Nella Terra di nessuno…… si può vivere in più comuni

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Ne succedono sempre molte di avventure nella Terra di Nessuno.

Eccovi un piccolo assaggio di come si vive nella terra dei Tristi Figuri famiglia vive in una casa dislocata in ….. tre comuni


“La barba la fa nel comune di Salento, mentre dorme nel comune di Casal Velino. Eppure non esce di casa, passa solo da una stanza allaltra. Si chiama Franco Trama e da anni la sua abitazione è lemblema dei confini comunali che dividono in tre Vallo Scalo. Cinquecento abitanti circa, case, piazze e lampioni della luce che appartengono a tre municipalità diverse: Casal Velino, Castelnuovo Cilento e Salento. Continua

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Cilento, una terra da modernizzare

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Ad un anno di distanza dalla sua pubblicazione propongo la lettura di questo articolo.

Cilento, una terra da modernizzare


A parità di giorni e di spettacoli, quest anno il Ravello Festival ha incrementato del 15 per cento le presenze di spettatori e del 52 per cento gli incassi. Ciò significa che, quando si costruisce un "sistema" turistico fatto di mare, mostre, concerti, buoni alberghi, cucina genuina e accoglienza raffinata, non c è monnezza che tenga. M a soprattutto significa che una regione polifonica come la Campania non può svilupparsi se non investe energie economiche e organizzative sulla provincia che, rispetto a Napoli, possiede le maggiori riserve ancora inesplorate di natura e di cultura. Il Cilento ne offre l esempio più eloquente. 270 mila abitanti distribuiti in una ottantina di Comuni a sud di Salerno, 22 dei quali hanno meno di mille abitanti. Una fitta rete di piccoli centri equamente distribuiti tra mare, collina e montagna, quasi a formare altrettanti quartieri di una cittadina ideale, immersa nel verde dei boschi che coprono il 22 per cento dell intera superficie. Qui, a Velia, Parmenide e Zenone esplorarono l essenza dell umana avventura. Qui, a Vatolla, Gian Battista Vico disegnò i corsi e i ricorsi della storia. Qui, a Paestum, Goethe si commosse davanti ai templi insuperati. Dunque, nella nostra società postindustriale, dove l emozione, l estetica, la qualità della vita emergono di giorno in giorno come valori dominanti e dove natura e cultura sono convocati per sviluppare l economia attraverso il turismo, nulla mancherebbe al Cilento per essere un miraggio afferrabile, un luogo di appagamento felice. Invece la popolazione diminuisce: emigrano soprattutto i giovani diplomati e laureati, che, dopo avere assorbito per venti anni le energie familiari, se ne vanno ad arricchire le già ricche regioni del Nord. Qui molto più che nel resto d Italia l economia è ancora legata all agricoltura e alla pesca, che insieme trattengono il 17 per cento della popolazione attiva. L industria occupa il 24 per cento dei lavoratori, ma si tratta di piccole imprese, in buona parte edili. Il resto opera in un terziario frammentato e senza slancio. Tra il cittadino e lo Stato, l unica istituzione radicata nella cultura consolidata del Cilento è la famiglia, ancora affettivamente indissolubile (i divorziati sono meno dell 1 per cento) ma già demograficamente modernizzata (il 70 per cento dei nuclei familiari è senza figli o ha un figlio soltanto). In mezzo, tra cittadino e Stato, vi è una mousse politica prevalentemente screditata, unita e divisa da interessi contingenti, sradicata da qualunque ideologia, senza piani precisi per il futuro. Questa mousse ha sperperato gli aiuti pubblici impiegandoli in imprese insensate; ha devastato il territorio con una speculazione demenziale, parimenti efferata nei centri costieri e in quelli interni; ha assicurato al Cilento un reddito pari alla metà di quello veneto; ha creato un patrimonio edilizio fatto per il 36 per cento di case vuote; ha desertificato un paesaggio collinare che copre con le sue imprevedibili bellezze il 67 per cento dell intero territorio; ha invaso le zone balneari con un turismo massificato che riesce a saturare i posti letto solo per il 26 per cento. Contro questa situazione aberrante, creata da operatori famelici e ignoranti, tanto guardinghi quanto aggressivi, lotta disperatamente un popolo modernizzatore fatto di giovani meritevoli e tuttavia disoccupati, di preti impegnati e tuttavia rimasti senza gregge, di donne battagliere e tuttavia esasperate da un maschismo arcaico, di genitori tenerissimi e tuttavia abbandonati dai figli emigrati, di intellettuali coltissimi e tuttavia condannati a vivere in una palude di ignoranza parimenti alimentata dall ottusità conservatrice e dalla stupidità mediatica.è dunque persa ogni battaglia di modernizzazione? Tutt altro! Il Cilento rappresenta l area campana con il maggiore potenziale di sviluppo. Le sue coste, benché mortificate dalla speculazione rapace, riservano ancora tesori di bellezze incontaminate, disponibili per un turismo di alta qualità. Il suo associazionismo culturale mette a disposizione del territorio una "università invisibile" che fa del Cilento l area più intellettualizzata della regione. La sua rete di imprenditori e di professionisti, esasperata dal prezzo finora pagato al clientelismo miope, è impaziente di novità e di trasparenza. Tutto è pronto, dunque, per un salto del Cilento dal torpore rurale allo sviluppo postindustriale. – DOMENICO DE MASI


fonte: Repubblica — 29 luglio 2008 pagina 1 sezione: NAPOLI

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Tra blog, idee risorgimentali, stampe clandestine… e diritti conquistati

http://link.rai.it/x/vod/tgr/clip_neapolis/08dic/asx/200812031619-tgrd0pp-netstrike.asx

Durante il periodo cosiddetto risorgimentale italiano nacquero e si diffusero molti periodici che pubblicavano articoli sui concetti di libertà, democrazia, italianità sovranità autodeterminazione e che chiedevano a grande voce lunione dellItalia.

Soprattutto si scrivevano di diritti, di rivoluzioni di industrializzazione, di nazioni e oppressori. Nacquero le prime gazzette, volantini fogli scritti, nuclei di persone colte scrivevano e discutevano sulle rivoluzioni e sugli accadimenti del mondo europeo, sui fermenti che scuotevano lEuropa, il Nuovo Mondo.

Alcuni club che diffondevano idee allora considerate innovative oggi considerate normalissime: diritto di esporre il proprio pensiero, la libertà di insegnamento la libertà di domicilio, la segretezza della corrispondenza, il diritto di riunirsi .

Penso ad alcuni periodici come il Conciliatore, il Caffè, lIlluminatore, Minerva napoletana, Sentinella subalpina, Giovane Italia, Risorgimento, lIndicatore Genovese.

la caratteristica che li accomuna è che erano allepoca considerate clandestine ovvero opere che non potevano essere pubblicate perché mancavano le autorizzazioni necessarie.

Sono passati circa duecento anni da quei fogli considerati clandestini. Oggi i mezzi di comunicazione sono un pochino più sofisticati.

Tra questi ricordiamo i blog ovvero idee e diario messi in comunicazione nella rete. Cioè alla portati di tutti. Come tutte le cose umane in questa circolazione di idee, pensieri e cose della vita esiste tutto le scibile umano, formato da tonnellate di situazioni che possiamo catalogare grosso modo in cose che succedono in quanto viviamo e di relazioniamo con gli altri e cose di pensiero profondo , cose che abbiamo sentito o visto e che fino a qualche tempo fa erano considerate private e non pubblicabile o visibili.

Ora in tutto questo marasma circolano anche pensieri degni di nota e idee che altrimenti finirebbero per non circolare in modo veloce.

Ma una cosa è rimasta uguale in circa due secoli: la paura della circolazione delle idee. No non stiamo parlando di idee sovversive per lincolumità pubblica e la sicurezza dei cittadini e pericolose (Da condannare e perseguire legalmente sempre e comunque), stiamo parlando di idee da provare e confutare di opinioni di giudizi con il diritto di replica fatte tra persone civili (il bello del blog è che si può rispondere tramite un commento). Lunica cosa che non si dovrebbe invocare è la clandestinità o la promessa di rendere clandestino il dibattito.

La rete dovrebbe servire a ciò, o almeno potremmo provarci, e forse al suo interno ha già i suoi anticorpi: la capacità critica si acquisisce solo provando, solo con il confronto anche duro potremo migliorare e se tutto ciò non va bene ai governanti……. potranno dire la loro e ognuno potrà trarre le proprie conclusioni.



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Il Rotary Club di Vallo della Lucania ha organizzato ad Ascea il PRIMO SIMPOSIO PARMENIDEO

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Il Rotary Club di Vallo della Lucania ha organizzato ad Ascea il PRIMO SIMPOSIO PARMENIDEO

L’evento è stato organizzato dal club di Vallo della Lucania-Cilento del distretto 2100 Italia del Rotary International, in collaborazione con la Fondazione G.B. Vico di Vatolla, “Pangea, per la nazione umana universale onlus” e la Fondazione Alario per Elea-Velia.
La strutturazione del seminario in tre parti è stata prevista dal prof. Aldo Masullo, presidente del comitato scientifico: la sezione dedicata alla metafisica sarà aperta da una relazione del prof. Nestor Luis Cordero, quella dedicata al pensiero scientifico sarà aperta da una relazione del prof. Giovanni Cerri, ed il pensiero politico vedrà il contributo del prof. Aniello Montano.
continua

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