Accoppiata vincente: mozzarella di bufala campana vini bianchi cilentani

DeConciliis

Si è svolta all’Hotel Nettuno di Paestum, a ridosso dei maestosi templi, la serata “Looking for white”. Un gioco: “la candida mozzarella in cerca di un bianco degno di accompagnarla”. E viceversa. Un punteggio da 1 a 10 per i tredici campioni di Fiano provenienti da Irpinia, Sannio, Cilento, Puglia, Basilicata e Sicilia, degustati a bottiglie coperte, che si contendono una mozzarella, soda e dolce, succulenta e sapida al punto giusto. Vestita del suo abito bianco-porcellana e avvolta dal suo consueto profumo di latte e erbe freschi.  

Appare chiaro come il Fiano sia uno dei più grandi bianchi dItalia. Diversi stili, diversi terrori, diverse annate: sempre con un comune denominatore, la straordinaria capacità espressiva questo bianco sempre pronto ad affrontare il tempo migliorando.

La sua affermazione è in Irpinia con Mastroberardino, attualmente una delle due docg bianche del Sud insieme al Greco, ma ben presto è stato rilanciato nel Cilento da De Conciliis e Maffini, poi negli ultimi anni nel Sannio.

Un gioco papilloso ideato da Luciano Pignataro media partner del Salone della Mozzarella

i vincitori:


1°- Il cru di Bruno De Conciliis proveniente dal suo vigneto quasi quindicenne a Prignano Cilento Vigna Perella 2006 Paestum Igt (271 punti).

2°- il Saracè 2008 Cilento Doc di Vincenzo Polito di Agropoli(248 punti);

3°-Fiano di Avellino Docg 2007 di Donna Chiara di Montefalcione (243 punti);  

4°-Phasis Fiano 2008 Paestum Igt delle Tenute del Fasanella di Sant’Angelo a Fasanella (242 punti)

5°-Fiano di Avellino 2007 Docg di Clelia Romano di Lapio(240 punti)

6°-Cometa 2007 Sicilia Igt di Planeta, azienda che per prima ha lavorato il Fiano al di fuori dei confini della Campania (237 punti). 

Continua

altre informazioni

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le pietre della strada

pietre

Le pietre della strada


Scoscese, ondulate ritorte

cotte al sole,

le pietre della strada

consumano animi in viaggio


spondano e tracciano i nostri cuori

in un continuo zig zag

di incroci umani


regolano

tracciano

i nostri pensieri


e in un luogo perso della memoria

intrecciano giochi ingiocabili e mai inventati


eppure…..

vivono

e affascinato dal loro esistere

riguardo le pietre della strada

accompagnatrici silenti di ricordi e di viaggi antichi

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Cilento, poesia, emozioni

Ne abbiamo già parlato in questo post.

Giuseppe De Vita, è un distinto signore cilentano, capace di ascoltare e di sviscerare la vera indole del cilentano emozionare ed emozionarci.

In parole povere, vivere senza dimenticare i propri trascorsi.

Questo è il Cilento genuino, terra arsa e selvaggia ma capace di miracoli e di vita vissuta, quella vera, fatta di poco, fatta di niente, “terra sponzata re surore e di fatica”, dice il poeta.

Oggi godiamo di tre momenti di questo autore cilentano.

Nel primo video abbiamo un inno alla nebbia, nel  secondo un rispettoso omaggio allulivo, pianta patrimonio del Cilento, nel  terzo un racconto di vita vissuta: la preparazione del ragù.

Con il racconto del sugo di nonna Peppina………… si sente nellaria il profumo del ragù…..un profumo intenso, forte per veri cultori.

E tu quale poesia preferisci?

Dimmi la tua opinione

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Limportanza della poesia nella contemporaneità

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Saranno anche di infima qualità letteraria, oppure solo vagamente possono essere chiamate poesie, sta di fatto che sono in aumento e che vengono scritte da tutti, tutte.

A partire da sei anni si arriva facilmente ad oltre novanta anni, nel paese dei santi, dei navigatori, dei navigatori di web non potevano mancare i poeti.

Negli ultimi trentanni più e più volte si è declamata la morte della poesia eppure sempre e in continuo si scrivono e si pubblicano poesie. Perché?  Per chi si scrive, sono importanti, a chi servono: questi sono gli interrogativi.

Non siamo sicuri di poter rispondere a queste domande ma vorremmo provare a dare una possibile risposta, una possibile soluzione.

Poi, come sempre tutte le strade sono aperte e soprattutto non esiste una sola strada alla soluzione del problema.

Ecco alcune idee.

Il poeta non separa la sua vita dalla sua opera, insomma è tutto uno con se stesso, così le sue poesie sono il suo pensiero, scrivere diventa una esigenza individuale, sfatiamo un primo mito: si incomincia a scrivere per se stessi in una cristallizzazione dei propri pensieri.

Solo successivamente si interseca il proprio scritto con quello degli altri in un sistema complesso di comparazione.

Sistema che alla lunga non porta a grandissimi risultati anche perché una poesia melensa può suscitarci forti emozioni, mentre la contrario una prolissa e cattedratica ci può risultare indigesta e arida.

Io protendo per una visione più semplice: si scrive per comprendere, si scrive per comprendersi.

Attenzione non per una vita migliore ma per un ridefinizione del proprio essere con parole: le parole sono  la più alta espressione che luomo può concepire. Non dico che ci si riesce tutti ma provare è quasi obbligatorio.

Anche perché in un contesto più ampio il poeta crea significato senza comprendere completamente il significato che ha creato.

La poesia incoraggia il riconoscimento dellirrealtà.

Abbiamo bisogno di leggere le poesie? Non sempre, ma abbiamo bisogno di sapere che esistono che ci possono emozionare che sono state create, che possiamo trovare un libro di poesie.

Praticamente da soluzione individuale diventa sociale nel momento in cui ci si identifica. Alla luce di tutto ciò lunga vita alla poesia. Ah, un consiglio, scrivete poesie!!!


nunziodigitale


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Passato, presente futuro

lucia

Il futuro


Spesso ascolto grandi luminari della scienza. Sia per diletto che per studio.

Non sempre riesco a capire tutto perchè oggi la scienza è alquanto settoriale, molto parcellizzata, iperspecializzata.

Quello che ho notato non è stata la bravura nellarte della retorica dei personaggi più o meno illustri, della cadenza e tutte quelle diavolerie di cui soprattuto noi italiani siamo maestri e fini concettisti, o gli abbellimenti e gli orpelli che inseriamo nel discorso, ma soprattutto il tempo dei discorsi: vi sono illustri che parlano esclusivamente al passato e che spiegano tutto al passato, vi sono persone che osano di più parlano o del presente o addirittura del futuro.

Non sto dicendo che è negativo parlare del passato ma intravedo una forma di chiusura verso il mondo,di profezia quasi di discorso di sottofondo nel quale si accenta soprattutto il tema questa è la via maestra.

Iin altri noto una funzione di tempo diversa alcuni parlano solo al futuro un giorno farò………. .

Anche li è difficile avere le idee chiare ma vedo una ventata di fresco, la voglia di mettersi in gioco di costruire qualcosa.

Forse (ma non ho certezze) meglio vivere nel presente e pensare al futuro avendo però le spalle ben coperte dalla preparazione e dalla voglia di vivere…..altronde Obama docet: il suo sogno è diventato realtà.

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poesia:Non seguir la mia vita

diana

Domenica 9 novembre nellaula consiliare del comune di Vallo della Lucania, ex convento dei domenicani si è tenuta una serata in onore della professoressa Diana Di Paola Salerno, scrittrice, poetessa, donna di alta cultura, e ispiratrice di salotti culturali nel Cilento. La signora Salerno ha insegnato negli anni cinquanta nelle scuole del Cilento. Ella ha formato la classe dirigente cilentana attuale, inoltre ha aiutato le persone con propensioni artistiche a valorizzare la creatività e le proprie inclinazioni, filantropa da sempre ha aiutato i giovani e le persone che uscite dalla seconda guerra mondiale avevano bisogno di necessità primarie per sopravvivere. Ha scritto delle poesie che sono state raccolte in un volumetto curato dal poeta Omar Pirrera e stampato dalla libreria Castellano editrice dal titolo polemico Non seguir la mia via.

Il volumetto è stato presentato nella serata di domenica, con declamazioni di brani poetici dellartista da parte di lettori di eccezione come lattore teatrale Franco Formisano e la professoressa Luciana Schiavo con la presentazione dellavvocato de Hippolytis ed il commento del professore Antonio Lagloria seguita da un revival di canzoni cilentane scritte e cantate dal dottore Aniello De Vita, professionista che ha conosciuto in prima persona la professoressa Salerno essendo stato suo alunno nellistituto scolastico delle medie inferiori negli anni cinquanta.


Interessante il titolo della raccolta non seguir la mia via invito a non seguire la vita del poeta fatta di solitudine ed emozioni. Occorrerebbe domandarsi se luomo del XXI secolo ha bisogno ancora di emozioni, di poesia e che tipo di emozioni ha bisogno. Sono convinto che luomo contemporaneo ha bisogno ancora di più di emozioni forti e vivi. La serata in onore della poetessa Dina Di Paolo Salerno ne è la prova.

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Cilentani doc

giuseppe de vita

Cilentani doc


Per la serie cilentani doc ovvero persone nate o cresciute nel Cilento che con le loro opere donano lustro alla Terra al di là dellAlento, segnaliamo un poeta che scrive in dialetto Cilentano: Giuseppe De Vita.. .

Nato nel Cilento attualmente è un alto funzionario della regione Basilicata e ricercatore presso luniversità di agraria.

Ha pubblicato:

* "…cche ssì Ciliento mia!" – Edizioni del Cilento – Moio della Civitella (SA) – 1998;

* "Orla mari" – Edizioni del Cilento – Moio della Civitella (SA) – 2000..


Frequentemente segnalato per la sua attività poetica ha vinto:

* primo premio "Città di Bitonto – anno 2002" – III concorso nazionale di poesia dialettale;

  • primo premio "Castagna doro – Città di Roccamonfina – anno 2002" – Concorso poesia dialettale.

Per visitare il suo sito e godere delle sue meravigliose strofe questa è la via

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