppio e tu stai zitto altrimenti ti alzi” si sentono dire dal barista il seguente discorso “Se volete ordinare qualcosa potete dire a me altrimenti potete sedervi e stare tutto il tempo che volete”

Gli aveva appena annunciato che non avevano l’obbligo della consumazione.

Entusiasti mi hanno raccontato l’accaduto convinti anche loro di essere…. entrati in un mondo di fiabe.

Stretta la foglia…. larga la via dite la vostra che ho detto la mia.

Del borgo delle favole ne ho già parlato qui

vi segnalo questa bellissima favola (che favola non è)

Pisciotta il Borgo delle favole

libroBiagio Fioretti

borgodellefavole

Matonti editore


Biagio Fioretti è un novello Diogene. Anche lui è stato alla ricerca delluomo, ha girovagato novello Ulisse per il mondo contemporaneo, preciso economico artificiale e quasi finito finchè non è sbarcato a Pisciotta. Egli si sentiva perduto senza meta si è ritrovato. Qui non ha trovato un uomo ma una intera tribù di uomini appesi tra mare e cielo, tra colline e mari insuperabili. Qui è approdato e qui si è fermato. Carico di suggestioni, di ricordi di letture vivide ha incominciato ad ascoltare a guardare con occhi nuovi e da vero cosmopolita ha avuto dai pisciottani emozioni e ricordi ed ora ha dato alle stampe questo libro intitolato borgodellefavole. Un libro che non è un libro dice nella quarta di copertina. Infatti sono piccoli affreschi di persone, di pietre di cibi di arsure e piccoli schizzi dissetanti. Lautore si è trasferito a Pisciotta ed ora fa parte dellarredamento urbano conosce tutti ed è conosciuto da tutti e con tutti riesce ad avere un feeling speciale, così come se fosse in una favola moderna ci racconta una vita corale fatta di cose semplici ma allo stesso tempo complesse, dove la magia, la santità il trascorrere delluomo si fondono, con la modernità senza stridere, dove il tempo è misurato in luci e bui dove bambini gli adulti e gli anziani sono un solo grande affresco e non esistono steccati umani o di potere. Nella piazza così bene descritta da Biagio, si scruta si osserva e si giudica senza ritegno. giocareQualsiasi fascia sociale deve passare per la piazza e fare i conti con essa ed essa è pubblico e privato nello stesso tempo. Cosa aggiungere più venite a Pisciotta a vedere visi mura borghi ulivi gente impastate nellolio di oliva secolare, provate lebbrezza di giocare scopone o a briscola a togliere lorologio e discutere chiacchierare parlare degli argomenti più disperati, se avrete la pazienza troverete i pisciottani e Biagio ad aspettarvi a raccontarvi ad emozionarvi, scoprirete un luogo dove il brodo culturale è intriso di santi, magia, personaggi e tempi che furono, dove ogni giorno non è uguale ad un altro ma una festa continua, dove le favole sono realtà. Insomma vi sentirete in un vero borgo delle favole.

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