NUMERI, SCELTE E CANDIDATI

Mancano pochi giorni al voto, e la fantasia degli aspiranti al potere prova a raffinarsi. Una pioggia di manifesti e santini e volantini e volantoni e adesivi e segnalibri e facce più o meno inquietanti si è abbattuta sulla provincia. FONTE


numeri (fonte prefettura Salerno) PROVINCIALI 2009

36 collegi o circoscrizioni 1. 155 sezioni di voto, 29 liste collegate ai 4 aspiranti Presidenti della provincia di Salerno oltre 1.000 candidati per 36 consigliere provinciale, 969.869 votanti, oltre 3.000 scrutatori

Questi sono i numeri per le prossime elezioni provinciali del 6 e 7 giugno per la provincia di Salerno.


Nello specifico del collegio di Vallo della Lucania gli aspiranti a consigliere provinciale sono 29, per 10 comuni e una popolazione di circa 24 mila abitanti .


Auguri a tutti e vinca il migliore!!!!!!


per chi ha sete di conoscenza



elenco dei candidati alla carica di consigliere provinciale suddivisi per collegio

 

 

GUADATEVI LARTICOLO VOTA "LI AVETE" STREPITOSO

 

 

ps: senza nulla a pretendere
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Piaggine: evento conclusivo cittadini del parco

scuola piagginefoto classe II media istitutto ocmprensivo Piaggine

A Piaggine levento conclusivo della seconda annualità di Cittadini del Parco, progetto di educazione ambientale promosso dalla Federparchi.


La manifestazione si svolgerà il prossimo 28 maggio giovedì, presso listituto comprensivo di Piaggine, nellambito della "Settimana europea dei Parchi". Gli studenti della scuola media, classe II A, daranno luogo alla presentazione del sentiero natura "Piesco", collocato in unarea di grandissimo pregio naturalistico, dove festeggeranno unitamente agli studenti "gemellati" della scuola di Pollica.


Il programma ideato e curato dalleducatore ambientale, Carmine Tolomeo, dellUfficio Studi, Ricerche ed Educazione Ambientale del parco e dai docenti prof. Giuseppe Troncone e Rossella Guida, dal titolo " A scuola nel bosco, per conoscerlo e interpretarlo", ha interessato una quarantina di alunni degli Istituti comprensivi di Piaggine e Pollica, dove i campi di osservazione, di studio e di interpretazione sono stati rispettivamente la macchia mediterranea, per il territorio di Pollica e il bosco misto per il territorio di Piaggine.


Un anno di studio e di lavoro sui temi descritti, ha portato alla realizzazione di un sentiero natura, lungo il quale, gli alunni hanno predisposto delle apposite stazioni interpretative-divulgative, da cui illustrare le caratteristiche della biodiversità, rappresentata dalle varie specie animali e vegetali riscontrate in loco, rendendo in tal modo fruibili i neonati sentieri.

Maggiori informazioni

http://www.parks.it/news/dettaglio.php?id=5917


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Laureana: maestra elementare si candita per non sfasciare la famiglia

Una maestra elementare del salernitano si è candidata alle elezioni per non dover tornare a lavorare al Nord. Ai cittadini di Laureana ha chiesto di "votare con il cuore", per evitare "che la famiglia si sfasci"


Alessandra Mazzeo, 40 anni, è entrata in una lista civica di Laureana, piccolo centro del Cilento, per non dover riprendere servizio l anno prossimo a Modena, dove è titolare di cattedra. L insegnante ha avviato una sua personalissima campagna elettorale, chiedendo ai cittadini di Laureana di "votare con il cuore", per evitare, come ripete da giorni, "che la famiglia si sfasci". Il concetto è ribadito nei manifesti elettorali che saranno affissi dallinizio della prossima settimana. Alessandra Mazzeo è fotografata insieme al marito e ai due figli di 6 e otto anni. Lo slogan è: "mi sono candidata con la speranza di essere eletta e di non dover fare le valigie una seconda volta.". "Ho insegnato nelle scuole del Nord per 13 anni – spiega la maestra, che attualmente insegna alle scuole elementari di Atrani, centro della costiera amalfitana – prima il Trentino, poi Parma, infine Modena, dove sono titolare di cattedra. Intanto, io e mio marito siamo tornati nel Cilento, una decina di anni fa, dove abbiamo avuto due figli e dove insegno da anni in assegnazione provvisoria. Ora, però, ho saputo che, in seguito al taglio di numerosi insegnanti delle scuole elementari, dal prossimo anno sarò costretta quasi certamente a ritornare a Modena. Dalla gente di Laureana ho ricevuto tantissime testimonianze di solidarietà e in tanti hanno promesso che mi voteranno perché la mia famiglia non si smembri.

 

continua

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Nuovi soggetti sociali: i digitali

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Nuovi soggetti sociali

Nella mappa variegata della nostra società, si va profilando un nuovo paradigma: cioè un insieme di elementi, di caratteristiche, di modi di pensare e di vivere che contraddistinguono un nuovo gruppo sociale, sempre più vasto e distinto di persone: soprattutto giovani, ma non solo giovani; non solo disoccupati, ma soprattutto disoccupati. Ne abbiamo già accennato nella prima parte; qui vale la pena di parlarne con qualche dettaglio in più.

Se dovessi dare un nome a questo nuovo «soggetto collettivo», fatto di persone che la pensano più o meno allo stesse modo, lo chiamerei appunto «digitale» in onore di Nicholas Negroponte e di Bill Gates che, in un certo senso, ne sono i profeti e gli antesignani.

Ciò non significa che i «digitali» si distinguono soltanto per la loro identificazione quasi maniacale con il computer, con la posta elettronica e con Internet: significa che il computer e Internet sono il loro segno distintivo così come la televisione è stato il segno distintivo della generazione che si è identificata nei mass media e così come la

catena di montaggio fu il segno distintivo della generazione che si identificò nella fabbrica.

Molti altri caratteri specifici connotano il modo di vivere e di pensare dei «digitali»: la soddisfazione per la conquistata ubiquità, grazie alla potenza dei mezzi planetari di comunicazione e di trasporto; la dimestichezza con la virtualità, che rende i loro rapporti sempre più astratti e arricchisce i loro sensi di nuove dimensioni; la fiducia nellingegneria genetica, che consente di modificare il corpo umano e il suo destino biologico; laccettazione dellandroginìa e della femminilizzazione, grazie alle quali i generi sono posti sullo stesso piano e ciascuno di essi acquisisce valori che prima erano monopolizzati dallaltro; la consapevolezza che il tempo libero ha importanza almeno pari al tempo di lavoro e che lozio è spesso più creativo dellattivismo.


I «digitali» condividono tutte queste novità e altre ancora: sono molto attenti allecologia e tendono a uno sviluppo sostenibile; accettano con entusiasmo la multirazzialità, la convivenza pacifica delle culture e delle religioni; amano la notte almeno quanto il giorno e non fanno troppa differenza tra i giorni ufficialmente festivi e quelli ufficialmente feriali. A differenza dei loro genitori, che avevano più zii che nomi, i «digitali» hanno più nonni che zii.

I «digitali» sono già abituati a confondere le attività di studio, di lavoro e di tempo libero: la frequente consuetudine con la disoccupazione li ha abituati a coniugare spezzoni di lavoro casuali con fasi di studio più intenso, con viaggi, con la cura della famiglia e del gruppo amicale. Perciò essi tendono a parlare più lingue, soprattutto linglese, e tendono a comunicare per mezzo di «nuovi esperanti» come la musica, rock, larte post-moderna, la disinvoltura dei rapporti sessuali, lassenza di ideologie forti. Hanno preferenze spiccate per determinate riviste, determinati cantanti, determinati artisti, in cui si identificano.

I «digitali» sono spesso disoccupati, ma colti e agiati. Vivono attingendo al patrimonio familiare: perciò tendono a dare poca importanza al denaro come fine a se stesso e poca importanza al consumo come sintomo di status. Curano il proprio corpo ma non lo arredano in modo costoso, preferendo «ciò che si è» a «ciò che si appare».

I «digitali» sono una «cultura». Anzi, una controcultura oziosa e creativa rispetto alla cultura impiegatizia e manageriale, frenetica ed esecutiva.


Il futuro del lavoro Domenico De Masi pagine 280 e 281

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Parco Cilento: Una delegazione di finlandesi ospiti nel Parco

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 Lunedì 25 maggio, presso laula consiliare dellEnte Parco a Vallo della Lucania si terrà un incontro con una delegazione dellArts Council del South Savo della Finlandia in visita nellarea protetta per il progetto Terra dei Miti che mira allo sviluppo del turismo culturale in modo conforme ai principi di sostenibilità.

Il Presidente Amilcare Troiano, il biologo Antonio Feola ed il funzionario della Comunità Montana Alento Montestella Angelo Morinelli presenteranno agli ospiti le caratteristiche ambientali, agricole ed alimentari del Parco.

Si pongono così le basi per ulteriori forme di collaborazione e di scambio con la Finlandia che è già stata partner dellEnte Parco in due progetti comunitari.

Fonte pncvd

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le illusioni del controllo


Questo è il dialogo del film animato Kung Fu Panda del 2008.

Si svolge tra il maestro Oogway e il maestro Shifu presso il Sacro Pesco della Saggezza Divina.

Il primo maestro ha indicato come capace di sconfiggere il temibile Tai Lung il goffo Panda caduto dal cielo, il secondo è scettico perché il panda non ha la forza, il coraggio, la velocità, la destrezza necessari per limpresa.

La saggia tartaruga risponde che sono solo illusioni del controllo.


ecco il dialogo

Oogway: Mio vecchio amico,il panda non adempirà mai al suo destino, ne tu al tuo, finchè non rinuncerete allillusione del controllo.

Shifu:Illusione?

Oogway: Si! Guarda questalbero Shifu, non posso farlo fiorire quando mi aggrada,ne farlo fruttificare prima del suo tempo…

Shifu:Ma delle cose le possiamo controllare! Posso controllare quando cade la frutta e posso controllare dove piantare il seme…Questa non è un illusione, maestro!

Oogway: Ehh sì…ma qualunque cosa tu faccia, quel seme crescerà e diventerà un pesco, magari tu desideri un melo o un arancio…ma otterrai un pesco!

Shifu:Ma un pesco..Non puoi sconfiggere Tai Lung!

Oogway: Può darsi di si…Se sei disposto a guidarlo…A nutrirlo…A credere in lui…

[…]

Oogway: Promettimelo Shifu…Promettimi che crederai.


Oogway: Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi… è un dono. Per questo si chiama presente.


Oogway: Spesso ci si imbatte nel nostro destino proprio lungo la strada per evitarlo.

OOgway: 

La vera via della vittoria è scoprire la debolezza del tuo avversario e far si che egli soffra per essa. Prendere la sua forza e usarla contro di lui, finchè egli non cade…o molla

 

 

 

Tu che spesso non ti accorgi di quello che sai fare perché sei troppo occupato a guardare quello che non sai fare. Tu cui tutti dicono che non sei adatto per fare una cosa solo perché la fai in maniera diversa dallo standard. Tu che ti vedi troppo diverso dagli altri e che quindi pensi di non poter fare quello che fanno loro. Tu che non appena capisci quel è il mezzo giusto riesci a trovare la forza per superare le tue paure e i tuoi indugiare. Tu che devi capire che i difetti possono essere le tue carte migliori. Basti tu.


 

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Massicelle: festival del gioco e del giocattolo

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In programma dal 21 al 24 maggio a Massicelle di Montano Antilia, per il quarto anno consecutivo, la magia del Festival Internazionale del Gioco e Giocattolo di Tradizione.


Centinaia di bambini si riverseranno nel piccolissimo centro del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano per rispolverare e ricostruire insieme i giochi di una volta. I giovani protagonisti si sfideranno a suon di “Furrianughe”, “Sciuttapanni” e “Carruzzella”, pronti a rispolverare la gioia de “I quattro cantoni”, a svelare le istruzioni de “la Ruzzola” e a spiegare il mistero de “Lë Schers Del Ghëub”. Questi sono solo alcuni dei “divertimenti” che, dopo un’attenta e lunga selezione, la commissione esaminatrice ha deciso di ammettere alla competizione legata al Festival ed indetta per le Scuole Primarie e Secondarie.

Come nasce la manifestazione

Nel Gennaio 2007 è stata fondata lassociazione "Lo Strummolo" ad opera di Enti Pubblici (Comune di Montano Antilia e Comunità Montana Lambro e Mingardo) ed associazioni locali, allo scopo di creare una struttura agile adatta a gestire il Concorso, il Festival e programmi di promozione territoriale ad essi collegati.
Ma tutto è iniziato qualche anno prima…
Nel 1993, quando prese forma il Museo del Giocattolo Povero di Massicelle da un progetto dellIstituto Comprensivo di Montano Antilia, che si era espresso nellorganizzazione di una ricerca storica sulla vita delle passate generazioni: come si vestivano, come si alimentavano e soprattutto come occupavano il proprio tempo libero. Il progetto si è svolto sotto la guida delle maestre della scuola elementare di Massicelle, in particolare delle insegnanti Santina Luongo, Amalia Merola, Angelina Serra e con il contributo della psicopedagoga Claudia Perlmuter.

Continua

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I giocatori volanti

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A un tratto mi accorsi che non ero un bambino normale. Questo non voleva dire che ero super.

Assolutamente no. Significava che ero diverso. Piano, piano con le maldicenze. Non esageriamo. Non nei gusti sessuali. Ma andiamo con ordine, incominciamo dallinizio. Allepoca vivo ad A…, un bellissimo paese di poco più di cinquemila abitanti. Lo sport nazionale di tutti i bimbi di A…. era…. giocare a pallone. A tale scopo si erano inventati, creati, costruiti e abbelliti diversi campi di calcio.

Cera quello principale: il campo dove giocavano quelli che mangiavano pane e calci, quelli che non appena si svegliavano domandavano quanti giorni mancavano a domenica ed il martedì erano quasi sempre tristi. Quelli che andavano in giro sempre con la tuta da ginnastica ed avevano il pallone legato sulla bici perchè per giocare pallone ogni momento è quello giusto.

Poi cera il campo vecchio: non avevano potuto impiantarci lerba (non cresceva) e il sintetico non esisteva ancora o costava molto, e per questo motivo avevano costruito il campo nuovo con un sistema di drenaggio allavanguardia. (non era vero ma noi giocatori così credavamo).

Il capo vecchio aveva i muri aperti in più parti e il terreno di gioco era in argilla per veri uomini duri , per giocatori dacciaio. Era utilizzato dalle vecchie glorie del calcio e da chi aveva mamme comprensibili a buchi sulla biancheria e sulla sporcizia resistente . Poi cerano i campi rionali, ex campetti di tennis riadattati, spazi di terreno dove le squadre di muratori e operai lasciavano gli attrezzi da lavoro. Frequentavano questi campi gente seria che sicuramente sarebbero transitato per il campo principale. Era gente che andava a scuola per hobby e a scuola calcio per lavoro.

Poi cerano i campi volanti ideati dalle menti fervide di ragazzini sveglie sognatori. Non ci voleva molto per fare un campo volante: bastava uno spazio rettangolare e un paio di pietre che segnassero i confini della porta. Lunghezze e larghezze erano variabili e contrassegnate dal detto fino dove possiamo giochiamo ( compresi giardini privati e balconi delle case)..

Il pallone standard per i campetti volanti era il supersantos un pallone con una storia dietro che tutti sanno.

Noi naturalmente per non farci mancare nulla avevamo un campo in piena curva. Praticamente non riuscivi a vedere la porta avversaria …. se non voltavi langolo.

Ora il campo volante richiedeva una grande fantasia perchè erano pezzi di strada chiusa, le piazze antistante la Chiesa, erano in discesa e in salita, sulla sabbia, su terreni misti e chi più ne ha ne metta.

Io ero un giocatore di strada, da campo volante ma non avevo la stessa verve dei mie compagni di gioco perchè ogni tanto andavo a leggere libri e romanzi e ciò richiedeva tempo.

Libri che mi facevo prestare da una professoressa in pensione che a sua volta li chiedeva in prestito nella biblioteca della scuola e che dovevamo ritornare ad uno stretto giro di giorni Molte volte in una giornata metà tempo lo impiegavo a leggere, metà tempo giocavo nei campi volanti diventando a mia volta un giocatore volante senza squadra fissa. Per questo motivo ero considerato un diverso, un non giocatore professionista, uno di quelli che non ci metteva lanima, ma solo i piedi. E allepoca per me questo era una grande problema.



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relax: vi offro un caffé

caffè

Nel solito bar dove la mattina prendo il mio caffè.

Oggi giornata particolare. Cè un forestiero.

No, non fraintendetemi: solo un dottore di Padova che non fa parte della solita cerchia di abituali frequentatori del bar. Cè confidenza con il barista, segno che ogni tanto il  dottore,  si avventura nella Terra di Nessuno, e dopo aver consumato un caffè e meravigliatosi per il costo irrisorio rispetto ai prezzi del Nord, chiede un gratta e vinci. Quasi per scusarsi, dice che lui nella sua Padova non gioca mai, abituato comè a lavorare solamente.

Ma qui fa una eccezione e con un fare tra il plateale e lallegro, che coinvolge tutti i frequentatori del bar, chiede “il biglietto della terza fila ultimo a destra un po nascosto”. Tutto normale e la favola non ha nessuna morale; solo una piccola innocua e innocente domanda: Perché un professionista si comporta serio e freddo nella rigida Padova e qui nel profondo Sud in una terra depressa e selvaggia socializza, si rilassa, perde due minuti del suo tempo per tentare la fortuna bendata?

Ah, dimenticavo: il dottore ha vinto anche cinque euro!!

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