Letica del risparmio

fare il pane

“Bisogna essere leggeri come una rondine, non come una piuma”

Paul Valéry


Letica del risparmio,


Ce lo siamo quasi dimenticati ma leconomia classica è una specie di stagno con i vasi comunicanti, se un qualcosa va da un lato si svuota da un altro. Il tutto è ciò è ben descritto nei libri classici. Ma come tutte le cose abbastanza semplici diventano banali noiose insulse. Questi travasi (permettetemi il termine), hanno bisogno di componenti complessi: materie, idee, prodotti, vendite. Ma soprattutto di un elemento importante al giorno doggi scomparso: il tempo. Il tempo serve per produrre, per consumare o godere il bene, per acquistarlo. Ma oggi il tempo è stato eliminato esiste solo in questo istante, poi si passa a godere di un altro bene così allinfinito. Solo, che sempre nelleconomia classica, uno dei fattori è si il consumo ma ne esistono altri due che sono alla pari del consumo (oserei dire se non superiori).

Essi sono gli investimenti e il risparmio. Questi due elementi hanno bisogno sempre e ancor di più dellelemento tempo. Linvestimento materiale o immateriale ha bisogno di un tempo medio lungo, (penso a investimenti per costruire infrastrutture o per permettere un individuo di laurearsi, ovvero di conoscere in modo approfondito un argomento) ma è soprattutto il risparmio che permette sia agli Stati che ai cittadini di vivere e di godere dei beni che ha acquistato. Lo so, è un discorso contro tendenza, ma nei momenti di crisi bisogna adottare sistemi di risparmio, non bisogna “sciupare” i prodotti dice sempre mia madre. Dalla saggezza antica nascono sempre buoni consigli. Quindi più che consumare pensiamo a risparmiare, cominciamo ad affidarci al nostro buon senso. Cominciamo a fare il pane in case, a non comprare i dolci e a farli nel nostro forno, e tutto una serie di lavoretti che fino ad ora abbiamo demandato agli altri. Vedrete che oltre a risparmiare consoliderete il nucleo familiare e vivrete in letizia. Il risparmioprogetto di vita dove si gode veramente di quello che si ha. Provare per credere. non è una forma di non consumo è un


Nunziodigitale




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Incentivi fiscali per le imprese che investono nei siti Unesco

soldi

Incentivi fiscali per le imprese che investono nel patrimonio delle aree protette e dei Siti Unesco: a lanciare la proposta, alla vigilia della discussione del Bilancio in aula è il consigliere regionale del Pd Donato Pica. Il provvedimento prevede che siano i proventi della "carbon tax" e delle tasse ecologiche della Regione in attuazione del Protocollo di Kyoto, ad essere utilizzati come forme di fiscalità di vantaggio da attivare in relazione alle sole imposte regionali e con esclusione di quelle derivate dai trasferimenti statali (crediti dimposta, defiscalizzazioni e decontribuzioni). Per il finanziamento degli interventi la proposta prevede listituzione di un apposito fondo con una dotazione di 2 milioni di euro annui fino al 2010. Tra le aree interessate, i Parchi nazionali del Cilento e Vallo di Diano e del Vesuvio.

Continua


Questa potrebbe essere una possibile strada per evitare lo spopolamento delle zone interne del Cilento, Speriamo……… che vada in porto.


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Fuga dal Cilento

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Fuga dal Cilento

Non si arresta lo spopolamento dei comuni più piccoli e che rientrano nel territorio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

La popolazione del Cilento ha posto solo di rado la sua dimora in luoghi isolati; circa l’80% degli abitanti vive infatti in insediamenti compatti. Si tratta di centri dalla taglia demografica media; solo di rado superano i 4.000 abitanti. Molto diffusa è inoltre la tendenza a stabilirsi ad altitudini intermedie: circa un quarto dei centri è situato tra i 400 e i 500 m. s.l.m. , a conferma del comportamento adottato in passato dalle popolazioni che, per motivi di difesa, preferivano insediarsi in posizione elevata. Nel Cilento storico infatti l’insediamento si è sviluppato soprattutto in collina mentre furono rifuggite le coste, insicure per le continue incursioni barbaresche. L’ascesa verso l’alto inoltre era diretta sempre là dove la presenza di più forti presidi, sia fisici che morali (castelli, cenobi e monasteri), situati sempre sulle sommità dei rilievi collinari e submontani, offriva alle spaurite ed inermi popolazioni almeno una parvenza di maggiore sicurezza e protezione.

Si è assistito ad un ingente spostamento della popolazione dal monte verso il mare secondo un modello ormai consueto lungo le fasce costiere dell’intera penisola. Il generale spopolamento che interessa tutto il Cilento non tocca di contro gli agglomerati costieri, soggetti a continui incrementi demografici.

Lo spopolamento, senza ombra di dubbio crea emergenza sociale, per gli anziani, ma anche tanti disagi per chi resta, per la chiusura delle scuole, per l’assenza di servizi essenziali per la qualità della vita.

I pochi negozi chiudono per limpossibilità di reggere il ritmo dei prezzi rispetto ai grandi centri e alla distribuzione.

In base all’art. 3 del DL 154 / 2008, contenente disposizioni sul contenimento della spesa pubblica, i plessi scolastici con meno di 50 alunni sono destinati a scomparire. La Campania ed in modo particolare il Cilento saranno fortemente penalizzati da questo provvedimento insensato che non tiene conto delle numerose e diverse realtà territoriali italiane.
I danni sono incalcolabili poiché nei piccoli comuni, la scuola rappresenta il primo centro di aggregazione e socializzazione e l’ultimo baluardo contro lo spopolamento dei borghi.
Tale provvedimento comporterà, oltre al danno educativo, un aumento della spesa pubblica per i comuni che dovranno organizzare il trasporto scolastico e per le famiglie.

Lo spopolamento genera pigrizia, inerzia, paralisi, lenta morte.

I cervelli, i pochi che rimangono finiscono per arrugginire: sono nellimmobilità di eguali stagioni, in attesa di mutamenti chissà quali che da sé non verranno a rifare il mondo.

Come vivono i nostri anziani nei piccoli centri?


Ecco una tabella di comparazione dei comuni del Cilento che compara la popolazione residente del 1991 con quella residente al 1 gennaio 2008. dati istat elaborazione nunziodigitale

sposolamento

Per alcuni comuni è stata allegata una tabella con le fasce di età per osservare meglio il fenomeno

un dato per tutti in alcuni comuni la componente di persone anziane superiori ai sessantenni supera abbondantemente il 40 percento della popolazione residente mentre la percentuale di individui inferiore ai 15 anni non supera il 15 percento degli abitanti residenti

spopolamentoschema spopolamento rispetto al 1991

tavola per fasceschema per fasce di età

 

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Non aprite quella porta

parco34( (ph. A. Chetta)

Velia laccesso della porta Rosa

corriere del mezzogiorno

un articolo dellestate scorsa ancora attuale………


Quasi in vetta, ecco la sorpresa: gli ultimi cento metri sono sbarrati da un lungo tubo munito di cartello: «Pericolo caduta massi». È lì dal dicembre 2006, uneternità. Da quando un enorme sasso sè staccato dal declivio alla sinistra del sentiero. Porta Rosa proibita: come se ai musei vaticani oscurassero per 18 mesi la Cappella Sistina. Larco greco risalente alla fine del IV secolo a. C. dovrebbe essere precluso al pubblico in attesa che sulla collinetta venga fatta opera di contenimento. Ma i turisti scavalcano bellamente lo sbarramento. Controlli? Neanche lombra. Servono 350mila euro per la messa in sicurezza. Ministero e Regione sono stati sollecitati. Tutto tace. E Velia, stimato a ragione «grande attrattore turistico » continua a fare appena 31 mila ingressi lanno; contando sui 40 liceali volenterosi dello scientifico di Vallo della Lucania che fanno da guida.


Continua

e qui viene da pensare la famosa battuta


Questa è la storia di 4 persone, chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno. Cera un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. Ciascuno poteva farlo, ma Nessuno lo fece, Qualcuno si arrabbiò perché era il lavoro di Ognuno. Ognuno pensò che Ciascuno potesse farlo, ma Nessuno capì che Ognuno lavrebbe fatto. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.


Ma a parte la battuta resta lamaro e una domanda

come mai i treni giapponesi spaccano i secondi e da noi la burocrazia è un intralcio, un continuo allungamento un inesorabile fortezza che rende tutto difficile e complicatissimo?


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I blogger italiani possono tirare un sospiro di sollievo.

http://link.rai.it/x/vod/tgr/clip_neapolis/08nov/asx/200811201624-tgrd0pp-liberta__di_blog.asx


 

 

 

I blogger italiani possono tirare un sospiro di sollievo.


Il senatore Ricardo Franco Levi, in un comunicato, ha annunciato la sua intenzione di cancellare ogni riferimento a internet dal disegno di legge sull’editoria presentato in Parlamento. Non ci dovrebbero essere più dubbi, allora: i diari digitali non saranno paragonati ai giornali e non dovranno seguire le leggi sulla stampa. La decisione dell’esponente Pd è l’ultimo atto di una lunga vicenda iniziata nell’ottobre del 2007 con l’approvazione da parte dell’allora governo di centrosinistra del cosiddetto ddl “Levi-Prodi” che prevedeva per tutti i blog l’obbligo di iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione. Un provvedimento che, se convertito in legge, avrebbe costretto ogni blogger a fare i conti con il rischio querela così come i giornalisti. Ma le polemiche, e la caduta del governo Prodi, avevano fermato l’iter parlamentare del ddl. Fino allo scorso giugno, quando ancora una volta l’ex collaboratore di Prodi ha ripresentato il progetto. Facendo scatenare nuovamente cori di proteste. Nel terzo comma dell’articolo 8 si leggeva infatti che sono esclusi dall’obbligo di iscrizione al Registro degli operatori i soggetti che pubblicano in internet prodotti che non sono frutto di un’organizzazione imprenditoriale del lavoro. Cosa si intendesse con questa definizione era tutto da verificare. Sarebbe potuto bastare un solo banner pubblicitario, infatti, per considerare un blog alla stregua di un’attività imprenditoriale. Se così fosse stato, l’autore del diario digitale avrebbe dovuto iscrivere il proprio prodotto nel registro dei comunicatori e, di conseguenza, rispettare le leggi sull’editoria. In caso contrario, sarebbe stato punito con l’accusa di stampa clandestina.

Fonte

neapolis

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Storia di Neve di Mauro Corona

9788804581116g

Storia di Neve di Mauro Corona


Sto leggendo la storia di Neve, scritto dal friuliano Mauro Corona. E un romanzo strano perchè alla fine non è un giallo ovvero non devi scoprire colpevoli, (secondo i canoni classici lunico romanzo giusto è il romanzo perchè hai un ruolo di detective, io non ne sono così tanto sicuro).

In questo romanzo sai già allinizio che la protagonista morirà eppure tra alti e bassi di prende, insomma si leggee con gusto e passione. E uno di quei romanzi che vuoi obbligatoriamente sapere come va avanti. E un romanzo che merita di essere letto perchè ha tutti gli elementi giusti: una buona dose di tutto messo insieme: un po come la vita che trascorre tra alti e bassi. Il signor Corona merita a pieno il nostro rispetto per la sua bravura, per il suo essere non essere letterato, (so che non va matto per questa parola).

Alla fine vince la sua capacità di distrarre e rendere attraente , manca poco alla fine e per adesso mi sto divertendo al leggere. Sembra quasi, alcune volte, che passeggio nei boschi del Friuli o che ciondoli per le stradine di Erto il paese dove è ambientato il racconto. Quello che mi piacciono di più sono gli appunti a fine quaderno dove spiega come sta andando il romanzo una vera chicca da intenditore . Lunga vita a Mauro Corona che possa entusiasmarci con altri racconti, lunga vita alle streghe moderne …… chi lha detto che il tempo dei mondi fantastici sia finito? Chi lha detto che il mondo magico non esiste?

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Lolio extravergine di oliva salernitano è senza mercato

ulivo

Lolio extravergine di oliva salernitano è senza mercato

Il prezzo è sceso a 2,7 euro al Kg. La Coldiretti di Salerno lancia lallarme contro la minaccia del prodotto iberico riciclato nel nostro Paese

Un andamento da profondo rosso quello registrato dallolio extravergine di oliva. In soli 4 giorni il prezzo è sceso di ulteriori 40 centesimi, sfiorando i 2,7 euro al chilo……e nonostante ciò il mercato continua ad essere irrimediabilmente immobile. Ancora più drammatico il costo delle olive, sceso drasticamente fino a toccare i 35 centesimi di euro al chilogrammo. DOP
"Non accettiamo che tale andamento disastroso delle contrattazioni sia giustificato dallalibi della stagnazione dei consumi. Le famiglie salernitane continuano ad utilizzare olio di oliva. Piuttosto, cè da chiedersi di che olio si tratta, visto che quello salernitano non trova acquirenti.

Continua

coldiretti.sa.

Il prezzo delle olive pagato agli agricoltori salernitani è precipitato a livelli insostenibili toccando punte del 50% in meno rispetto allanno precedente.

Leconomia reale ovvero quella che la gente percepisce e di cui fa affidamento tutti i giorni è stata sotterrata dalle notizie delleconomia virtuale, ovvero di quella che  nutre il 5 % della popolazione mondiale ovvero quello della borsa( i super ricchi). Chiediamo un ritorno dei prezzi delleconomia reale quella che la gente normale vive tutti i giorni, chiediamo la vita di tutti. 

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