scuola medica salernitana

printLa più famosa delle "medichesse" medievali, prima donna ginecologa della storia, Trotula, o Trota De Ruggiero, nacque a Salerno, prima donna della storia laureata presso la scuola medica salernitana

Rinasce la scuola medica salernitana, chiusa con il decreto del 19 novembre 1811 firmato del re di Napoli Gioacchino Murat. La legge ottocentesca intendeva riconoscere solo alla prestigiosa Università di Napoli la facoltà di emettere diplomi di laurea in medicina. Ora con la firma odierna del protocollo d’intesa per la costituzione dell’Azienda Ospedaliera integrata con l’Università San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, Salerno avrà di nuovo la sua scuola di medicina. L’intesa è stata sottoscritta dal presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, dal rettore dell’Università degli Studi di Salerno Raimondo Pasquino e dal direttore generale dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona Attilio Antonio Montano Bianchi.


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Recensione libri: enakapata

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qui la recensione

Cosa ha spinto un uomo napoletano, un sociologo a lasciare per un mese il suo lavoro, le sue abitudini i suoi affetti più cari per trasferirsi in Giappone ad intervistare, a scoprire, ad annusare condividere e integrarsi in un mondo completamente diverso dal suo?


La soluzione, a questa domanda, in questo libro Enakapata, scritto da Vincenzo e Luca Moretti, padre e figlio Già ma cosa vuol dire enakapata e perché? Enakapata è un verso nippo napoletano inventato dagli autori, che vuol dire è una capocciata, una cosa da urlo, uno sballo qualcosa di diverso dall’ordinario, qualcosa che ti fa capire quello che avevi sotto il naso ma non avevi mai riflettuto.


Ne esce fuori un diario, il racconto di una vita, un grido di dolore, un grido di conforto e di smarrimento e di ritrovamento, quasi un urlo di speranza verso il futuro.


Ho intravisto un doppio livello di lettura in questo libro: il primo come fanno gli scienziati a scoprire l’imponderabile, il secondo livello è solo vivendo intensamente che possiamo realizzarci

Il professore Vincenzo Moretti ci rassicura e ci tranquillizza Tutto funziona per genio e per caso.

L’importante è capire, dare un senso ad un insieme di flussi che ci travolgono, ci invadono ci sfiorano, ci arricchiscono.

Un po come vivere in un ambiente straniero ostile e completamente diverso dal nostro e dare un senso a ciò.


Il libro ci indica due vie la prima razionale la seconda ancora da studiare: imparare linglese e scoprire che non di grandissima utilità per la vita quotidiana giapponese, la seconda aiutarsi con il genius napoletano, il tutto condito con un metodo di lavoro straordinario: 17 ore filate di lavoro come un vero giapponese.

Tutto ciò si scopre leggendo Enakapata, storie di strada e di scienza da Secondigliano a Tokyo.

Alla fine del libro due domande:

la prima: che tipo di diario poteva scrivere un ipotetico scienziato giapponese in missione in un centro di ricerca napoletano.

La seconda: Paghiamo per dieci anni una ventina di alte teste giapponesi pensanti e mettiamoli al servizio della ricerca italiana ne uscirà qualcosa di diverso oppure no?


Maggiori informarzioni

 

 


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Le scuole visitano la diga dellAlento

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Oltre 50 scuole italiane visiteranno nel 2009 la diga e loasi dellAlento, nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Le migliaia di studenti, provenienti da tutta Italia, parteciperanno al progetto Lambiente a scuola, corsi di educazione ambientale, laboratori di scienze naturali e visite guidate agli impianti idraulici della diga e delloasi del fiume Alento, che attraversa una decina di Comuni dellentroterra cilentano. fonte

Maggiori informazioni

Per le scuole consultare anche questo sito

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Agropoli: MARINANO LA SCUOLA E VINCONO 10MILA EURO AL GRATTA E VINCI

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 Marinano la scuola e vincono 10mila euro al gratta e vinci. E accaduto ad Agropoli, Comune del salernitano. Due studenti, entrambi diciassettenni, residenti a Perdifumo, piccolo centro del Cilento, alle 10.30 avrebbero dovuto sedere sui banchi di scuola; invece, insieme con altri compagni di classe, i due (non un solo studente, come si era appreso in un primo momento) si sono recati nella tabaccheria del signor Francesco Calabrese e hanno acquistato un biglietto del concorso Gratta e vinci Il miliardario, del costo di cinque euro.

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NEL CILENTO UNA SCUOLA APERTA ALLE CULTURE DI TUTTO IL MONDO

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Nel Cilento una scuola aperta alle culture di tutto il mondo. E’ questo l’obiettivo del progetto realizzato dai docenti dell’Istituto scolastico omnicomprensivo di Laurino e presentato agli studenti e alle istituzioni locali ieri mattina nel corso di una conferenza. Si tratta di un corso di formazione istituito nell’ambito dei fondi strutturali Pon denominato “l’italiano per tutti”. Il corso, coordinato dalla professoressa Battistina Longo è stato rivolto al personale docente di ogni ordine e grado e ha visto coinvolti esperti di livello nazionale ed internazionale. Tra questi spuntano i nomi di don Guglielmo Manna, intellettuale di notevole spessore culturale, la professore Giusi Rinaldi, esperta in didattica applicata e don Remigio Bellizio, vice rettore dell’Università del Vaticano. Tutti hanno arricchito con le loro competenze il bagaglio culturale degli studenti di Laurino, sia dal punto di vista filosofico-pedagogico, sia dal punto di vista metodologico didattico. Dunque l’insegnamento dell’italiano inquadrato in un’ottica dell’intercultura della mondialità, dell’incontro tra culture e religioni diverse. Ha aperto i lavori direttamente il preside dell’Istituto Comprensivo di Laurino Gennaro Di Marco. Durante il convegno moderato dal professore Alfonso Marino si è parlato a lungo di scuola, territorio e intercultura. I relatori hanno analizzato il modo in cui i docenti si pongono nella pratica scolastica quotidiana di fronte a questione di integrazione di alunni provenienti da contesti culturali diversi. Obiettivo del progetto è proprio quello di stimolare i docenti e gli alunni a concepire una scuola come laboratorio di intercultura dove è possibile favorire l’incontro tra identità culturali diverse.

Maggiori notizie

fonte (Vincenzo Rubano)

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«Sacrifici e tanta passione» La ricetta di Maria Teresa Carlone

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Sacrifici e tanta passione» La ricetta di Maria Teresa Carlone

Vallo della Lucania. Si chiama "Ecodanza" il centro professionale, diretto brillantemente da Maria Teresa Carlone, sito a Vallo della Lucania. Vero prestigio della cittadina cilentana, la scuola è nata per passione e dai sogni, molti dei quali diventati realtà, di una giovane ballerina, che partendo dai suoi studi affidati all’esperienza e talento della prima danzatrice del teatro San Carlo di Napoli, Pina Testa, ha poi meritato successo e prosieguo nell’attività formativa. • Oggi "Ecodanza" conta molti iscritti, ma non solo tra le attività tradizionalmente riconosciute nel percorso che porta al balletto. Tra i corsi infatti spiccano pilates, yoga e bioenergetica. Accanto viaggiano lezioni di danza classica – repertorio, passo a due, storia della danza, modern – jazz, contemporaneo, hip – hop, oltre a corsi di gioco – danza, propedeutica.

Il lavoro dunque che la direttrice artistica Maria Teresa Carlone ha scelto di seguire con i suoi ragazzi, è vasto e variegato, rivolto ad ogni età e stile di danza, senza per questo smarrire i pilastri che immancabilmente sorreggono un corretto lavoro: professionalità e alta formazione. Partendo da esperienze personali, come quella vissuta a Firenze all’etá di diciotto anni per perfezionare la tecnica presso il "Centro Studi Danza, Scuola del Balletto di Toscana", sotto la guida di Barbara Baer, Lilia Bertelli, Cristina Bozzolini del teatro comunale della stessa città, Maria Teresa ha imparato che aprire le proprie conoscenze a scambi culturali e confronti con l’infinito mondo del palcoscenico, è elemento sicuro per far crescere le proprie classi. • E quindi il centro organizza stage in sede con Vincenzo Capezzuto e Lisa Martini, solisti di Aterballetto a Reggio Emilia, Lorella Rapisarda, coreografa di danza contemporanea, dal metodo Laban/Bartenieff di New York, che svolge seminari di tecnica ed improvvisazione, Sonia Nifosi, Vincenzo Canzonieri del Conservatorio Coreutico di Roma. Uno staff che piacevolmente integra il lavoro quotidiano della direttrice stessa e di Alessandra Castellano e Rita Ranauro. Per "Ecodanza" non mancano, è evidente, gli incontri con il pubblico, rassegne e spettacoli, spesso elementi di motivazione ulteriore per gli allievi. • La particolare capacitá coreografica di Maria Teresa Carlone, ha sempre reso merito agli spettacoli realizzati dalla scuola di Vallo della Lucania, capaci di attrarre un pubblico sempre folto. (Giuliana Giannattasio)

fonte: Città di Salerno


"Un pensiero fisso, una passione cresciuta nel tempo". E’ così, signora Maria Teresa Carlone che parla della danza, ma quanto le è costato? • Sono stata molto ostacolata durante il percorso, eppure ho saputo affrontare ogni cosa con spirito di sacrificio e le mie sole forze, con il desiderio insormontabile di riuscire a liberare l’anima all’unisono col corpo, fino a diventare e restare una vera, sentita scelta di vita. Con questo stesso spirito ho cominciato ad insegnare, nel ’92 . Lavoriamo con rigida professionalità, anche se ben sappiamo che non tutti gli allievi vorranno essere dei danzatori per mestiere. Ma mi sento in dovere, nei confronti dell’arte della danza, di proporre i programmi accademici completi a tutti, futuri ballerini e non. Ho un’attenzione particolare sulla salute psico – fisica e muscolo scheletrica di bambini ed adulti. Se si sta bene con il corpo e la mente, si può affrontare qualsiasi problema e difficoltà tecnica nel corso degli anni di studio. •

Com’è proseguito il suo percorso di formazione dopo la scuola di Pina Testa? • Ho continuato a studiare con insegnanti abilitati presso l’Accademia Nazionale di Roma e partecipato a diverse rassegne come "Danza Primavera" presso il Teatro di Grassina, curato da Maria Grazia Nicosia. Nel tempo mi sono sempre più avvicinata alla danza moderna, studiando all’Imago con Emanuela Salvini, Susan Sentler (tecnica Graham), Simona Bucci (tecnica Nikolais) e altri maestri di chiara fama, ospiti del centro di danza contemporanea. •

Quali sono stati i momenti di svolta della sua carriera? • Un momento importante è stato quando ho vinto una borsa di studio presso la scuola di Renato Greco a Roma. Di lì numerosi stages di danza contemporanea con Larrio Ekson, Richard Haisma, Paolo Mereu, Bruno Collinet, Renata Calichaeska, Alessandra Sini, Michele Pogliani, Monica Francia. Quindi ho studiato a New York presso la Martha Graham School of Contemporary Dance e presso la scuola di Erik Hawkins. Poi nel 1992 ho fondato "Ecodanza" dedicandomi all’insegnamento e realizzando, inoltre, numerosi lavori coreografici. Sono iscritta all’Associazione Insegnanti Danza e all’albo insegnanti della Lega Danza U.I.S.P. Ho conseguito l’abilitazione all’insegnamento, ultimando i corsi di formazione con i maestri Alain Asti, Gabriella Stazio, Mario Piazza, Sofia Nifosi, Claudio Malangone con il quale ho realizzato diverse coreografie e video. Seguo aggiornamenti per l’insegnamento presso la Scala di Milano ed Aterballetto. Non ci si ferma mai

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dove si trova

Il "Centro Professionale Ecodanza", diretto da Maria Teresa Carlone, si trova in via San Crescenzo,1315 a Vallo della Lucania. Ai suoi iscritti la scuola propone corsi di gioco – danza, propedeutica, danza classica – repertorio, passo a due, storia della danza, modern – jazz, contemporaneo, hip – hop, yoga, pilates (ginnastica posturale) e bioenergetica. Inoltre il centro organizza stage in sede con Vincenzo Capezzuto e Lisa Martini, solisti di Aterballetto a Reggio Emilia ed esami finali. Tra i maestri ospiti: Lorella Rapisarda; Sonia Nifosi, Vincenzo Canzonieri. I docenti abituali della scuola sono Maria Teresa Carlone, Alessandra Castellano, Rita Ranauro e il posturologo Giuseppe Torres. Info: 09742111 e 3383028165 –www.ecodanza.net.

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Evasione scolastica nel Cilento

evasione scolastica nel Cilento

Dieci anni. Capelli incolti e mani da contadino. Luigi dovrebbe frequentare la quinta elementare, ma scrive a fatica e legge come un bambino di prima. Luigi, però sa tutto sullolio e su, come si raccolgono le olive. Il nome non è vero, ma la storia si. Per lui è normale alzarsi la mattina all alba e andare con il padre e lo zio in campagna, sul furgoncino verde della sua famiglia. Tornare al tramonto, vedere un po di tv e andare a letto. Questa è la sua vita. A settembre per la vendemmia, a novembre per la raccolta delle olive. «E poi ci sarà sempre qualche altra cosa da fare» sospira il capitano Daniele Campa. Sono stati proprio i più stretti collaboratori del capitano  ad intercettare Luigi nei campi ed altri suoi coetanei che aiutavano i genitori in piccole attività commerciali. Tutti studenti sulla carta e lavoratori nella vita

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nella terra dei Tristi Figuri può succedere anche questo!!!

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