segreto cilentano

Secondo i ricercatori dell’Università di Roma “La Sapienza” e dell’Università della California, un abitante su ogni 60 di Acciaroli ha almeno 90 anni.

La notizia è apparsa qui

http://www.ondanews.it/cilento-ed-segreto-della-longevita-al-jazeera-punta-riflettori-sui-centenari-del-posto/

e inoltre qui

https://www.infocilento.it/2017/04/18/anche-al-jazeera-punta-riflettori-sui-centenari-del-cilento/#null

“Qual è il segreto dei centenari cilentani? Forse la dieta? Forse i prodotti locali e freschi? Le erbe, l’aria o la comunità?”, si chiede Al Jazeera.

Lo stile di vita sano dei cilentani è diventato, dunque, un fenomeno internazionale che continua ad affascinare ed incuriosire.

Centenari cilento cilentani

Annunci

abili nel Vento anche nel Cilento

p { margin-bottom: 0.21cm; }

Abili nel vento campioni di Vento è la manifestazione che si è tenuta per l’estate 2011. Rispetto alle altre manifestazioni e gare che riguardano il mare abili nel vento ha qualcosa di particolare, i partecipanti sono persone diversamente abili, che per la prima volta si avvicinano al mare.

 

Il progetto ha preso il via lo scorso 1° aprile ed é dureto fino al 30 settembre. Si svolge attraverso la realizzazione di corsi di vela full immersion della durata di 8 giorni, presso le principali località campane dotate di presidi nautici per disabili e, precisamente: Napoli Ischia, Torre Annunziata, Salerno, Acciaroli e Marina di Camerota.

 Per la zona di Marina di Camerota l’organizzazione è stata curata dalla Cooperativa Sociale Arcobaleno di Celle di Bulgheria.


Carlo Brumat a Vallo: Ovunque, ma non nel mio giardino!

brumat

p { margin-bottom: 0.21cm; }a:link { }

Ovunque, ma non nel mio giardino!

VALLO DELLA LUCANIA

Lunedi 8 Novembre 2010 – Ore 17,00

Sala conferenze del Consorzio Irriguo (uscita variante SS 18)

Il problema dei rifiuti, la difficile situazione della competitività italiana a partire dall’Università al mondo del lavoro e dell’impresa, assieme a un panorama sulle emergenze dell’attualità che coinvolgono anche l’area salernitana, saranno il tema dell’eccezionale conferenza tenuta dal Professore Carlo Brumat nella sala del Consorzio Irriguo di Vallo della Lucania.

Come superare la sindrome di Nimby (not in my back yard (non nel mio cortile) e di Lulu, locally unwanted land use (l’uso del suolo locale indesiderato) saranno discusse da un affermato Fisico cosmopolita che ha operato per prestigiose aziende in tutto il mondo.

Carlo Brumat, laureato in Fisica a Torino, nel 1961 si trasferisce negli Stati Uniti a Palo Alto come ricercatore e analista finanziario e contribuisce allo sviluppo di quella che diventerà nota come “Silicon Valley”. Diventa ricercatore presso il Western Management Science Institute dell’Università di Los Angeles (Ucla). Nel 1973 è ritornato in Europa come professore di Ricerca Operativa all’Istituto Europeo di Amministrazione (Insead) di Fontainebleau dove si è occupato in particolare di scenario planning nel settore tecnologico. È stato consulente di Shell, Edf, Olivetti, Stet, Alenia, Finmeccanica E Petroleos De Venezuela. Agli inizi del 1993, si è trasferito a Monterrey per fondarvi la DUXX-Graduate School of Business Leadership.

Attualmente è Vice-Presidente per la ricerca dell´Institut de Locarn in Bretagna. Alla preparazione di Fisico e Matematico Brumat accompagna quelle di cultore delle Scienze Sociali e Umanistiche, elementi che gli offrono una felice opportunità per comprendere la complessità delle dinamiche globali nell’economia a livello internazionale.

Info

http://www.labelab.it/blog/?p=464

 

cilento vino secessionista

vino
Dalle colline cilentane arriva l'aglianico secessionista: si chiama «Proclamo»

 

di Luciano Pignataro

– Ed ecco l’Aglianico secessionista. Ci mancava. Si chiama «Proclamo» ed è dedicato ai moti cilentani del 1828 contro Francesco I da cui nacque la lunga epopea del brigantaggio contadino: prima contro i Borbone, poi per resistere alle truppe piemontesi.

Il vino è di Raffaele Marino, storico produttore appollaiato sulle colline di Agropoli, le cui bottiglie identificano la doc Cilento in cui, sicuramente più di altri, ha sempre fermamente creduto dopo aver ottenuto il riconoscimento dal ministero.

Vino identità di un territorio? Di un modo di sentire? In effetti è questo lo slogan preferito dai nemmeno troppo sofisticati studi di comunicazione impegnati a promuovere la viticoltura italiana in crisi con le trovate più assurde e incredibili, il tema di migliaia di inutili convegni organizzati dalle Alpi alle Nebrodi. Anche perché poi gran parte dei produttori insegue invece il modello internazionale concentrato, dolce e marmellatoso, imposto dallo stile anglosassone di bere fuori dai pasti, per battersi sui mercati mondiali contro la concorrenza di californiani, cileni e australiani.
«Proclamo» non è però banale trovata pubblicitaria. Non solo questo, almeno. È anche un segnale del comune sentire cilentano, quella voglia di distacco, di secessione dalla Campania maturata negli ultimi anni.

Già, fino a non molto tempo fa solo qualche sperduto comitato attorno al Gelbison sostenuto dallo storico locale vagheggiava il distacco dalla Campania. Ma, soprattutto dopo la crisi della munnezza, sono sempre più numerosi coloro i quali vedono nella vicina Basilicata la panacea di tutti i mali, tanto che alcuni comuni limitrofi nel Vallo di Diano, lì dove scorre (si fa per dire) l’autostrada Salerno-Reggio, hanno organizzato referendum per cambiare regione.
Del resto gli antichi romani, che di gestione amministrativa dei territori erano grandi maestri, avevano fissato a Eburum, Eboli, il confine tra la Campania felix e la Lucania. La nascita e lo sviluppo del Parco ha poi di fatto alimentato un senso di appartenenza cilentano sempre più diffuso sfociato anche in episodi, goliardici ma significativi, come il manifesto contro i turisti napoletani affisso proprio ad Agropoli qualche tempo fa.

La magia del vino è interpretare l’anima di chi lo beve. Per questo non troverete mai poeti del latte, della birra o di altre bevande, solo scrittori come Bukowski e Hemingway per i loro superalcolici. Non è possibile capire la Sicilia senza il Nero d’Avola, le Langhe senza il Nebbiolo, la Calabria senza il Gaglioppo, e il Sud interno, «l’osso» di Manlio Rossi Doria, senza l’Aglianico. È in questa diversità la forza vitivinicola dell’Italia. Il regno dell’Aglianico inizia a Roccamonfina tra Lazio e Campania e termina nel Vulture, tra Campania, Puglia e Basilicata. Entrambi vulcani spenti, entrambi ricchi di acque minerali famose.

Dopo l’Irpinia e il Vulture, proprio il Cilento è stato la zona vitivinicola che ha mostrato di crederci con più determinazione. Un rosso che sin dal gusto manifesta la sua voglia di secessione: è più rotondo, meno acido (fresco in termini tecnici) perchè il Cilento, a differenza del resto della regione, non ha origini vulcaniche. Secessione anche geologica, allora, questa è sicura.
L’Aglianico ha una caratteristica che lo iscrive di ufficio tra le grandi uve: non ha paura del tempo, lo adora, si esalta anzi con il trascorrere degli anni sino a regalare grandi emozioni anche dopo mezzo secolo. Di più: Mastroberardino ha appena fatto una degustazione in America con un 1928!

Ecco perché, e qui c’è la novità enologica, «Proclamo» non è un vino secessionista qualunque, ma il primo «Aglianico riserva» ufficialmente in commercio dopo il via libera del ministero. Certo, l’annata è la 2007, in pratica ancora un ragazzino. Chissà se, quando sarà adulto, la voglia di secessione del Cilento sarà davvero realizzata o se, invece, sarà solo testimonianza dell’ennesimo progetto enunciato, agognato, sognato, immaginato. E naturalmente non realizzato perchè delegato ad altri.

fonte

<!–

–>

Quello che i numeri non dicono

Istat: la crisi ha colpito di più il Nord

Nel 2009 il Pil si è ridotto del 6% nel Nord-Ovest, del 5,6% nel Nord-Est, del 3,9% nel Centro e del 4,3% nel Sud

ma in valori assoluti il pil pro capite al nord e' quasi il doppio che al sud

Istat: la crisi ha colpito di più il Nord

Nel 2009 il Pil si è ridotto del 6% nel Nord-Ovest, del 5,6% nel Nord-Est, del 3,9% nel Centro e del 4,3% nel Sud

 

(Emblema)
(Emblema)

MILANO – La crisi ha colpito in proporzione più duramente al Nord che al Sud. Nel 2009 il Pil infatti si è ridotto del 6% nel Nord-Ovest, del 5,6% nel Nord-Est, del 3,9% nel Centro e del 4,3% nel Mezzogiorno, a fronte di un valore nazionale pari a -5%. Lo rende noto l'Istat nello studio «Principali aggregati dei conti economici regionali». Il Pil per abitante ai prezzi di mercato , misurato dal rapporto tra Pil nominale e numero medio di residenti nell'anno, segna una flessione del 3,7% a livello nazionale. Il calo è più contenuto nel Mezzogiorno (-2,7%) e nel Centro (-2,9%), mentre è più marcato nel Nord-Ovest (-4,6%) e nel Nord-Est (-4,5%).

 

<!– OAS AD 180x150begin –> <!– OAS AD 180×150 end –>

VALORI ASSOLUTI – In valori assoluti il Pil ai prezzi di mercato per abitante del Centro-Nord continua ad essere sensibilmente più elevato di quello del Mezzogiorno: 30.036 euro nel Nord-Ovest, 29.746 euro nel Nord-Est e 28.204 euro nel Centro, contro i 17.324 euro del Mezzogiorno.
http://www.corriere.it/economia/10_settembre_28/pil-pro-capite_dcdc0ec2-cae7-11df-8d0c-00144f02aabe.shtml

c'è solo un piccolo problema…….. i redditi medi del sud sono poco meno della metà rispetto a quelli del nord  e scusate se è poco!!!!!
fonte istat i i redditi del Cilento oscillano intorno a 12.000 euro
e come diceva Trilussa se io mangio 2 polli e tu niente statisticamente parlando abbiamo mangiato 1 pollo a testa ma tue sei stato digiuno

<!–

–>

Buona Pubblicità, vivere, buon vivere, Cilento da amare

Ne succedono di tutti i colori nella Terra dei Tristi Figuri. Bisogna dare merito ed onore che l'unico che da luce e pubblicità al nostro Cilento è il sindaco di Acciaroli.

Ma la notizia interessante è che un giornale del Nord Varesenews parla bene del Cilento.

Voi cosa ne pensate? Scrivimi

Dalle parole del Sindaco

ho l'impressione che la Terra dei Tristi Figuri ha contagiato tutta l'Italia contemporanea……. ma forse mi sbaglio…..

 

<!–

–>

Pisciotta: frane e notizie

Una strada-scandalo, in pieno Parco del Cilento. Piloni scheletrici che mostrano il cemento nel cuore della campania più verde e protetta. Una strada-scandalo che doveva essere realizzata in due anni e che da 21 continua a mostrare i suoi «moncherini» di calcestruzzo in mezzo ad ulivi secolari

continua


Stesso tratto di strada chiusa per frana. Pisciotta isolata per chi viene da Ascea.


Vedi qui


ps Vorrei un pochino di normalità nella vita quotidiana di Pisciotta e non solo emergenze. Riusciremo? Di natura sono otttimista.

<!–

–>