Personaggi cilentani Maria Pia Lorenzo

Personaggi cilentani: Maria Pia

tra i personaggi cilentani di spessore oggi ho l'onore di presentare Maria Pia Lorenzo.

Scrittrice, autrice, editrice e talent scout di vero talento.

Di professione è professoressa di italiano presso un Istituto superiore e mamma e nonna a tempo pieno.

Ma noi la conosciamo soprattutto come autrice di romanzi.

Il suo primo lavoro La signora della Penombra edito dalla casa editrice Delphia, ha vinto numero si premi a livello nazionale tra cui ricordiamo

Il romanzo ambientato in un paesino della Calabria Verbicaro durante le epidemie di colera del 1855 è una struggente storia d'amore.

ben costruita e ben ambientata.

Oggi Maria Pia ha scritto un nuovo racconto Il tempo nella bottiglia.

Attualmente sta partecipando all'iniziativa del Corriere della Sera io scrivo ovvero un laboratorio di scrittura.

Il romanzo è una affresco del Cilento e precisamente di Roscigno e il tema principale è sempre l'amore.

Se volete fare qualcosa per voi leggete il racconto e votatelo, (mi raccomando 5 stelle)

diffondetelo.

A volte la Terra dei Miti offre dei fiori particolari e belli, Maria Pia è uno di questi, sappiatelo cogliere.

Il tempo nella bottiglia Maria Pia Lorenzo

link per votare

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Convergenze vitali

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La vedete questa graziosa fanciulla è mia cugina.

Cosa ho fatto per avere una cugina così ovvero bella e brava: praticamente nulla.

Ma permettetemi di dirvi che mia cugina è stata selezionata per l’anno corrente a partecipare ad un programma di scambio internazionale presso  istituito dall Eisenhower fellowships.

Non sapete cosa é? Neanche io per la verità, ma mi sono informato qui

e ne ho ricavato questo:

Nel 1953, per festeggiare il primo compleanno del Presidente Dwight D. Eisenhower alla Casa Bianca, un gruppo di imprenditori Pennsylvania ha istituito un programma di scambio internazionale leader per onorare la devozione Ike alla pace nel mondo. Guidati da Thomas B. McCabe, un industriale ed ex presidente della Federal Reserve, hanno creato un privato, non-profit, non-partisan, governato da un Consiglio di Amministrazione i cui membri incluso presidenti di IBM, BF Goodrich, Presidente di GE, governatore, gli Stati Uniti di gabinetto, delegato Usa alle Nazioni Unite e 7 presidenti di università o college. Dieci anni dopo, il presidente ha descritto il programma come "forse il compleanno più splendido regalo che abbia mai ricevuto".

 

Le borse Eisenhower differivano dagli attuali borse di studio internazionali e programmi di scambio perché il Fellows, sia da oltremare e gli Stati Uniti, non erano studenti o docenti, ma i professionisti a metà carriera che aveva già raggiunto posizioni di leadership. Commissioni bi-nazionali all’estero nominato Front Door candidati provenienti da settori individuati dai rappresentanti paese come critica alle esigenze nazionali. Fellows International, accompagnato spesso da un coniuge, perseguito itinerari esteso in tutti gli Stati Uniti, volta a comprendere non solo le riunioni con i loro coetanei esperienze professionali, ma anche sociale e culturale, per offrire un quadro del paese. I borsisti americani viaggiato all’estero, a volte per quasi un anno.

 

Attraverso più di 50 anni borse di Eisenhower ha risposto ai cambiamenti epocali nel mondo, con l’adattabilità e intraprendenza, pur conservando i suoi valori fondamentali. Rimane fedele alla sua visione fondazione, offrendo un programma non di parte, sia il senso nazionale e internazionale, focalizzato sulla promozione della crescita dei leader provata, e sensibile alle esigenze e alle aspirazioni di ciascun individuo.

 

Cosa posso aggiungere auguri alla carissima cugina per gli sforzi fatti e per i risultati che

raggiungerà.

 

Che possano essere fruttuosi per il suo avvenire e perchè no anche per la nostra Beneamata

Italia.

 

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la realtà non la devi vedere con i sensi ma con il pensiero

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Si è svolta sabato 2 aprile, presso la Fondazione Alario per Elea-Velia ad Ascea, una conferenza d’autore curata dal prof. Giovanni Reale, docente all’Università San Raffaele di Milano, su “Parmenide e la svolta epocale del pensiero occidentale”.
La conferenza ha rappresentato l’ultima tappa del ciclo filosofico “Le capitali del pensiero antico nell’Italia meridionale”, un progetto ideato dal prof. Remo Bodei, docente di filosofia all’UCLA di Los Angeles, e organizzato dalla Fondazione culturale genovese Edoardo Garrone. L’iniziativa ha visto coinvolte alcune città della Magna Grecia, legate ad alcuni fra i pensatori più notevoli dell’antichità, tra cui appunto Ascea, patria di Parmenide. Alla conferenza hanno partecipato il prof. Pasquale Persico, presidente della Fondazione Alario, il dr Stefano Termanini, in qualità di rappresentante della Fondazione Garrone, e il dr Mario Rizzo, sindaco di Ascea.

 

La novità più grande della filosofia del pensatore di Elea, spiega il prof. Reale, è riassumibile nella famosa legge “l’essere è e non può non essere, il non essere non è e non può essere”: non esiste passato, né futuro, ma tutto è essere e il divenire scompare! Di conseguenza, non può esserci il nascere, né il morire: “nascita e morte sono cacciate lontane e respinte dalla via della certezza”… Noi siamo nell’essere e “le cose che appaiono bisogna che siano tutte in ogni senso”!

 

Da qui, lo stesso è il pensare e l’essere: il non pensare non è il pensare il nulla, ma qualche cosa che è… L’essere è il pensare!


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ne abbiamo già parlato

qui

qui

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Vallo della lucania artista del web nel guinness dei primati

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E’ un artista e blogger, è un utente di Facebook ed è della provincia di Salerno. Fin qui tutto normale. In realtà, Roberto Esposito è molto di più. Da pochi giorni, infatti, il venticinquenne cilentano ha battuto il record mondiale di commenti ad un singolo post sulla sua pagina Facebook. Il primato è stato finora detenuto dal gioco Cityville con 292.288 commenti, ma Roberto è riuscito ad ottenerne ben 389.141.

 

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sito del blogger

 

http://www.robertoesposito.com/2011/03/comunicato-stampa-30032011/

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Arte e filosofia per rilanciare il turismo

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Arte e filosofia per rilanciare il turismo

La fondazione Giambattista Vico apre i battenti per la prima volta nel 1997, quando Alfonso Andria , Elena Croce e Gerardo Marotta approfittano del restauro di Palazzo Vargas a Vatolla per creare un polo culturale che si fonda sulla promozione di opere e pensiero del filosofo e giurista napoletano per diventare successivamente un esempio di turismo legato alla conoscenza e incubatore di proposte. Oggi la fondazione è presieduta dal professore Vincenzo Pepe (che è anche il numero uno nazionale di Fare Ambiente) ed ha tre sedi: quella storica di Palazzo Vargas a Vatolla, dove Giambattista Vico ha consumato larga parte della sua esistenza e dei suoi studi, e altre due ubicate a Paestum presso il museo del Grand Tour e a Napoli in via San Gregorio Armeno all'angolo con San Biagio dei Librai. "La fondazione è un istituto di alta cultura – sottolinea Pepe – che opera presso tre strutture ed svolge un'attività intensa.

L'11 dicembre a Napoli ospitiamo la mostra del maestro Ugo Nespolo dal titolo Partenope, l'angelo dei contrasti. Un evento che vogliamo sfruttare per promuovere l'orgoglio della cultura e il principio che la conoscenza deve essere il più possibile estesa a tutti". In un periodo di tagli alle istituzioni culturali la fondazione Giambattista Vico assume una posizione costruttivamente critica. "Siamo contro la riduzione degli investimenti in questo settore – evidenzia Vincenzo Pepe – però vogliamo anche che la cultura sia una risorsa a cui ognuno può avere accesso e non solo un privilegio di pochi. Credo che i fondi debbano essere distribuiti in base alle capacità delle singole strutture". La fondazione Vico si è spesa nella battaglia per evitare la chiusura di istituzioni come il Madre e Città della Scienza. "Li abbiamo aiutati a non chiudere pur non ricevendo da loro mai alcuna solidarietà – dice il presidente della fondazione Giambattista Vico – però non vorrei che si pensasse ad un nostro atteggiamento di contrasto nei loro confronti. Tutt'altro. Vogliamo semplicemente una più equa distribuzione delle risorse pubbliche". Sotto questo punto di vista le azioni recenti della giunta regionale vengono ottengono un riscontro positivo. "L'assessore al ramo Caterina Miraglia ed il presidente Stefano Caldoro – commenta Pepe – hanno riconosciuto il senso della nostra battaglia stabilendo che i finanziamenti non devono finire sempre agli stessi istituti culturali di Napoli e della Campania. Ora andiamo oltre. Il 17 dicembre all'hotel Ramada di Napoli organizziamo un incontro al quale partecipa anche Caldoro per dire che bisogna promuovere una cultura positiva e propositiva e consentire alle associazioni ed alle fondazioni di arrivare laddove non riesce ad agire lo Stato". Le difficoltà principali secondo il presidente della fondazione Vico nascono "dalla solitudine rispetto alla consuetudine di finanziare soltanto gli istituti culturali legati ai partiti politici". Alla Regione Campania ed alle altre istituzioni Pepe chiede "sostegno per essere presenti sul territorio, avere visibilità e demolire il monopolio di pochi, la nostra fondazione ha tre musei molto dinamici che rappresentano un patrimonio a disposizione della collettività. In altre parole credo si debba uscire dalla logica della differenza tra musei maggiori e minori e valutare i progetti". La fondazione Vico è sempre in piena attività.

Ha una biblioteca di oltre diecimila volumi, organizza corsi e seminari e promuove lo sviluppo del territorio attraverso programmi di formazione per i giovani. "Abbiamo creato dei modelli – rivela il presidente – dimostrando che attraverso la valorizzazione dei beni culturali si può fare turismo e sostenere lo sviluppo. La nostra scommessa – conclude – è quella di partire da un piccolo centro del Cilento e parlare all'Italia ed all'Europa". La fondazione Giambattista Vico promuove innumerevoli seminari, convegni, borse di studio, documentari, coinvolgendo una miriade di università italiane e straniere. Elemento centrale dell'attività svolta dalla fondazione è il Premio Internazionale Giambattista Vico, che annualmente viene conferito a personalità del mondo della cultura o studiosi vichiani (fin qui sono stati premiati Gerardo Marotta, Fulvio Tessitore, Georg Gadamer, Giorgio Recchia, Giorgio Lombardi, Pietro Perlingieri, Jean Louis Autin). La Fondazione in questi ultimi anni ha voluto ancora di più interpretare l'esigenza di una sussidiarietà orizzontale, coinvolgendo le scuole e altre associazioni in una mostra itinerante dedicata a Giambattista Vico e al recupero dei beni culturali. Straordinaria anche la collezione del museo Grand Tour di Paestum dove sono ospitate opere di Giovan Battista Piranesi, Jean Richard de Saint-Non, Thomas Major, Franz Ludwig Catel, Abrham Louis Ducros – Giovanni Volpato, Paulantonio Paoli, Morghen, Achille Vianelli, Antonio Coppola e tanti altri e una collezione di 35 Vasi del corredo funebre del V e IV secolo avanti Cristo di rara bellezza proveniente dall'area pestana.

Fonte: denaro

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poesia e musica cilentana

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Scritta dal Giuseppe De Vita, cilentano doc, la poesia in cilentano l'aulivo  è musicata e cantata dal fratello Aniello De Vita Cilentano doc.

 

buon ascolto

 

ne abbiamo parlato qui,

qui e qui

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