recensione Avatar Il mondo nel 2154

Schermata

 

Avatar film 2009


Quale migliore serata andare al cinema. Così tutta la famiglia è andata a vedere Avatar. Il film dalla tecnologia fantastica e dal marketing spinto al massimo.

Naturalmente non è stato possibile vederlo nel formato 3d che sta spopolando ma nel più semplice e collaudato 2d altezza per lunghezza.


Della trama non parlerò per non guastare il mistero. Che dire il film è molto forte, con immagini velocissime, e a volte difficili da comprendere al volo, ha dalla sua una spettacolarizzazione particolare e una eccessività in tutto. I cattivi sono troppo cattivi, i tempi veloci, la trama debole ma efficace, un film per tutta la famiglia non direi; mio figlio decenne ha detto "un film molto americano". Certo, bisogna vederlo perchè come tutte le cose del mondo se lhanno pensato….. un giorno le vivremo.

Speriamo solo che in futuro ……… risulteremo più umani, altrimenti stiamo freschi!!!


http://www.avatarilfilm.it/

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venuto al mondo recensione

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La vita è un buco che riempie un altro buco.”

Questa è una delle frasi finali del libro di Margaret Mazzanitni venuto al mondo.

É una frase cruda, reale come la vita, come il romanzo, poco lineare ma proprio per questo vivo, arso, bello disincantato.

Alla fine non si esce ne vivi ne morti, il romanzo non ha una morale pronta per tutte le occasioni, ne ricette per la vita odierna, non ha opinioni schierate da salotto. E un tutto impastato con la terra con gli uomini, non esistono i buoni e i cattivi ma come nella vita vera non cè un confine ben definito, il buono e il cattivo è in ognuno di noi. Questo è il messaggio o forse sono tanti messaggi senza un ordine senza una gerarchia. In compenso è un libro da leggere, da conservare e da rileggere, da ammirare.

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A chi appartieni tempi di riflessione

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Tempi di riflessione

Ieri pomeriggio, 19 gennaio, ho visto su Rai uno la puntata di Festa Italiana  condotta  da  Caterina Balivo. E una trasmissione che non guardo, Anzi per meglio dire il pomeriggio non guardo la tv. Nel fare il mio zapping frenetico è comparso il viso di Franco di Mare giornalista napoletano esperto di crisi internazionali e corrispondente dei maggiori conflitti mondiali. Stava parlando della guerra. Ovvero degli orrori della guerra. Mi ha colpito quello che riferiva su un cecchino. Di Mare diceva che intervistando un cecchino questi gli aveva confidato che ammazzare un bambino era un obiettivo strategico perchè poteva fiaccare lumore dei familiari e dei parenti di quel bambino, e fiaccare lintera comunità. Fiaccarli al punto tale da da sentirsi solo e indifesi. Il nostro giornalista Di Mare continuava dicendo che era un atteggiamento bestiale, anzi che del genere delle bestie lUomo è lunico che uccide i piccoli dellavversario mentre nessun altro animale esistente al mondo lo fa. Ammetto le mie debolezze, se un essere uomo ha fatto un simile ragionamento “si può ammazzare un bambino per motivi di guerra” può pensarlo chiunque e pensarlo chiunque vuol dire che lo posso pensare anche io essere umano, e se non lo penso io lo penserà ancora qualcun altro del genere umano. Non guardiamo nel nostro giardino incantato dellEuropa ma guardiamo al mondo e ci rendiamo conto che moltissime persone la pensano come il cecchino. Se siamo riusciti a pensare una simile barbarie ed a metterla in atto viva gli animali. Poi diciamo che luomo è un essere razionale!!!! 

Perché i bambini palestinesi vengono uccisi?

Mohammad Habib, corrispondente Infopal da Gaza

vedi anche qui

La piccola Hadil, approfittando delle tre ore della cosiddetta tregua “umanitaria”, è uscita dalla scuola dove si è rifugiata insieme agli altri quattro membri della sua famiglia, per cercare tra le macerie della sua casa, bombardata dagli aerei da guerra israeliani, quanto è rimasto dei suoi vestiti e giocattoli.

Hadil è seduta sulle rovine della sua casa, con gli occhi lacrimanti e la speranza di trovare ancora un giocattolo o un vestito pulito.

Nella stessa situazione di Hadil si trovano centinaia di altri bambini che hanno perso tutto – casa, abiti, giochi, libri, familiari, scuola -, quando sono stati così fortunati da non aver perso anche la vita.

Chi di noi non ha visto il piccolo Luai Subh, il bambino che abita a nord della Striscia di Gaza? I suoi occhi sono stati letteralmente sciolti dalle armi chimici usate dagli israeliani, quando, la scorsa settimana, hanno bombardato la sua casa. Luai è condannato alla cecità permanente.

E chi non ha visto in televisione la piccola Jamila al-Hayash, rimasta senza gambe a causa di un missile israeliano che si è abbattuto su di lei e sui suoi cugini mentre stavano giocando sulla terrazza di casa?


Nello stesso bombardamento è stata uccisa sua sorella Jalila di 11 anni, sua cugina Israa di 13, e suo cugino Mohammad ha perso la gamba sinistra.


I bambini della Striscia di Gaza, che rappresentano il 56% dellintera popolazione, lottano per sopravvivere all’aggressione israeliana, "Piombo fuso", iniziata il 27 dicembre 2008.

L’"Associazione per i Diritti del bambino" denuncia la minaccia rappresentata dal proseguimento dell’escalation israeliana contro la Striscia e dellassedio: manca il cibo, lacqua, la luce, le medicine, il carburante. Ogni diritto umano, anche più elementare, è violato.

Il dott. Eyad al-Sarraj, psichiatra e direttore del GCMHP – Gaza community mental health program (Programma per la salute mentale di Gaza) -, ha dichiarato: "I bambini di Gaza sono sotto shock. Sono molto disturbati dai continui bombardamenti. Soffrono di ansia, sono terrorizzati, provano odio. Fare la pipì addosso è diventata la norma".

Al-Sarraj ha chiarito che i bambini sono esposti a un danno psicologico a lungo termine: "Hanno perso, dentro di sé, la figura del padre, o delladulto, come loro protettore, perciò, per sostituirla, tentano di unirsi ai gruppi armati".

 

per completezza di informazioni anche qui

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