la realtà non la devi vedere con i sensi ma con il pensiero

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Si è svolta sabato 2 aprile, presso la Fondazione Alario per Elea-Velia ad Ascea, una conferenza d’autore curata dal prof. Giovanni Reale, docente all’Università San Raffaele di Milano, su “Parmenide e la svolta epocale del pensiero occidentale”.
La conferenza ha rappresentato l’ultima tappa del ciclo filosofico “Le capitali del pensiero antico nell’Italia meridionale”, un progetto ideato dal prof. Remo Bodei, docente di filosofia all’UCLA di Los Angeles, e organizzato dalla Fondazione culturale genovese Edoardo Garrone. L’iniziativa ha visto coinvolte alcune città della Magna Grecia, legate ad alcuni fra i pensatori più notevoli dell’antichità, tra cui appunto Ascea, patria di Parmenide. Alla conferenza hanno partecipato il prof. Pasquale Persico, presidente della Fondazione Alario, il dr Stefano Termanini, in qualità di rappresentante della Fondazione Garrone, e il dr Mario Rizzo, sindaco di Ascea.

 

La novità più grande della filosofia del pensatore di Elea, spiega il prof. Reale, è riassumibile nella famosa legge “l’essere è e non può non essere, il non essere non è e non può essere”: non esiste passato, né futuro, ma tutto è essere e il divenire scompare! Di conseguenza, non può esserci il nascere, né il morire: “nascita e morte sono cacciate lontane e respinte dalla via della certezza”… Noi siamo nell’essere e “le cose che appaiono bisogna che siano tutte in ogni senso”!

 

Da qui, lo stesso è il pensare e l’essere: il non pensare non è il pensare il nulla, ma qualche cosa che è… L’essere è il pensare!


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Arte e filosofia per rilanciare il turismo

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Arte e filosofia per rilanciare il turismo

La fondazione Giambattista Vico apre i battenti per la prima volta nel 1997, quando Alfonso Andria , Elena Croce e Gerardo Marotta approfittano del restauro di Palazzo Vargas a Vatolla per creare un polo culturale che si fonda sulla promozione di opere e pensiero del filosofo e giurista napoletano per diventare successivamente un esempio di turismo legato alla conoscenza e incubatore di proposte. Oggi la fondazione è presieduta dal professore Vincenzo Pepe (che è anche il numero uno nazionale di Fare Ambiente) ed ha tre sedi: quella storica di Palazzo Vargas a Vatolla, dove Giambattista Vico ha consumato larga parte della sua esistenza e dei suoi studi, e altre due ubicate a Paestum presso il museo del Grand Tour e a Napoli in via San Gregorio Armeno all'angolo con San Biagio dei Librai. "La fondazione è un istituto di alta cultura – sottolinea Pepe – che opera presso tre strutture ed svolge un'attività intensa.

L'11 dicembre a Napoli ospitiamo la mostra del maestro Ugo Nespolo dal titolo Partenope, l'angelo dei contrasti. Un evento che vogliamo sfruttare per promuovere l'orgoglio della cultura e il principio che la conoscenza deve essere il più possibile estesa a tutti". In un periodo di tagli alle istituzioni culturali la fondazione Giambattista Vico assume una posizione costruttivamente critica. "Siamo contro la riduzione degli investimenti in questo settore – evidenzia Vincenzo Pepe – però vogliamo anche che la cultura sia una risorsa a cui ognuno può avere accesso e non solo un privilegio di pochi. Credo che i fondi debbano essere distribuiti in base alle capacità delle singole strutture". La fondazione Vico si è spesa nella battaglia per evitare la chiusura di istituzioni come il Madre e Città della Scienza. "Li abbiamo aiutati a non chiudere pur non ricevendo da loro mai alcuna solidarietà – dice il presidente della fondazione Giambattista Vico – però non vorrei che si pensasse ad un nostro atteggiamento di contrasto nei loro confronti. Tutt'altro. Vogliamo semplicemente una più equa distribuzione delle risorse pubbliche". Sotto questo punto di vista le azioni recenti della giunta regionale vengono ottengono un riscontro positivo. "L'assessore al ramo Caterina Miraglia ed il presidente Stefano Caldoro – commenta Pepe – hanno riconosciuto il senso della nostra battaglia stabilendo che i finanziamenti non devono finire sempre agli stessi istituti culturali di Napoli e della Campania. Ora andiamo oltre. Il 17 dicembre all'hotel Ramada di Napoli organizziamo un incontro al quale partecipa anche Caldoro per dire che bisogna promuovere una cultura positiva e propositiva e consentire alle associazioni ed alle fondazioni di arrivare laddove non riesce ad agire lo Stato". Le difficoltà principali secondo il presidente della fondazione Vico nascono "dalla solitudine rispetto alla consuetudine di finanziare soltanto gli istituti culturali legati ai partiti politici". Alla Regione Campania ed alle altre istituzioni Pepe chiede "sostegno per essere presenti sul territorio, avere visibilità e demolire il monopolio di pochi, la nostra fondazione ha tre musei molto dinamici che rappresentano un patrimonio a disposizione della collettività. In altre parole credo si debba uscire dalla logica della differenza tra musei maggiori e minori e valutare i progetti". La fondazione Vico è sempre in piena attività.

Ha una biblioteca di oltre diecimila volumi, organizza corsi e seminari e promuove lo sviluppo del territorio attraverso programmi di formazione per i giovani. "Abbiamo creato dei modelli – rivela il presidente – dimostrando che attraverso la valorizzazione dei beni culturali si può fare turismo e sostenere lo sviluppo. La nostra scommessa – conclude – è quella di partire da un piccolo centro del Cilento e parlare all'Italia ed all'Europa". La fondazione Giambattista Vico promuove innumerevoli seminari, convegni, borse di studio, documentari, coinvolgendo una miriade di università italiane e straniere. Elemento centrale dell'attività svolta dalla fondazione è il Premio Internazionale Giambattista Vico, che annualmente viene conferito a personalità del mondo della cultura o studiosi vichiani (fin qui sono stati premiati Gerardo Marotta, Fulvio Tessitore, Georg Gadamer, Giorgio Recchia, Giorgio Lombardi, Pietro Perlingieri, Jean Louis Autin). La Fondazione in questi ultimi anni ha voluto ancora di più interpretare l'esigenza di una sussidiarietà orizzontale, coinvolgendo le scuole e altre associazioni in una mostra itinerante dedicata a Giambattista Vico e al recupero dei beni culturali. Straordinaria anche la collezione del museo Grand Tour di Paestum dove sono ospitate opere di Giovan Battista Piranesi, Jean Richard de Saint-Non, Thomas Major, Franz Ludwig Catel, Abrham Louis Ducros – Giovanni Volpato, Paulantonio Paoli, Morghen, Achille Vianelli, Antonio Coppola e tanti altri e una collezione di 35 Vasi del corredo funebre del V e IV secolo avanti Cristo di rara bellezza proveniente dall'area pestana.

Fonte: denaro

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Festival della filosofia in Magna Graecia 2010

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Dal 20 al 22 ottobre. L´iniziativa, ideata e realizzata dall´Associazione Festival della Filosofia in Magna Grecia che ha il sostegno del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano e della Provincia di Salerno, si svolgerà nella splendida area del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, in particolar modo nell'area archeologica di Velia, una location unica al modo per celebrare la filosofia.

 

Il Festival della Filosofia in Magna Grecia, dopo l'edizione 2009 che ha visto la partecipazione di oltre 700 studenti da tutta Italia continua il suo percorso, rivolto principalmente al target adolescenziale, sviluppando, per l'edizione 2010, la tematica della Meraviglia.

 

 

 

Ogni ricerca, inizia sempre da un evento che ci segna in modo particolare, creando quel senso dello stupore, la meraviglia (thauma), Stupirsi è una peculiarità degli esseri umani. I bambini sono filosofi perché questa capacità è innata, quindi per diventare filosofi dobbiamo riappropriarci dello stupore, guardare il mondo con gli occhi di un bambino

 

 

 

Il Festival propone il primo dei tre momenti fondamentali del pensare filosofico: Meraviglia, Curiosità e Interrogazione, sempre tramite una metodologia attiva che parte dal vivere momenti filosofici, passa attraverso l'ascolto di chi ha fatto della propria vita un cammino filosofico, fino alla traduzione di tutto in un atto pragmatico, che si realizza nei laboratori d'arte teatrale, musicale, di meditazione e tersicorei.

 

continua

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scuola medica salernitana

printLa più famosa delle "medichesse" medievali, prima donna ginecologa della storia, Trotula, o Trota De Ruggiero, nacque a Salerno, prima donna della storia laureata presso la scuola medica salernitana

Rinasce la scuola medica salernitana, chiusa con il decreto del 19 novembre 1811 firmato del re di Napoli Gioacchino Murat. La legge ottocentesca intendeva riconoscere solo alla prestigiosa Università di Napoli la facoltà di emettere diplomi di laurea in medicina. Ora con la firma odierna del protocollo d’intesa per la costituzione dell’Azienda Ospedaliera integrata con l’Università San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, Salerno avrà di nuovo la sua scuola di medicina. L’intesa è stata sottoscritta dal presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, dal rettore dell’Università degli Studi di Salerno Raimondo Pasquino e dal direttore generale dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona Attilio Antonio Montano Bianchi.


continua

post versione audio

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seconda edizione del festival della filosofia in Magna Graecia

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La filosofia torna nella sua culla e riparte da Velia (Ascea), la patria di Parmenide e della scuola eleatica. E lo fa con un vero e proprio Festival che si aprirà i battenti giovedì 22 ottobre alle 10 alla Fondazione Alario di Ascea per concludersi il 24 ottobre, tra convegni, passeggiate filosofiche, spettacoli teatrali, laboratori, archeologia sperimentale, concerti house in greco antico ma anche meditazione yoga e cartoni animati-filosofici. fondazione

LINAUGURAZIONE – Ad inaugurare il Festival della Filosofia in Magna Grecia ci sarà il presidente del parco del Cilento e del Vallo di Diano Amilcare Troiano che, insieme con l’assessorato al turismo della Regione Campania, ha promosso la kermesse patrocinata dal comune di Ascea. Il Festival a partire da questa edizione si arricchisce anche della collaborazione scientifica della Fondazione Alario per Elea onlus.
continua

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le illusioni del controllo


Questo è il dialogo del film animato Kung Fu Panda del 2008.

Si svolge tra il maestro Oogway e il maestro Shifu presso il Sacro Pesco della Saggezza Divina.

Il primo maestro ha indicato come capace di sconfiggere il temibile Tai Lung il goffo Panda caduto dal cielo, il secondo è scettico perché il panda non ha la forza, il coraggio, la velocità, la destrezza necessari per limpresa.

La saggia tartaruga risponde che sono solo illusioni del controllo.


ecco il dialogo

Oogway: Mio vecchio amico,il panda non adempirà mai al suo destino, ne tu al tuo, finchè non rinuncerete allillusione del controllo.

Shifu:Illusione?

Oogway: Si! Guarda questalbero Shifu, non posso farlo fiorire quando mi aggrada,ne farlo fruttificare prima del suo tempo…

Shifu:Ma delle cose le possiamo controllare! Posso controllare quando cade la frutta e posso controllare dove piantare il seme…Questa non è un illusione, maestro!

Oogway: Ehh sì…ma qualunque cosa tu faccia, quel seme crescerà e diventerà un pesco, magari tu desideri un melo o un arancio…ma otterrai un pesco!

Shifu:Ma un pesco..Non puoi sconfiggere Tai Lung!

Oogway: Può darsi di si…Se sei disposto a guidarlo…A nutrirlo…A credere in lui…

[…]

Oogway: Promettimelo Shifu…Promettimi che crederai.


Oogway: Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi… è un dono. Per questo si chiama presente.


Oogway: Spesso ci si imbatte nel nostro destino proprio lungo la strada per evitarlo.

OOgway: 

La vera via della vittoria è scoprire la debolezza del tuo avversario e far si che egli soffra per essa. Prendere la sua forza e usarla contro di lui, finchè egli non cade…o molla

 

 

 

Tu che spesso non ti accorgi di quello che sai fare perché sei troppo occupato a guardare quello che non sai fare. Tu cui tutti dicono che non sei adatto per fare una cosa solo perché la fai in maniera diversa dallo standard. Tu che ti vedi troppo diverso dagli altri e che quindi pensi di non poter fare quello che fanno loro. Tu che non appena capisci quel è il mezzo giusto riesci a trovare la forza per superare le tue paure e i tuoi indugiare. Tu che devi capire che i difetti possono essere le tue carte migliori. Basti tu.


 

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Vatolla, il paese di Giambattista Vico

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Vatolla,

Il piccolo paese cilentano non ha dimenticato il soggiorno del grande pensatore Giambattista Vico. Un museo nel vecchio castello, una statua preziosa donata dalla figlia di Benedetto Croce, una biblioteca e il Caffè letterario. La Fondazione voluta da Gerardo Marotta è presieduta da Vincenzo Pepe. I convegni richiamano il mondo della cultura a Perdifumo. La suggestione del mare di Palinuro e Ulisse.


La faccenda di Vico andò così: “Il vescovo d’Ischia, Beniamino Rocca, incontrò in una libreria di Napoli un giovane avvocato squattrinato e mezzo tisico. I due parlarono a lungo e alla fine il Monsignore constatò di essere stato sovrastato dal sapere del suo sconosciuto interlocutore, concludendo che migliore precettore i quattro figli di suo fratello non potevano avere. Offrì al giovane in bolletta una buona paga prima di aggiungere che i ragazzi abitavano in un castello ai confini del mondo.”

Quel  giovane avvocato male in arnese era Giambattista Vico. La sua vicenda umana conobbe un cambio di programma. Da là nacque un rapporto intenso che portò il filosofo a Vatolla. Il Palazzo Vargas è sede della Biblioteca del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano.



Il castello Vargas rende importante la piazzetta di Vatolla, un piccolo borgo di non più di quattrocento abitanti adagiato sulle alture striate dellargento degli ulivi alle spalle di Castellabate, il paese che per due giorni ospitò il relax di Gioacchino Murat. Siamo a pochi chilometri dal mare incredibile di punta Licosa, in un Cilento che ogni estate colleziona bandiere blu, ma non riesce a nutrirsi del turismo miliardario dei grandi eventi. Qui le coste sono nobilitate dalle leggende di Palinuro, di Ulisse, della seducente Leucosia; e su queste spiagge sorse Velia, dove nacque la scuola eleatica di Parmenide, che contrappose lEssere al Divenire.

Continua

informazioni fondazione Giambattista Vico


un grazie a Maria Antonietta Sorrentino

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