Multimedia

E’ difficile comprendere Le difficoltà che dobbiamo superare noi antichi fruitori delle tecnologie.
Persone abituate ad utilizzare mezzi antichi.
Oggi le tecniche sono moderne, i modi di pensare no
Come scriveva Mcluhan il mezzo cui influenza

Questo post e’ stato scritto con il tablet
L’influenza e’ massima

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giornata del software libero

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Linux Day
giornata nazionale di promozione di GNU/Linux e del software libero.

23 ottobre 2010
in tutta Italia

 

 

io utilizzo ubuntu versione linux per neofiti

 

un motivo per passare a Linux?

eccolo

Perché Windows rallenta giorno dopo giorno?

 

Windows ha delle falle di progettazione, alla base, che lo rendono più lento giorno dopo giorno e poco longevo. Avrai probabilmente sentito qualcuno dire "Il computer è diventato lentissimo, devo reinstallare Windows". Reinstallare Windows risolverà sicuramente il problema… fino alla prossima volta.

Penserai, probabilmente, che questo è il modo in cui funzionano i computer e che, magari, dispongono di tecnologia fresca, ma non molto stabile. Bene, prova Linux e rimarrai sorpreso. Il tuo sistema sarà veloce e scattante come il primo giorno in cui l'hai installato.

Diverse persone sono passate a Linux, mantenendo Windows sul loro hard disk, perché avevano bisogno di alcuni programmi cui erano affezionati. Quindi avrebbero potuto usare entrambi i sistemi. Dal giorno del passaggio molti di loro hanno reinstallato Windows diverse volte, invece, Linux non li ha mai abbandonati, continuando a funzionare perfettamente. Alla fine una buona percentuale di queste persone, non potendone più, ha disinstallato definitivamente Windows per utilizzare esclusivamente Linux.

 

Con Linux spenderai tempo solo per lavorarci, piuttosto che per reinstallarlo ogni volta.

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poesia e musica cilentana

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Scritta dal Giuseppe De Vita, cilentano doc, la poesia in cilentano l'aulivo  è musicata e cantata dal fratello Aniello De Vita Cilentano doc.

 

buon ascolto

 

ne abbiamo parlato qui,

qui e qui

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Giochiamo a fare i poeti

c Bisogno conoscerlo Aldo Tambasco.
E Soprattutto suo figlio Aniello. Per capire cosa è l'amore tra un padre ed un figlio.
Ma partiamo dall'inizio. Aniello è un ragazzo cerebroleso. Ma questo non ha scoraggiato il padre Aldo che invece ha creato la sezione Campania dell'Associazione Bambini Cerebrolesi diventandone il Presidente.

Ma questo è stato solo l'iniziodella nostra storia, perchè il vulcanico Aldo comincia a pensare prima come fare per comunicare e far comunicare il figlio. Così scopre un sistema che permette di comunicare tra diversamente abile e persone comuni e fa di tutto per promuoverlo sponsorizzarlo e comunicarlo agli altri. Poi si inventa di sana pianta un concorso di poesia. A questo punto vado a trovarlo. Aldo mi dice “Lo sai cosa fanno i bambini cerebrolesi?” “No” gli dico tra lo stupefatto e l'interrogativo. “Vivono si emozionano hanno sentimenti e tutto quello che hanno che fanno gli esseri umani ….. solo che hanno i loro tempi che sono leggermente diversi dai nostri di tempi.” Tempi che noi “comuni”crediamo migliori se non fossero accelerati caotici confusionari e a volte brevi fugaci e approssimativi.
disabileLo guardo e domando ad Aldo come ha fatto ad andare avanti. Non è stato facile finchè non abbiamo studiato il metodo americano Doman. Si tratta di un metodo americano studiato negli U.S.A. atto a favorire il recupero dei bambini cerebrolesi, denominato 'metodo Doman' dal nome del suo fondatore, Glenn Doman di Philadelphia (U.S.A). La peculiarità di questa terapia, consiste nel fatto, che tutto viene svolto a casa del bambino, quindi nel suo ambiente familiare. La sua palestra, la ginnastica, l'istruzione, il tutto avviene all'interno delle mura domestiche, ed il programma sotto stretta e continua sorveglianza degli esperti americani, viene svolto dalla stessa famiglia, con l'aiuto di amici, parenti, e comuni volontari che offrono qualche ora del loro tempo libero per mettersi a disposizione del bambino.

Così si sono affidati al “metodo americano Doman” che non da certezze ma che rende sereni tutti, e aiuta a capire. “E’ un viaggio in se stessi” continua Aldo “Un continuo avvicinamento ai reali valori dell’uomo nella sua interezza. Se io credo in mio figlio, anche gli altri crederanno in lui” Con queste parole Aldo spinge il suo cammino della vita, la sua forza la sua volontà per aiutare gli altri. Ed è con questo spirito che ha organizzato il concorso nazionale di poesia giochiamo a fare i poeti. Oggi arrivato alla decima edizione, e che sabato 28 agosto si avvia alla premiazione. Una delle poche manifestazioni del sud Italia ad essere ad essere premiata con la medaglia di riconoscimento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L'ultima domanda ad Aldo “qual'è lo scopo di questa manifestazione”. E lui mi ha risposto “Quasi tutti i bambini cerebrolesi hanno problemi di linguaggio, scopo del concorso è far conoscere le potenzialità creative che essi riescono ad esprimere attraverso il metodo della comunicazione facilitata (o comunicazione aumentativa facilitata) che ha offerto loro l'opportunità di comunicare con l'ausilio di genitori ed insegnanti, i più intimi pensieri e affetti e stati d'animo, recuperando rispetto e dignità”. L'intervista è finita guardo Aldo poi Aniello .. mi sorridono ……li sorrido …..giochiamo a fare i poeti…….

ne ho già scritto qui

maggiori informazioni
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Liberi, prigionieri, genuflessi

prono

mendicante e cane sul Ponte San Carlo, Praga. 

 

Liberi prigionieri e genuflessi (1 parte)

L'ispirazione mi è venuta leggendo questo articolo

in cui il politologo internazionale ci descrive una categoria importante della vita italiana i genuflessi.

 

La categoria è in costante aumento e alla fine non c'è stato periodo storico dove non sia esistita e prolificata.

 

Ma oggi è deludente vedere scene di genuflessi, vere schiere squadroni che in nome di un non meglio specificato interesse lavano i pavimenti con il pantalone e dicono sempre sì.

Ma la domanda che mi ronzava nella testa era un'altra: quale è il contrario di genuflesso. E lì facilmente sono arrivato a libero di pensare, di sbagliare di essere fuori dal coro. Solo che anche se sono arrivato subito alle conclusioni più difficile è praticare la strada della libertà. Bisogna avere una montagna di “attrezzi” di cui oggi non disponiamo. Ne cito alcuni : di tempo,

di conoscenze di strumenti utili per applicarla, di soldi, di amicizie.

 

Il tempo è necessario per informarci per non farci prendere in giro dalla pubblicità, bisogna provare i prodotti, testare la validità di quello che ci promettono.

La conoscenza è utile per non perdere tempo e risolvere i problemi che si profilano davanti a noi velocemente brillantemente e al meglio.

Gli strumenti utili non devono essere ne troppi deboli ne troppo costosi esosi e complicati da utilizzare altrimenti non li utilizziamo, li utilizziamo male o non li utilizziamo proprio.

I soldi sono necessari per trovare nuove strade non esplorate, mentre le amicizie sono utili per sopravvivere e per utilizzare le loro informazioni e consigli.

 

Naturalmente la sensazione di essere liberi di poter pensare di esprimere il proprio pensiero e di poterlo comunicare agli altri anche se sono in completo disaccordo con voi non ha prezzo.

 

 

nella seconda parte nei giorni prossimi proverò a scrivere dei prigionieri.

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Aniello De Vita: storie di canzoni

Storie di Canzoni di Aniello De Vita

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Impariamo dalle storie e dalle emozioni. Solo i più creativi scrivono canzoni. Come Aniello De Vita, medico per vivere, musicista per non morire che della vita ha fatto poesia.

 

Storie di Canzoni” è un libro di digressioni e improvvise “rivelazioni”. E’ un meta-racconto con delle belle istantanee di vita e cultura cilentana. Un percorso inverso che va dalla canzone all'ispirazione.

 

Un libro e un CD con 18 brani che testimoniano l'abilità di Aniello De Vita come cantastorie, la sua crescita artistica e la continua ricerca delle cose vere nel ventre di una terra, il Cilento, fonte d’ispirazione e motivo dominante della sua produzione artistica. upload2298_max
 

Aniello De Vita è il Cilento rivelato attraverso le canzoni. Colui che alla sua terra ha dato voce quando – erano gli anni ’70 – parvenu e intellettuali del popolo esecravano finanche l’uso del dialetto. A conti fatti ha avuto ragione lui, senza rivoluzioni, ma semplicemente interpretando il desiderio di pace e di radicamento da sempre vivo nella gente.

De Vita ha bussato alle porte del cuore di chi ha imparato ad apprezzarlo nel corso della sua lunga carriera sussurrando: “Si vuò conosce l’anima…”

 

Vincenzo De Tommaso

maggiori informazioni

ne abbiamo già scritto qui

 

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