L’olivo pisciottano

DSCN0420

p { margin-bottom: 0.21cm; }

Pisciotta si coltiva un tipo di oliva unico proveniente da lasciti dei  greci antichi.

Sto parlando dell’olivo, pianta che, ancor più della vite e del grano, scandisce la storia dei popoli gravitanti nell’area del Mediterraneo, dal momento che esso, molto prima di veder riconosciuta la sua importanza come indispensabile fonte di nutrimento, era considerato simbolo di pace, di trionfo, elemento di spicco in cerimonie religiose e pubbliche, medicamento dalle molteplici applicazioni.

Il Cilento si presentò, allora, come il luogo ideale per lo sviluppo di questa pianta che nel tempo si è differenziata in numerose varietà, diffusesi poi in tutta la Campania.

IMG_0085

A Pisciotta scopro una di queste varietà, vale a dire gli alberi che danno origine all’oliva detta Pisciottana, unico tipo di oliva presente sul territorio del comune.

 

Il paese compreso nel versante marino del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, riassume le caratteristiche tipiche di molti paesi del Cilento, costituiti da due agglomerati nettamente distinti: un borgo arroccato su di un colle e un villaggio, Marina di Pisciotta, costruito sulla costa attorno ad un piccolo porto che si protende verso il mare. In questo piccolo comune di circa 4.000 abitanti si coltiva una varietà davvero unica di olivo, la cui principale caratteristica, oltre all’alta resistenza alla siccità è rappresentata dalla incredibile longevità: molti degli ulivi presenti in zona sono, infatti, ultra-secolari.

Le piante sono molto vigorose e presentano una chioma molto folta, si caratterizzano, inoltre, per la buona produttività. I frutti, raccolti ancora a mano, e utilizzati per la produzione dell’olio locale, dal sapore armonico e lievemente fruttato, oltre che nella produzione dell’Olio Extravergine di Oliva Cilento DOP sono di colore variabile dal verde al violaceo nero, presentano una forma allungata e leggermente asimmetrica e sono di piccola dimensione (inferiore a 2 g). Le olive vengono, inoltre, ancora oggi preparate sott’olio secondo un’antica ricetta, dalla lavorazione molto elaborata e dagli ingredienti molto particolari. Le olive verdi vengono raccolte, lavate con acqua abbondante e depositate in una bacinella, nella quale si aggiungono calce in polvere e cenere; bisogna, poi, ricoprire il tutto con abbondante acqua.

La bacinella deve riposare così per 48 ore, fino a quando il tutto viene scolato e lavato; il passaggio successivo consiste nel lasciare macerare per 24 ore le olive in un recipiente di argilla con sale ed alloro, dopodiché le olive vengono scolate ed adagiate su una spianatoia di legno o di pietra e schiacciate con un matterello di legno, in modo tale che anche i noccioli vengano via. Una volta schiacciate, le olive, raccolte e sistemate in un contenitore di vetro, vanno pressate con le mani, condite con peperoncino piccante ed altri aromi e ricoperte di olio extravergine di oliva. Un piatto sfizioso e salutare che racchiude in sé l’antico sapore della Grecia.

<!–

<rdf:Description rdf:about=”http://nunziodigitale.splinder.com/post/23686206&#8243;
dc:identifier=”http://nunziodigitale.splinder.com/post/23686206&#8243;
dc:title=”Lolivo pisciottano”
dc:subject=”antropologia, cilento, pisciotta, cultura contadina, cilentani, parco cilento, cilentanit?, scienza del buon vivere, olio doliva cilentano, agricoltura cilento, promozione territorio parco cile”
trackback:ping=”http://www.splinder.com/trackback/23686206&#8243; />

–>

premiato l’olio del Cilento

iniziale

L’VIII edizione del Premio Sirena d’Oro si conferma e consolida la propria immagine di manifestazione seria dedicata al prodotto italiano di qualità certificata, il prodotto DOP. È così che l’unico concorso nazionale dedicato agli oli a Denominazione di Origine Protetta promosso dall’Assessorato all’Agricoltura e alle Attività produttive della Regione Campania e dalla Città di Sorrento con la partecipazione di Associazione Nazionale Città dell’Olio, Oleum, Federdop e Ice si avvia verso la conclusione.

Numerosi gli appuntamenti culturali e d’intrattenimento che dal 26 al 28 febbraio hanno animato la Città di Sorrento, dal concerto di apertura del Winter Festival agli interventi tecnici dell’incontro “Come aiutare il consumatore a riconoscere l’Olio DOP” tenutosi presso l’Hilton Sorrento Palace moderato da Luigi Milano Responsabile Sportello Premio “Sirena d’Oro di Sorrento”.


Dalle parole dei molti esperti che hanno raggiunto Sorrento da tutta Italia, medici, nutrizionisti, l’architetto in geo-biologia e medicina dell’habitat Graziana Santamaria, è infatti emersa la reale necessità di comunicare al consumatore quali sono gli elementi positivi sulla salute legati all’extravergine DOP,


“Il bilancio di questa VIII edizione – affermano gli organizzatori del Sirena – è positivo e vediamo come da una parte è stata premiata la continuità con l’affermazione di aziende vincitrici per più anni consecutivi, a testimonianza che la qualità non è una variabile ma è fortemente radicata e consolidata. Dall’altra si sono affacciate al premio new entry con produttori giovani da poco entrati nel settore dell’olio, che facendo tesoro delle secolari esperienze di questo mondo ne hanno raccolto gli insegnamenti rendendosi conto che la qualità è un elemento imprescindibile. Quindi, concludono gli organizzatori, il Sirena d’Oro si conferma come un premio ambito tra i produttori di qualità e sfoggiato come fosse un Oscar, come un concorso sugli Oli Dop che stimola alla produzione di qualità, un momento di confronto tra più soggetti e di programmazione per la promozione degli Oli DOP.”

 

 

 


informazioni


maggiori informazioni



per il Cilento le premiazioni sono stati:
vincitori

<!–

<rdf:Description rdf:about=”http://nunziodigitale.splinder.com/post/22342219&#8243;
dc:identifier=”http://nunziodigitale.splinder.com/post/22342219&#8243;
dc:title=”premiato lolio del Cilento”
dc:subject=”ambiente, blogsfera, biodiversit?, dieta mediterranea, cultura contadina, cilentani, saper vivere, borsa verde, scienza del buon vivere, olio doliva cilentano, agricoltura cilento, blog cilentano, futuro cilentano, promozione territorio parco cile, cucina cilentana”
trackback:ping=”http://www.splinder.com/trackback/22342219&#8243; />

–>

Locale storico del Cilento: la chioccia doro

dsc_7408

Si chiama Positano, è il titolare del locale tradizionale e storico deccellenza dellinterno del Cilento, la Chioccia Doro, non siamo in costiera amalfitana, ma qui la bellezza è straordinaria comunque e se trovi un posto deccellenza dove stare bene.

Giovanni Positano e la chioccia doro, si vede che nome, dalla bellezza della costa d Amalfi, a quella del Cilento interno, lingresso del ristorante, posto sulla strada che porta allo storico e noto santuario della Vergine del Gelbison, cè la spiegazione, vergata dallantico parroco di Novi Velia, il veneto don Carlo Zennaro, che riporta la leggenda della Chioccia dOro. «Ciò è dovuto al fatto che dallaltra parte della strada, cè un enorme masso di pietra arenaria, a petra re correnti. Narra il racconto che in una fessura della pietra ci fosse una gallina con i pulcini doro».

C7P Chioccia di Teodolinda

È la leggenda di Teodolinda, regina dei Longobardi. Nel loro tesoro cè un piatto con la chioccia e i pulcini sbalzati in oro e argento, in quello di Giovanni Positano, patron della "Chioccia dOro", dal primo al tredici di agosto, tutte le sere, ci sarà lesaltazione della cucina tipica Cilentana. È fatta di elementi semplici e locali che, con una giusta e sapiente elaborazione, vengono a divenire indimenticabili momenti di gioia per il palato.


Capicollo e mozzarella re mortella, cavatielli al ragù cilentano, braciola nel ragù e patate arreganate, anguria, cannoli cilentani alla crema e, naturalmente, ottimo vino locale. Elementi genuini per celebrare la festa dei trentanni di attività di un cuoco e ristoratore che, partendo dagli elementi base della cucina contadina, è diventato ambasciatore della tradizione del Cilento in tutta Italia. Sfruttando il suo amore per la musica, Giovanni ha invitato nella sua terra numerosi artisti, gli stessi che annualmente incontra al Festival di Sanremo. Appena entrati nel locale, infatti, basta guardare alla parete e trovare centinaia di foto che, da Al Bano a Giorgia alla Mannoia, posano con lo chef Giovanni.


Continua

maggiori informazioni

<!–

<rdf:Description rdf:about="http://nunziodigitale.splinder.com/post/21076109&quot;
dc:identifier="http://nunziodigitale.splinder.com/post/21076109&quot;
dc:title="Locale storico del Cilento: la chioccia doro”
dc:subject=”cilento, cultura contadina, parco cilento, artista cilentano, novi velia, cilentanit?, scienza del buon vivere, blog cilentano, cucina cilentana, economia – articoli”
trackback:ping=”http://www.splinder.com/trackback/21076109&#8243; />

–>

Cilento, una terra da modernizzare

DSCN1593

Ad un anno di distanza dalla sua pubblicazione propongo la lettura di questo articolo.

Cilento, una terra da modernizzare


A parità di giorni e di spettacoli, quest anno il Ravello Festival ha incrementato del 15 per cento le presenze di spettatori e del 52 per cento gli incassi. Ciò significa che, quando si costruisce un "sistema" turistico fatto di mare, mostre, concerti, buoni alberghi, cucina genuina e accoglienza raffinata, non c è monnezza che tenga. M a soprattutto significa che una regione polifonica come la Campania non può svilupparsi se non investe energie economiche e organizzative sulla provincia che, rispetto a Napoli, possiede le maggiori riserve ancora inesplorate di natura e di cultura. Il Cilento ne offre l esempio più eloquente. 270 mila abitanti distribuiti in una ottantina di Comuni a sud di Salerno, 22 dei quali hanno meno di mille abitanti. Una fitta rete di piccoli centri equamente distribuiti tra mare, collina e montagna, quasi a formare altrettanti quartieri di una cittadina ideale, immersa nel verde dei boschi che coprono il 22 per cento dell intera superficie. Qui, a Velia, Parmenide e Zenone esplorarono l essenza dell umana avventura. Qui, a Vatolla, Gian Battista Vico disegnò i corsi e i ricorsi della storia. Qui, a Paestum, Goethe si commosse davanti ai templi insuperati. Dunque, nella nostra società postindustriale, dove l emozione, l estetica, la qualità della vita emergono di giorno in giorno come valori dominanti e dove natura e cultura sono convocati per sviluppare l economia attraverso il turismo, nulla mancherebbe al Cilento per essere un miraggio afferrabile, un luogo di appagamento felice. Invece la popolazione diminuisce: emigrano soprattutto i giovani diplomati e laureati, che, dopo avere assorbito per venti anni le energie familiari, se ne vanno ad arricchire le già ricche regioni del Nord. Qui molto più che nel resto d Italia l economia è ancora legata all agricoltura e alla pesca, che insieme trattengono il 17 per cento della popolazione attiva. L industria occupa il 24 per cento dei lavoratori, ma si tratta di piccole imprese, in buona parte edili. Il resto opera in un terziario frammentato e senza slancio. Tra il cittadino e lo Stato, l unica istituzione radicata nella cultura consolidata del Cilento è la famiglia, ancora affettivamente indissolubile (i divorziati sono meno dell 1 per cento) ma già demograficamente modernizzata (il 70 per cento dei nuclei familiari è senza figli o ha un figlio soltanto). In mezzo, tra cittadino e Stato, vi è una mousse politica prevalentemente screditata, unita e divisa da interessi contingenti, sradicata da qualunque ideologia, senza piani precisi per il futuro. Questa mousse ha sperperato gli aiuti pubblici impiegandoli in imprese insensate; ha devastato il territorio con una speculazione demenziale, parimenti efferata nei centri costieri e in quelli interni; ha assicurato al Cilento un reddito pari alla metà di quello veneto; ha creato un patrimonio edilizio fatto per il 36 per cento di case vuote; ha desertificato un paesaggio collinare che copre con le sue imprevedibili bellezze il 67 per cento dell intero territorio; ha invaso le zone balneari con un turismo massificato che riesce a saturare i posti letto solo per il 26 per cento. Contro questa situazione aberrante, creata da operatori famelici e ignoranti, tanto guardinghi quanto aggressivi, lotta disperatamente un popolo modernizzatore fatto di giovani meritevoli e tuttavia disoccupati, di preti impegnati e tuttavia rimasti senza gregge, di donne battagliere e tuttavia esasperate da un maschismo arcaico, di genitori tenerissimi e tuttavia abbandonati dai figli emigrati, di intellettuali coltissimi e tuttavia condannati a vivere in una palude di ignoranza parimenti alimentata dall ottusità conservatrice e dalla stupidità mediatica.è dunque persa ogni battaglia di modernizzazione? Tutt altro! Il Cilento rappresenta l area campana con il maggiore potenziale di sviluppo. Le sue coste, benché mortificate dalla speculazione rapace, riservano ancora tesori di bellezze incontaminate, disponibili per un turismo di alta qualità. Il suo associazionismo culturale mette a disposizione del territorio una "università invisibile" che fa del Cilento l area più intellettualizzata della regione. La sua rete di imprenditori e di professionisti, esasperata dal prezzo finora pagato al clientelismo miope, è impaziente di novità e di trasparenza. Tutto è pronto, dunque, per un salto del Cilento dal torpore rurale allo sviluppo postindustriale. – DOMENICO DE MASI


fonte: Repubblica — 29 luglio 2008 pagina 1 sezione: NAPOLI

<!–

–>

Massicelle: festival del gioco e del giocattolo

gioco

   

In programma dal 21 al 24 maggio a Massicelle di Montano Antilia, per il quarto anno consecutivo, la magia del Festival Internazionale del Gioco e Giocattolo di Tradizione.


Centinaia di bambini si riverseranno nel piccolissimo centro del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano per rispolverare e ricostruire insieme i giochi di una volta. I giovani protagonisti si sfideranno a suon di “Furrianughe”, “Sciuttapanni” e “Carruzzella”, pronti a rispolverare la gioia de “I quattro cantoni”, a svelare le istruzioni de “la Ruzzola” e a spiegare il mistero de “Lë Schers Del Ghëub”. Questi sono solo alcuni dei “divertimenti” che, dopo un’attenta e lunga selezione, la commissione esaminatrice ha deciso di ammettere alla competizione legata al Festival ed indetta per le Scuole Primarie e Secondarie.

Come nasce la manifestazione

Nel Gennaio 2007 è stata fondata lassociazione "Lo Strummolo" ad opera di Enti Pubblici (Comune di Montano Antilia e Comunità Montana Lambro e Mingardo) ed associazioni locali, allo scopo di creare una struttura agile adatta a gestire il Concorso, il Festival e programmi di promozione territoriale ad essi collegati.
Ma tutto è iniziato qualche anno prima…
Nel 1993, quando prese forma il Museo del Giocattolo Povero di Massicelle da un progetto dellIstituto Comprensivo di Montano Antilia, che si era espresso nellorganizzazione di una ricerca storica sulla vita delle passate generazioni: come si vestivano, come si alimentavano e soprattutto come occupavano il proprio tempo libero. Il progetto si è svolto sotto la guida delle maestre della scuola elementare di Massicelle, in particolare delle insegnanti Santina Luongo, Amalia Merola, Angelina Serra e con il contributo della psicopedagoga Claudia Perlmuter.

Continua

<!–

–>

Diga dellAlento: visita gratuita degli impianti

alento


Maggiori informazioni

http://www.sicfiumealento.it/

Ne abbiamo già parlato

qui

qui


<!–

<rdf:Description rdf:about="http://nunziodigitale.splinder.com/post/20545769&quot;
dc:identifier="http://nunziodigitale.splinder.com/post/20545769&quot;
dc:title="Diga dellAlento: visita gratuita degli impianti”
dc:subject=”ambiente, parco, cilento, giornata particolare, cilentani, parco cilento, cilentanit?, scienza del buon vivere, blog cilentano”
trackback:ping=”http://www.splinder.com/trackback/20545769&#8243; />

–>