poesia e musica cilentana

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Scritta dal Giuseppe De Vita, cilentano doc, la poesia in cilentano l'aulivo  è musicata e cantata dal fratello Aniello De Vita Cilentano doc.

 

buon ascolto

 

ne abbiamo parlato qui,

qui e qui

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Giochiamo a fare i poeti

c Bisogno conoscerlo Aldo Tambasco.
E Soprattutto suo figlio Aniello. Per capire cosa è l'amore tra un padre ed un figlio.
Ma partiamo dall'inizio. Aniello è un ragazzo cerebroleso. Ma questo non ha scoraggiato il padre Aldo che invece ha creato la sezione Campania dell'Associazione Bambini Cerebrolesi diventandone il Presidente.

Ma questo è stato solo l'iniziodella nostra storia, perchè il vulcanico Aldo comincia a pensare prima come fare per comunicare e far comunicare il figlio. Così scopre un sistema che permette di comunicare tra diversamente abile e persone comuni e fa di tutto per promuoverlo sponsorizzarlo e comunicarlo agli altri. Poi si inventa di sana pianta un concorso di poesia. A questo punto vado a trovarlo. Aldo mi dice “Lo sai cosa fanno i bambini cerebrolesi?” “No” gli dico tra lo stupefatto e l'interrogativo. “Vivono si emozionano hanno sentimenti e tutto quello che hanno che fanno gli esseri umani ….. solo che hanno i loro tempi che sono leggermente diversi dai nostri di tempi.” Tempi che noi “comuni”crediamo migliori se non fossero accelerati caotici confusionari e a volte brevi fugaci e approssimativi.
disabileLo guardo e domando ad Aldo come ha fatto ad andare avanti. Non è stato facile finchè non abbiamo studiato il metodo americano Doman. Si tratta di un metodo americano studiato negli U.S.A. atto a favorire il recupero dei bambini cerebrolesi, denominato 'metodo Doman' dal nome del suo fondatore, Glenn Doman di Philadelphia (U.S.A). La peculiarità di questa terapia, consiste nel fatto, che tutto viene svolto a casa del bambino, quindi nel suo ambiente familiare. La sua palestra, la ginnastica, l'istruzione, il tutto avviene all'interno delle mura domestiche, ed il programma sotto stretta e continua sorveglianza degli esperti americani, viene svolto dalla stessa famiglia, con l'aiuto di amici, parenti, e comuni volontari che offrono qualche ora del loro tempo libero per mettersi a disposizione del bambino.

Così si sono affidati al “metodo americano Doman” che non da certezze ma che rende sereni tutti, e aiuta a capire. “E’ un viaggio in se stessi” continua Aldo “Un continuo avvicinamento ai reali valori dell’uomo nella sua interezza. Se io credo in mio figlio, anche gli altri crederanno in lui” Con queste parole Aldo spinge il suo cammino della vita, la sua forza la sua volontà per aiutare gli altri. Ed è con questo spirito che ha organizzato il concorso nazionale di poesia giochiamo a fare i poeti. Oggi arrivato alla decima edizione, e che sabato 28 agosto si avvia alla premiazione. Una delle poche manifestazioni del sud Italia ad essere ad essere premiata con la medaglia di riconoscimento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L'ultima domanda ad Aldo “qual'è lo scopo di questa manifestazione”. E lui mi ha risposto “Quasi tutti i bambini cerebrolesi hanno problemi di linguaggio, scopo del concorso è far conoscere le potenzialità creative che essi riescono ad esprimere attraverso il metodo della comunicazione facilitata (o comunicazione aumentativa facilitata) che ha offerto loro l'opportunità di comunicare con l'ausilio di genitori ed insegnanti, i più intimi pensieri e affetti e stati d'animo, recuperando rispetto e dignità”. L'intervista è finita guardo Aldo poi Aniello .. mi sorridono ……li sorrido …..giochiamo a fare i poeti…….

ne ho già scritto qui

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Aniello De Vita: storie di canzoni

Storie di Canzoni di Aniello De Vita

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Impariamo dalle storie e dalle emozioni. Solo i più creativi scrivono canzoni. Come Aniello De Vita, medico per vivere, musicista per non morire che della vita ha fatto poesia.

 

Storie di Canzoni” è un libro di digressioni e improvvise “rivelazioni”. E’ un meta-racconto con delle belle istantanee di vita e cultura cilentana. Un percorso inverso che va dalla canzone all'ispirazione.

 

Un libro e un CD con 18 brani che testimoniano l'abilità di Aniello De Vita come cantastorie, la sua crescita artistica e la continua ricerca delle cose vere nel ventre di una terra, il Cilento, fonte d’ispirazione e motivo dominante della sua produzione artistica. upload2298_max
 

Aniello De Vita è il Cilento rivelato attraverso le canzoni. Colui che alla sua terra ha dato voce quando – erano gli anni ’70 – parvenu e intellettuali del popolo esecravano finanche l’uso del dialetto. A conti fatti ha avuto ragione lui, senza rivoluzioni, ma semplicemente interpretando il desiderio di pace e di radicamento da sempre vivo nella gente.

De Vita ha bussato alle porte del cuore di chi ha imparato ad apprezzarlo nel corso della sua lunga carriera sussurrando: “Si vuò conosce l’anima…”

 

Vincenzo De Tommaso

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ne abbiamo già scritto qui

 

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il libro: gente lucana

coperSabato 26 settembre ultimo scorso,nella aula consiliare del comune di Vallo della Lucania è stato presentato il libro di poesie Gente Lucana del poeta ingegnere ma soprattutto cilentano Giuseppe De Vita.vis giu


Il libro funge da guida per il lettore in un mondo oramai perso, quasi un incontro fiabesco, oltremodo intriso della magia positiva con continui sbalzi spazio temporali in uno scavo della memoria individuale e collettiva

Il ruolo del poeta abilmente interpretato dallautore è quello di scavo di emozionare e di emozionarsi di cogliere il particolare in una parola di vivere intensamente la vita. Se a ciò aggiungiamo le grida di dolore per la propria terra il senso di libertà, il senso di vuoto per le partenze da migranti il tutto condito con il dialetto cilentano non possiamo fare altro che leggere Gente Lucana. edizioni il mulinieddo prefazione di Mario Santoro.

abbiamo già postato qui

 

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Pisciotta: paese da favola

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foto di biagio fioretti

La piazza di Pisciotta

Un poeta contemporaneo ha definito Pisciotta il borgo delle favole.

Sono convinto che tutto ciò sia vero. Figlio di pisciottani, quanto posso vado volentieri a Pisciotta.

Pisciotta è il borgo delle favole perché rappresenta un luogo fantastico dove il reale si mischia con l’immaginario….e alcune volte, nelle mente dei pisciottani, è l’immaginario che fa compiere le azioni alle persone .

Questo non vuol dire che i pisciottani siano fuori dal mondo o cose del genere, semplicemente che se nasci a Pisciotta, se ti intrufoli nei vichi, ti penetra nelle ossa un non so che di particolare.

Se poi aggiungiamo che sei a due passi dal mare e dalla città di Elea patria di Parmenide e Zenone, finisci che ti senti anche all’unisono un po poeta , un po filosofo, un po attore, un po pensatore del mondo, un po sindaco, un po allenatore, un po Presidente della Repubblica, un po direttore d’orchestra.

Se poi ti eserciti nella professione di socializzare, chiacchierare, discutere intrattenerti sviluppare convincere informarti, in parole povere vivere da pisciottano e tutto ciò lo fai giorno dopo giorno, nella piazza di Pisciotta diventi a tua volta filosofo del vivere, ti impregni di tutto una serie di situazioni immaginarie, quasi da favola.

Come una favola fantastica è sedersi nella piazza di Pisciotta.

La storia mi è stata raccontata da una coppia di turisti e la voglio raccontare .

Una coppia di turisti giunge a Pisciotta nel mese di aprile. Si siedono presso un tavolino di uno dei bar che sono nella piazza. Arriva il barista. I due turisti del nord Italia assuefatti dalla legge di città “se ti siedi al tavolino sei obbligato ad ordinare e ti facciamo pagare il doppio e tu stai zitto altrimenti ti alzi” si sentono dire dal barista il seguente discorso “Se volete ordinare qualcosa potete dire a me altrimenti potete sedervi e stare tutto il tempo che volete”

Gli aveva appena annunciato che non avevano l’obbligo della consumazione.

Entusiasti mi hanno raccontato l’accaduto convinti anche loro di essere…. entrati in un mondo di fiabe.

Stretta la foglia…. larga la via dite la vostra che ho detto la mia.

Del borgo delle favole ne ho già parlato qui

vi segnalo questa bellissima favola (che favola non è)