Arte e filosofia per rilanciare il turismo

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Arte e filosofia per rilanciare il turismo

La fondazione Giambattista Vico apre i battenti per la prima volta nel 1997, quando Alfonso Andria , Elena Croce e Gerardo Marotta approfittano del restauro di Palazzo Vargas a Vatolla per creare un polo culturale che si fonda sulla promozione di opere e pensiero del filosofo e giurista napoletano per diventare successivamente un esempio di turismo legato alla conoscenza e incubatore di proposte. Oggi la fondazione è presieduta dal professore Vincenzo Pepe (che è anche il numero uno nazionale di Fare Ambiente) ed ha tre sedi: quella storica di Palazzo Vargas a Vatolla, dove Giambattista Vico ha consumato larga parte della sua esistenza e dei suoi studi, e altre due ubicate a Paestum presso il museo del Grand Tour e a Napoli in via San Gregorio Armeno all'angolo con San Biagio dei Librai. "La fondazione è un istituto di alta cultura – sottolinea Pepe – che opera presso tre strutture ed svolge un'attività intensa.

L'11 dicembre a Napoli ospitiamo la mostra del maestro Ugo Nespolo dal titolo Partenope, l'angelo dei contrasti. Un evento che vogliamo sfruttare per promuovere l'orgoglio della cultura e il principio che la conoscenza deve essere il più possibile estesa a tutti". In un periodo di tagli alle istituzioni culturali la fondazione Giambattista Vico assume una posizione costruttivamente critica. "Siamo contro la riduzione degli investimenti in questo settore – evidenzia Vincenzo Pepe – però vogliamo anche che la cultura sia una risorsa a cui ognuno può avere accesso e non solo un privilegio di pochi. Credo che i fondi debbano essere distribuiti in base alle capacità delle singole strutture". La fondazione Vico si è spesa nella battaglia per evitare la chiusura di istituzioni come il Madre e Città della Scienza. "Li abbiamo aiutati a non chiudere pur non ricevendo da loro mai alcuna solidarietà – dice il presidente della fondazione Giambattista Vico – però non vorrei che si pensasse ad un nostro atteggiamento di contrasto nei loro confronti. Tutt'altro. Vogliamo semplicemente una più equa distribuzione delle risorse pubbliche". Sotto questo punto di vista le azioni recenti della giunta regionale vengono ottengono un riscontro positivo. "L'assessore al ramo Caterina Miraglia ed il presidente Stefano Caldoro – commenta Pepe – hanno riconosciuto il senso della nostra battaglia stabilendo che i finanziamenti non devono finire sempre agli stessi istituti culturali di Napoli e della Campania. Ora andiamo oltre. Il 17 dicembre all'hotel Ramada di Napoli organizziamo un incontro al quale partecipa anche Caldoro per dire che bisogna promuovere una cultura positiva e propositiva e consentire alle associazioni ed alle fondazioni di arrivare laddove non riesce ad agire lo Stato". Le difficoltà principali secondo il presidente della fondazione Vico nascono "dalla solitudine rispetto alla consuetudine di finanziare soltanto gli istituti culturali legati ai partiti politici". Alla Regione Campania ed alle altre istituzioni Pepe chiede "sostegno per essere presenti sul territorio, avere visibilità e demolire il monopolio di pochi, la nostra fondazione ha tre musei molto dinamici che rappresentano un patrimonio a disposizione della collettività. In altre parole credo si debba uscire dalla logica della differenza tra musei maggiori e minori e valutare i progetti". La fondazione Vico è sempre in piena attività.

Ha una biblioteca di oltre diecimila volumi, organizza corsi e seminari e promuove lo sviluppo del territorio attraverso programmi di formazione per i giovani. "Abbiamo creato dei modelli – rivela il presidente – dimostrando che attraverso la valorizzazione dei beni culturali si può fare turismo e sostenere lo sviluppo. La nostra scommessa – conclude – è quella di partire da un piccolo centro del Cilento e parlare all'Italia ed all'Europa". La fondazione Giambattista Vico promuove innumerevoli seminari, convegni, borse di studio, documentari, coinvolgendo una miriade di università italiane e straniere. Elemento centrale dell'attività svolta dalla fondazione è il Premio Internazionale Giambattista Vico, che annualmente viene conferito a personalità del mondo della cultura o studiosi vichiani (fin qui sono stati premiati Gerardo Marotta, Fulvio Tessitore, Georg Gadamer, Giorgio Recchia, Giorgio Lombardi, Pietro Perlingieri, Jean Louis Autin). La Fondazione in questi ultimi anni ha voluto ancora di più interpretare l'esigenza di una sussidiarietà orizzontale, coinvolgendo le scuole e altre associazioni in una mostra itinerante dedicata a Giambattista Vico e al recupero dei beni culturali. Straordinaria anche la collezione del museo Grand Tour di Paestum dove sono ospitate opere di Giovan Battista Piranesi, Jean Richard de Saint-Non, Thomas Major, Franz Ludwig Catel, Abrham Louis Ducros – Giovanni Volpato, Paulantonio Paoli, Morghen, Achille Vianelli, Antonio Coppola e tanti altri e una collezione di 35 Vasi del corredo funebre del V e IV secolo avanti Cristo di rara bellezza proveniente dall'area pestana.

Fonte: denaro

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Accoppiata vincente: mozzarella di bufala campana vini bianchi cilentani

DeConciliis

Si è svolta all’Hotel Nettuno di Paestum, a ridosso dei maestosi templi, la serata “Looking for white”. Un gioco: “la candida mozzarella in cerca di un bianco degno di accompagnarla”. E viceversa. Un punteggio da 1 a 10 per i tredici campioni di Fiano provenienti da Irpinia, Sannio, Cilento, Puglia, Basilicata e Sicilia, degustati a bottiglie coperte, che si contendono una mozzarella, soda e dolce, succulenta e sapida al punto giusto. Vestita del suo abito bianco-porcellana e avvolta dal suo consueto profumo di latte e erbe freschi.  

Appare chiaro come il Fiano sia uno dei più grandi bianchi dItalia. Diversi stili, diversi terrori, diverse annate: sempre con un comune denominatore, la straordinaria capacità espressiva questo bianco sempre pronto ad affrontare il tempo migliorando.

La sua affermazione è in Irpinia con Mastroberardino, attualmente una delle due docg bianche del Sud insieme al Greco, ma ben presto è stato rilanciato nel Cilento da De Conciliis e Maffini, poi negli ultimi anni nel Sannio.

Un gioco papilloso ideato da Luciano Pignataro media partner del Salone della Mozzarella

i vincitori:


1°- Il cru di Bruno De Conciliis proveniente dal suo vigneto quasi quindicenne a Prignano Cilento Vigna Perella 2006 Paestum Igt (271 punti).

2°- il Saracè 2008 Cilento Doc di Vincenzo Polito di Agropoli(248 punti);

3°-Fiano di Avellino Docg 2007 di Donna Chiara di Montefalcione (243 punti);  

4°-Phasis Fiano 2008 Paestum Igt delle Tenute del Fasanella di Sant’Angelo a Fasanella (242 punti)

5°-Fiano di Avellino 2007 Docg di Clelia Romano di Lapio(240 punti)

6°-Cometa 2007 Sicilia Igt di Planeta, azienda che per prima ha lavorato il Fiano al di fuori dei confini della Campania (237 punti). 

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altre informazioni

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raduno nazionale escursionismo a paestum

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Paestum ospiterà il raduno nazionale della Federazione Italiana Escursionismo


Quattro giorni per riscoprire i più bei percorsi naturalistici del Cilento, perché la Campania non è solo rifiuti, ma possiede dei sentieri bellissimi che dal 29 maggio all’1 giugno saranno meta degli oltre 600 iscritti al raduno nazionale della Federazione Italiana Escursionismo che si svolgerà a Paestum come base di partenza. Gli iscritti provengono da Veneto, Piemonte, Lombardia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Liguria e, naturalmente, dalla Campania. Il raduno è organizzato dalla Fie e dall’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Paestum. Alcuni gruppi hanno scelto di prolungare la permanenza anche nei giorni successivi.


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