Parco: biblioteca digitale

Una biblioteca digitale per il Parco Cilento

Stanziati dalla Regione Campania 300mila euro
per mettere in rete i 20mila volumi della biblioteca

Una biblioteca

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SALERNO – Nasce la prima biblioteca digitalizzata di un parco nazionale. La Regione Campania ha stanziato 300mila euro per la digitalizzazione e la messa in rete della biblioteca del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. I 20mila volumi della biblioteca, custoditi presso la Fondazione Gian Battista Vico di Vatolla, nel Cilento, verranno infatti scannerizzati e salvati su un supporto multimediale per poi essere messi in rete a disposizione di ricercatori e appassionati di tutto il mondo. Ai volumi della biblioteca del Parco, in particolare specializzata nelle materie ambientale, si uniranno quelli della Fondazione Vico con i suoi preziosi testi antichi di filosofia vichiana.

UN PASSO VERSO LA RICERCA – «È un altro passo per la divulgazione della ricerca e degli studi sulla biodiversità del Parco – ha commentato il presidente del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano Amilcare Troiano – Siamo il primo parco nazionale italiano a poter vantare una biblioteca digitale. Servirà anche per valorizzare un territorio meraviglioso». «Un parco non ha solo il compito di tutelare il territorio e la sua biodiversità – ha aggiunto Vincenzo Pepe, presidente della Fondazione Vico – ma anche quello di tutelare la cultura, in quanto essa significa anche identità». (fonte Ansa)

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Arte e filosofia per rilanciare il turismo

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Arte e filosofia per rilanciare il turismo

La fondazione Giambattista Vico apre i battenti per la prima volta nel 1997, quando Alfonso Andria , Elena Croce e Gerardo Marotta approfittano del restauro di Palazzo Vargas a Vatolla per creare un polo culturale che si fonda sulla promozione di opere e pensiero del filosofo e giurista napoletano per diventare successivamente un esempio di turismo legato alla conoscenza e incubatore di proposte. Oggi la fondazione è presieduta dal professore Vincenzo Pepe (che è anche il numero uno nazionale di Fare Ambiente) ed ha tre sedi: quella storica di Palazzo Vargas a Vatolla, dove Giambattista Vico ha consumato larga parte della sua esistenza e dei suoi studi, e altre due ubicate a Paestum presso il museo del Grand Tour e a Napoli in via San Gregorio Armeno all'angolo con San Biagio dei Librai. "La fondazione è un istituto di alta cultura – sottolinea Pepe – che opera presso tre strutture ed svolge un'attività intensa.

L'11 dicembre a Napoli ospitiamo la mostra del maestro Ugo Nespolo dal titolo Partenope, l'angelo dei contrasti. Un evento che vogliamo sfruttare per promuovere l'orgoglio della cultura e il principio che la conoscenza deve essere il più possibile estesa a tutti". In un periodo di tagli alle istituzioni culturali la fondazione Giambattista Vico assume una posizione costruttivamente critica. "Siamo contro la riduzione degli investimenti in questo settore – evidenzia Vincenzo Pepe – però vogliamo anche che la cultura sia una risorsa a cui ognuno può avere accesso e non solo un privilegio di pochi. Credo che i fondi debbano essere distribuiti in base alle capacità delle singole strutture". La fondazione Vico si è spesa nella battaglia per evitare la chiusura di istituzioni come il Madre e Città della Scienza. "Li abbiamo aiutati a non chiudere pur non ricevendo da loro mai alcuna solidarietà – dice il presidente della fondazione Giambattista Vico – però non vorrei che si pensasse ad un nostro atteggiamento di contrasto nei loro confronti. Tutt'altro. Vogliamo semplicemente una più equa distribuzione delle risorse pubbliche". Sotto questo punto di vista le azioni recenti della giunta regionale vengono ottengono un riscontro positivo. "L'assessore al ramo Caterina Miraglia ed il presidente Stefano Caldoro – commenta Pepe – hanno riconosciuto il senso della nostra battaglia stabilendo che i finanziamenti non devono finire sempre agli stessi istituti culturali di Napoli e della Campania. Ora andiamo oltre. Il 17 dicembre all'hotel Ramada di Napoli organizziamo un incontro al quale partecipa anche Caldoro per dire che bisogna promuovere una cultura positiva e propositiva e consentire alle associazioni ed alle fondazioni di arrivare laddove non riesce ad agire lo Stato". Le difficoltà principali secondo il presidente della fondazione Vico nascono "dalla solitudine rispetto alla consuetudine di finanziare soltanto gli istituti culturali legati ai partiti politici". Alla Regione Campania ed alle altre istituzioni Pepe chiede "sostegno per essere presenti sul territorio, avere visibilità e demolire il monopolio di pochi, la nostra fondazione ha tre musei molto dinamici che rappresentano un patrimonio a disposizione della collettività. In altre parole credo si debba uscire dalla logica della differenza tra musei maggiori e minori e valutare i progetti". La fondazione Vico è sempre in piena attività.

Ha una biblioteca di oltre diecimila volumi, organizza corsi e seminari e promuove lo sviluppo del territorio attraverso programmi di formazione per i giovani. "Abbiamo creato dei modelli – rivela il presidente – dimostrando che attraverso la valorizzazione dei beni culturali si può fare turismo e sostenere lo sviluppo. La nostra scommessa – conclude – è quella di partire da un piccolo centro del Cilento e parlare all'Italia ed all'Europa". La fondazione Giambattista Vico promuove innumerevoli seminari, convegni, borse di studio, documentari, coinvolgendo una miriade di università italiane e straniere. Elemento centrale dell'attività svolta dalla fondazione è il Premio Internazionale Giambattista Vico, che annualmente viene conferito a personalità del mondo della cultura o studiosi vichiani (fin qui sono stati premiati Gerardo Marotta, Fulvio Tessitore, Georg Gadamer, Giorgio Recchia, Giorgio Lombardi, Pietro Perlingieri, Jean Louis Autin). La Fondazione in questi ultimi anni ha voluto ancora di più interpretare l'esigenza di una sussidiarietà orizzontale, coinvolgendo le scuole e altre associazioni in una mostra itinerante dedicata a Giambattista Vico e al recupero dei beni culturali. Straordinaria anche la collezione del museo Grand Tour di Paestum dove sono ospitate opere di Giovan Battista Piranesi, Jean Richard de Saint-Non, Thomas Major, Franz Ludwig Catel, Abrham Louis Ducros – Giovanni Volpato, Paulantonio Paoli, Morghen, Achille Vianelli, Antonio Coppola e tanti altri e una collezione di 35 Vasi del corredo funebre del V e IV secolo avanti Cristo di rara bellezza proveniente dall'area pestana.

Fonte: denaro

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Vallo tribunale, lapide per Giambattista Vico

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La Cerimonia  nel tribunale di Vallo della Lucania

una lapide per Giambattista Vico L’evento è stato promosso dal Tribunale, dall’Ordine degli Avvocati e dall’Ordine dei Dottori Commercialisti.

“In un castello del Cilento di bellissimo sito e di perfettissima aria” martedì 22 dicembre 2009 alle 15.30 presso nellatrio del Tribunale di Vallo della Lucania si terrà la Cerimonia per l’apposizione di un’iscrizione marmorea dedicata a Giambattista Vico – Giudice di prime cure del Cilento. L’evento è stato promosso dal Tribunale di Vallo della Lucania, dall’Ordine degli Avvocati e dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vallo della Lucania, dalla Fondazione Giambattista Vico, dal Comune di Vallo della Lucania e dal Parco Nazionale Cilento Vallo di Diano.

continua

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Vatolla, il paese di Giambattista Vico

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Vatolla,

Il piccolo paese cilentano non ha dimenticato il soggiorno del grande pensatore Giambattista Vico. Un museo nel vecchio castello, una statua preziosa donata dalla figlia di Benedetto Croce, una biblioteca e il Caffè letterario. La Fondazione voluta da Gerardo Marotta è presieduta da Vincenzo Pepe. I convegni richiamano il mondo della cultura a Perdifumo. La suggestione del mare di Palinuro e Ulisse.


La faccenda di Vico andò così: “Il vescovo d’Ischia, Beniamino Rocca, incontrò in una libreria di Napoli un giovane avvocato squattrinato e mezzo tisico. I due parlarono a lungo e alla fine il Monsignore constatò di essere stato sovrastato dal sapere del suo sconosciuto interlocutore, concludendo che migliore precettore i quattro figli di suo fratello non potevano avere. Offrì al giovane in bolletta una buona paga prima di aggiungere che i ragazzi abitavano in un castello ai confini del mondo.”

Quel  giovane avvocato male in arnese era Giambattista Vico. La sua vicenda umana conobbe un cambio di programma. Da là nacque un rapporto intenso che portò il filosofo a Vatolla. Il Palazzo Vargas è sede della Biblioteca del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano.



Il castello Vargas rende importante la piazzetta di Vatolla, un piccolo borgo di non più di quattrocento abitanti adagiato sulle alture striate dellargento degli ulivi alle spalle di Castellabate, il paese che per due giorni ospitò il relax di Gioacchino Murat. Siamo a pochi chilometri dal mare incredibile di punta Licosa, in un Cilento che ogni estate colleziona bandiere blu, ma non riesce a nutrirsi del turismo miliardario dei grandi eventi. Qui le coste sono nobilitate dalle leggende di Palinuro, di Ulisse, della seducente Leucosia; e su queste spiagge sorse Velia, dove nacque la scuola eleatica di Parmenide, che contrappose lEssere al Divenire.

Continua

informazioni fondazione Giambattista Vico


un grazie a Maria Antonietta Sorrentino

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