vi offro un caffè

caffè

Il caffè di Luccio


Bisogna avere pazienza e lasciare la fretta fuori la porta. ma questo è il minimo che bisogna fare.

Poi, con calma ci si accomoda, davanti al bancone. Di legno antico e non di formica impersonale. Poi bisogna aspettate che il il macinacaffé faccia il suo dovere,e sforni dai chicchi di Moka Florence, una miscela testa di moro castoro gusto ricco. Luccio, Pantaleone con il suo cucchiaio appara e riempi la caldaia di polvere profumata. Prima di stringere la caldaietta prova il vapore sprigionando tutta la sala da bar di aromi e, nel frattempo un bicchiere formata tavola di acqua di fontana. Rigorosamente di acqua del monte Gelbison che il cliente sorseggia per togliere il sapore in bocca e preparare il palato al gusto del caffè.

Luccio è sempre cordiale, e generalmente ci indica le ultime nuove con un sorriso amabile e caldo.

Nel frattempo ha inserito la caldaietta sotto la macchina del caffè ed ha stretto forte.

L’aroma si spande e il liquido nero goccia a goccia entra nella tazzina, rigorosamente bollente. E’ un attesa lunga, pensierosa non per l’uomo cittadino moderno frettoloso e produttivo ma una attesa lenta oserei dire millenaria dell’uomo che gusta la vita, di chi ha tempo da perdere perché sa che non è una perdita di tempo ma riappropriazione dei propri ritmi. Così goccia a goccia la tazzina si riempie a metà, e Luccio con gesto esperto chiude e inserisce la tazzina sotto il fiotto di vapore. Li in sotterranea svaporata, porta la tazzina al banco e con un colpo di polso fa scivolare nella tazzina un cucchiaino raso di zucchero. Ora questa operazione può sembrare strana ma ha una sua valenza altissima. Egli riesce a inzuccherare non solo il caffè ma anche la parte alta della tazzina dove si posano le labbra formando un vero e proprio tappeto sottile di zucchero. Un tappeto che ha una funzione vitale. Girato il caffè, l’avventore bevendolo in 3 sorsi come vuole la tradizione, riesce a cogliere tutti i gusti di cui è composta la tazzina di caffè.

Nel primo sorso le papille gustative si adeguano al nuovo sapore, il caffè scorre sul lieve letto di zucchero che non sciolto nel caffè scivolano nel cavo della bocca rendendo fluido e piacevole l’aroma, la seconda boccata la decisiva forma un velluto di miscugli tra zucchero aroma e schiumetta alta 4 millimetri, la terza finale e conclusiva chiude un aroma e un sapore che coniugata con il calore della tazzina fa in modo che la festa termini come uno scoppio finale di fuochi di artificio nelle festa patronali. Assomiglia ai tre botti finali che si odono i più forti di tutti i colpi scuri quelli decisivi che non fanno colore ma solo rumore. L’avventore porge i suoi 70 centesimi e contento si avvia verso la sua vita quotidiana mentre il sapore deciso forte aromatico, robusto allo stesso tempo conservatore e non scevro di emozioni si avvia verso la gola rendendo il tutto ancora immensamente piacevole per almeno altri cinque minuti buoni.



Bar Cerbone

Piazza santa Caterina

Vallo della Lucania

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